- Il controllo di InPost passa a un consorzio formato da Advent International, FedEx, A&BR Investments di Rafał Brzoska e PPF Group.
- Rafał Brzoska resta amministratore delegato, mentre la sede centrale di InPost rimarrà in Polonia.
- FedEx e InPost continueranno a operare come società indipendenti e concorrenti.
InPost è uscita dal listino di Euronext Amsterdam dopo che un consorzio di investitori ha acquisito la maggioranza delle azioni. Del gruppo fanno parte Advent International, FedEx, A&BR Investments di Rafał Brzoska e PPF Group.
Per il settore logistico, l’aspetto più rilevante è l’ingresso di FedEx nell’azionariato di InPost. La società statunitense è uno dei maggiori operatori mondiali nei servizi di corriere e trasporto, ma l’operazione non equivale a una fusione tra le due aziende.
Secondo la comunicazione ufficiale, InPost e FedEx manterranno strutture operative separate e continueranno a competere nei rispettivi mercati.
La rete globale di FedEx incontra i locker di InPost
Parallelamente, le due società stanno lavorando a possibili iniziative commerciali congiunte. FedEx potrebbe utilizzare l’ampia rete europea di locker di InPost e la sua esperienza nelle consegne fuori casa. InPost, invece, potrebbe accedere a un’infrastruttura internazionale e a una base clienti molto più ampia. Questo potrebbe rivelarsi particolarmente rilevante in vista della crescita dell’e-commerce transfrontaliero e delle spedizioni internazionali.
FedEx opera su scala mondiale, mentre InPost ha consolidato negli ultimi anni la propria presenza nel mercato europeo delle consegne dell’ultimo miglio. Una collaborazione tra i due modelli potrebbe aumentare il ricorso ai locker per le spedizioni internazionali e offrire ai destinatari più alternative alla consegna presso l’abitazione.
InPost punta a crescere ancora in Europa
Il nuovo assetto proprietario non modifica, secondo quanto indicato, la direzione strategica già intrapresa da InPost. L’azienda intende proseguire la crescita in Francia, Spagna, Portogallo, Italia, nei Paesi del Benelux e nel Regno Unito.
Il piano comprende l’ampliamento della rete di locker, dei punti di ritiro e dei servizi di consegna tramite corriere. All’inizio del 2026, la rete InPost comprendeva circa 61.000 locker, affiancati da punti PUDO e da servizi di consegna a domicilio.
L’elemento centrale dell’operazione non è soltanto l’uscita di InPost dal listino. A pesare maggiormente sono l’ingresso di FedEx nella compagine proprietaria e la collaborazione commerciale che i due operatori stanno preparando. Se il progetto prenderà forma, InPost potrebbe accelerare lo sviluppo delle consegne transfrontaliere e fuori casa in Europa, mentre FedEx avrebbe accesso a una delle reti di locker più sviluppate del continente.
Per il mercato nel suo complesso, l’operazione potrebbe intensificare la concorrenza nelle consegne dell’ultimo miglio e rafforzare ulteriormente il ruolo dei locker nelle spedizioni internazionali.









