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Cartello dei camion: Monaco di Baviera quantifica i danni. Fino al 5% del prezzo netto

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Il Tribunale regionale di Monaco di Baviera I ha quantificato per la prima volta il danno subito dagli acquirenti di camion interessati dal cartello dei produttori. Nei due procedimenti esaminati, il danno stimato varia tra l’1% e il 5% del prezzo netto, a seconda del produttore e della categoria del veicolo. Le percentuali sono inferiori a quelle riconosciute in alcuni casi in Italia e in Spagna, anche se i procedimenti non sono direttamente comparabili.

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Punti chiave:

  • Il Tribunale regionale di Monacodi Baviera I ha emesso due sentenze relative a camion acquistati nel periodo di attività del cartello dei produttori.
  • Per i camion pesanti Daimler, il danno stimato è pari al 3,7% del prezzo netto; per i veicoli medi la percentuale è del 4,2%.
  • Per i camion pesanti MAN, il tribunale ha quantificato il danno nel 5%, mentre per quelli medi ha riconosciuto l’1%.
  • È stata respinta la richiesta relativa a un camion acquistato nel 1997: secondo il tribunale, non era sufficientemente probabile che il veicolo avesse subito un danno riconducibile al cartello.
  • Le stime si basano su analisi di regressione elaborate da due economisti specializzati in diritto della concorrenza.
  • Nessuna delle due sentenze è ancora definitiva.
  • Per confronto, nel 2026 un tribunale di Milano ha applicato una percentuale dell’8% ad alcuni veicoli, mentre precedenti decisioni spagnole hanno riconosciuto importi ancora più elevati in determinati casi.

Le decisioni riguardano le richieste di risarcimento presentate da due imprese edili che, tra il 1997 e il 2009, avevano acquistato camion, tra cui veicoli MAN e Daimler.

La sezione civile del Tribunale regionale di Monaco di Baviera I non ha applicato un’unica percentuale a tutti i mezzi. La stima del danno varia a seconda del produttore e della categoria del camion.

Produttore Categoria del camion Danno stimato
MAN Pesante 5% del prezzo netto
MAN Medio 1% del prezzo netto
Daimler Pesante 3,7% del prezzo netto
Daimler Medio 4,2% del prezzo netto

Il tribunale non ha accolto tutte le richieste. Nel caso di un camion acquistato nel 1997, ha ritenuto che non fosse stata dimostrata con sufficiente probabilità l’esistenza di un danno riconducibile al cartello.

Entrambe le sentenze, datate 21 ottobre 2026, possono ancora essere impugnate.

Le analisi economiche hanno fatto la differenza

Nei procedimenti sul cartello dei camion non basta dimostrare l’esistenza di un accordo illecito. I ricorrenti devono provare anche se quell’intesa abbia inciso sul prezzo di uno specifico veicolo e, in caso affermativo, in quale misura. Le decisioni della Commissione europea del 2016 e del 2017 hanno accertato l’intesa anticoncorrenziale tra i produttori, ma non hanno determinato automaticamente il danno subito da ogni singolo acquirente.

Per quantificare il danno, il tribunale di Monaco di Baviera si è basato soprattutto sulle perizie di due economisti specializzati in diritto della concorrenza. Dal 2019, su incarico del tribunale, i professionisti hanno analizzato l’effetto del cartello sui prezzi effettivamente pagati in diversi procedimenti collegati.

Il loro modello ha utilizzato l’analisi di regressione per separare il possibile effetto dell’intesa da tutti gli altri fattori capaci di influenzare il prezzo dei camion. Le parti hanno contestato ampiamente le perizie e hanno presentato a loro volta analisi economiche. Alla fine del 2025, il tribunale ha dedicato diversi giorni all’esame della metodologia e dei risultati, alla presenza dei soggetti coinvolti nel procedimento.

La conclusione è stata che il modello degli esperti offriva una base adeguata per stimare il danno nei casi esaminati.

Una nuova base di riferimento per i procedimenti tedeschi

Le due sentenze sono rilevanti nel più ampio contenzioso tedesco sul cartello dei camion. Per anni, uno degli ostacoli principali è stato il passaggio dalla prova che il cartello avrebbe potuto alterare il mercato alla dimostrazione del danno concreto subito dal singolo acquirente.

Nei procedimenti più recenti, il tribunale ha attribuito percentuali diverse alle varie categorie di veicoli. Questo non significa, tuttavia, che esista una formula automaticamente applicabile a tutte le richieste ancora pendenti.

In Germania restano numerosi casi irrisolti. Tra i più estesi figura il contenzioso promosso da Financialright Claims, che riguarda richieste relative a decine di migliaia di acquisti, leasing e contratti di finanziamento per camion.

