Secondo Fenadismer, la federazione nazionale delle imprese di autotrasporto, il provvedimento interesserebbe oltre 360.000 conducenti professionali e potrebbe avere ripercussioni anche sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza della circolazione.
In sintesi
- La proposta del Ministero della Salute estenderebbe il divieto di fumo ai veicoli utilizzati per il trasporto professionale.
- Il testo è ora all’esame del Consiglio economico e sociale, prima del possibile passaggio al Consiglio dei ministri e al Parlamento.
- Fenadismer contesta la misura, ritenendola discriminatoria nei confronti degli autisti professionali.
- Secondo la federazione, il divieto potrebbe incidere sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza stradale.
- Il Ministero, al momento, non ha dato segnali di voler modificare il testo.
L’iter della riforma
Il Ministero della Salute ha trasmesso la proposta al Consiglio economico e sociale, chiamato a esprimere un parere obbligatorio prima dell’eventuale approvazione da parte del Consiglio dei ministri. Solo successivamente il provvedimento potrebbe essere sottoposto all’esame del Parlamento.
Nella versione attuale del testo rimane la previsione che vieterebbe di fumare nei veicoli impiegati per il trasporto professionale, comprese le cabine dei camion. La proposta, invece, non introduce un analogo divieto per le automobili private.
È proprio questa differenza di trattamento a rappresentare il principale motivo di contestazione da parte di Fenadismer.
La federazione denuncia una disparità di trattamento
Secondo Fenadismer, la normativa antifumo dovrebbe avere come obiettivo prioritario la tutela dei non fumatori dall’esposizione al fumo passivo, in particolare dei minori e delle persone più vulnerabili.
Nel trasporto merci, osserva la federazione, il conducente opera generalmente da solo e la cabina del camion non costituisce uno spazio pubblico frequentato abitualmente da terzi.
Per questo motivo, l’associazione ritiene incoerente vietare il fumo ai conducenti professionali mentre chi guida un’auto privata continuerebbe a poter fumare anche in presenza di passeggeri.
Le preoccupazioni per la sicurezza
Fenadismer stima che la misura interesserebbe circa 300.000 camionisti e altri 60.000 conducenti di furgoni.
Secondo l’organizzazione, il problema non riguarda soltanto il divieto in sé, ma anche le possibili conseguenze sulle condizioni di lavoro. Gli autisti possono infatti guidare fino a quattro ore e mezza prima della pausa obbligatoria di 45 minuti.
La federazione sostiene che, per alcuni fumatori, l’impossibilità di fumare durante periodi di guida così prolungati potrebbe aumentare stress e irritabilità, con possibili ripercussioni sulla concentrazione e, di conseguenza, sulla sicurezza della circolazione.
Le difficoltà durante le soste
Fenadismer richiama anche gli aspetti pratici dell’eventuale applicazione della norma.
In numerosi luoghi pubblici, tra cui bar, ristoranti e molte aree di servizio autostradali, il fumo è già vietato. La bozza prevede inoltre un ulteriore ampliamento delle restrizioni, estendendole anche a diversi spazi esterni.
Secondo la federazione, la progressiva riduzione delle aree in cui è consentito fumare potrebbe spingere alcuni conducenti a utilizzare luoghi non adeguati durante le soste, con possibili ricadute anche sul fronte della sicurezza e del rischio di incendi.
Fenadismer: misura sproporzionata
L’organizzazione definisce il divieto previsto una misura «sproporzionata e discriminatoria» nei confronti dei conducenti professionali.
Pur dichiarandosi favorevole alle politiche di tutela della salute pubblica, la federazione sostiene che la normativa dovrebbe tenere conto delle specificità del lavoro svolto dagli autisti, che nella maggior parte dei casi operano senza passeggeri.
Fenadismer continuerà quindi a chiedere l’eliminazione della disposizione dal testo definitivo. Per il momento, tuttavia, il Ministero della Salute non ha indicato l’intenzione di modificare la proposta, che prosegue il proprio iter istituzionale.