Nel maggio 2026, la Corte federale di giustizia ha riconosciuto in linea di principio la possibilità di far valere questo tipo di crediti attraverso società specializzate nella gestione collettiva delle richieste risarcitorie. Ha inoltre osservato che procedimenti di dimensioni eccezionali potrebbero dover essere suddivisi in gruppi più piccoli qualora la loro ampiezza renda più difficile un esame equo.

Il confronto con gli altri Paesi europei

Le percentuali riconosciute in Germania sono inferiori a quelle di alcune precedenti decisioni emesse in altri Paesi europei. Questi risultati non possono tuttavia essere trasformati in una graduatoria uniforme dei risarcimenti.

I procedimenti riguardano ricorrenti, produttori, periodi di acquisto, veicoli e prove economiche differenti.

Giurisdizione / caso Danno stimato / risarcimento
Monaco di Baviera, 2026 1–5%
Milano, 2026 8%; 4% per alcuni veicoli acquistati dopo la fine del cartello
Bordeaux, 2025 Oltre 7.700 euro per ogni veicolo interessato
Cáceres, 2020 16,35%
Pontevedra Circa 9%
Murcia 20,7% in un caso specifico

Italia: a Milano riconosciuto un danno dell’8%

Nel gennaio 2026, il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza in una causa promossa da 14 aziende italiane di autotrasporto contro Iveco, Scania, DAF e MAN. Per 141 camion medi e pesanti acquistati nel periodo di attività del cartello, il giudice ha stimato il danno all’8% del prezzo di acquisto.

Per sei veicoli comprati dopo la cessazione formale del cartello è stata applicata una percentuale separata, pari al 4%. La decisione riflette la possibilità che gli effetti della distorsione dei prezzi siano proseguiti per un certo periodo. Anche in questo procedimento ha avuto un ruolo importante l’analisi economica svolta dal consulente nominato dal tribunale.

Francia: oltre 7.700 euro per ogni camion

Nell’ottobre 2025, il tribunale commerciale di Bordeaux ha emesso la prima decisione francese favorevole agli autotrasportatori in una causa privata sul cartello dei camion. Daimler è stato condannato a pagare oltre 7.700 euro per ogni veicolo interessato.

Secondo lo studio legale che rappresentava le imprese di trasporto, l’analisi economica presentata nel procedimento indicava un sovrapprezzo di circa il 9%.

La decisione francese non può essere confrontata direttamente con le percentuali stabilite a Monaco di Baviera, perché si fonda su prove e transazioni differenti.

Spagna: dal 5% a oltre il 20% nei singoli casi

Alcuni precedenti procedimenti spagnoli hanno portato a percentuali ancora più elevate. Nel 2020, un tribunale di Cáceres ha stabilito che gli acquirenti avevano pagato il 16,35% in più rispetto a quanto avrebbero pagato in assenza del cartello. In un caso esaminato a Pontevedra, il risarcimento è stato fissato a circa il 9% del prezzo di acquisto, mentre un tribunale di Murcia ha riconosciuto un effetto del 20,7% in una controversia specifica.

Non tutte le sentenze spagnole hanno però raggiunto livelli così elevati. In un procedimento a Valencia, il risarcimento è stato fissato al 5% del valore di acquisto.

Come è nato il cartello dei camion?

Il contenzioso nasce dalle decisioni della Commissione europea sulla collusione tra i produttori di camion. Secondo l’autorità, tra il 1997 e il 2011 i principali costruttori si coordinarono, tra l’altro, sui prezzi di listino dei camion medi e pesanti nell’intero Spazio economico europeo.

Il procedimento ha coinvolto MAN, Volvo/Renault, Daimler, Iveco, DAF e Scania. Nel 2016, la Commissione ha inflitto a cinque produttori sanzioni complessive per circa 2,93 miliardi di euro. Scania è stata sanzionata separatamente nel 2017, con una multa di circa 880 milioni di euro.

Dopo queste decisioni, le aziende che avevano acquistato camion o li avevano presi in leasing durante il periodo del cartello hanno iniziato a chiedere un risarcimento ai produttori davanti ai tribunali di diversi Paesi europei.

Che cosa cambia per gli autotrasportatori?

Le nuove sentenze non attribuiscono automaticamente agli autotrasportatori il diritto a ricevere un risarcimento pari al 5% del prezzo di ogni camion. Le decisioni riguardano veicoli, produttori e prove specifici e, inoltre, non sono ancora definitive. Rappresentano però un riferimento importante, perché per la prima volta il Tribunale regionale di Monaco di Baviera I ha espresso il danno in percentuali concrete.

La giurisprudenza europea resta molto diversificata: si va dall’1% riconosciuto nel più recente caso relativo ai camion medi MAN alle percentuali a due cifre adottate in alcuni precedenti spagnoli.

Le decisioni di Monaco di Baviera confermano che, nelle cause sul cartello dei camion, la questione centrale non è soltanto accertare l’esistenza del danno, ma anche quantificarlo e motivarne il calcolo nel singolo caso.

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