Punti chiave:
- Gli azionisti hanno portato in adesione l’89,81 proc. del capitale di InPost, superando la soglia dell’80 proc. necessaria per completare l’operazione.
- Il consorzio offre 15,60 euro per azione e valuta complessivamente la società 7,8 miliardi di euro.
- Il regolamento dell’operazione è previsto per il 30 settembre 2026, mentre gli azionisti rimanenti potranno aderire fino al 7 ottobre.
- InPost potrebbe lasciare la Borsa di Amsterdam il 23 ottobre, a condizione che il consorzio raggiunga almeno il 95 proc. del capitale.
L’acquisizione di uno dei maggiori operatori logistici europei al servizio dell’e-commerce è entrata nella fase decisiva. InPost e gli offerenti hanno confermato che tutte le condizioni previste sono state soddisfatte, secondo un comunicato della società ripreso da PAP Biznes. Il periodo iniziale per aderire all’offerta si è chiuso il 18 settembre con un risultato superiore al minimo richiesto. Ora l’attenzione si sposta sulla struttura proprietaria definitiva e sull’eventuale uscita del gruppo dalla Borsa olandese.
Superata la soglia, l’offerta su InPost diventa incondizionata
Advent, FedEx, A&BR e PPF avevano lanciato a maggio un’offerta per tutte le azioni InPost. Per portare a termine l’operazione era necessario che gli azionisti aderissero con almeno l’80 proc. del capitale.
La soglia è stata superata. Alla chiusura del periodo iniziale, il 18 settembre, erano state portate in adesione azioni pari all’89,81 proc. del capitale di InPost. Di conseguenza, il consorzio e la società hanno dichiarato l’offerta incondizionata. Il regolamento è previsto per il 30 settembre 2026.
Il processo non è però ancora concluso. Gli azionisti che non hanno aderito nella prima fase hanno a disposizione un’ulteriore finestra: il periodo supplementare resterà aperto fino alle 17.40 del 7 ottobre 2026, secondo l’ora legale dell’Europa centrale. I risultati dovrebbero essere comunicati entro il terzo giorno lavorativo successivo alla chiusura.
L’offerta valuta InPost 7,8 miliardi di euro
Il consorzio ha messo sul tavolo 15,60 euro per ogni azione InPost. Considerando tutte le azioni emesse e negoziate, la valutazione complessiva della società raggiunge 7,8 miliardi di euro.
Il prezzo proposto rappresenta un premio rispetto alle precedenti quotazioni di mercato di InPost:
- 53 proc. in più rispetto alla media ponderata per i volumi del prezzo azionario nei tre mesi precedenti al 2 gennaio 2026.
- 43 proc. in più rispetto alla media ponderata per i volumi calcolata sui sei mesi precedenti alla stessa data.
Inizialmente, il periodo per aderire all’offerta avrebbe dovuto terminare il 27 luglio 2026. La scadenza è stata prorogata fino al 18 settembre perché il procedimento antitrust era ancora in corso.
Il possibile delisting da Amsterdam dipende dalla soglia del 95 proc.
Il superamento della soglia dell’80 proc. rende l’offerta incondizionata, ma i prossimi passaggi dipenderanno dalla quota definitiva detenuta dal consorzio.
La soglia decisiva è il 95 proc. del capitale di InPost. La Borsa di Amsterdam ha approvato in via condizionata il ritiro delle azioni dell’operatore dalle negoziazioni il 23 ottobre 2026. Il piano potrà essere attuato solo se gli offerenti arriveranno a possedere almeno il 95 proc. delle azioni.
Se il consorzio dovesse fermarsi sopra l’80 proc. ma sotto il 95 proc., si aprirebbe un secondo scenario.
In quel caso, il consorzio intende procedere all’acquisto forzoso delle azioni rimanenti attraverso una procedura di squeeze-out. Questo meccanismo consente all’azionista di maggioranza di obbligare gli altri investitori a cedere le proprie partecipazioni.
L’esito dipenderà quindi dal numero di ulteriori azionisti che aderiranno entro la scadenza prorogata.
Rafał Brzoska resta alla guida e le attività rimangono in Polonia
Il passaggio di proprietà non dovrebbe modificare le attività principali di InPost. In base alle precedenti dichiarazioni del consorzio, InPost manterrà la propria indipendenza operativa, mentre la principale sede operativa e la dirigenza resteranno in Polonia.
Rafał Brzoska continuerà a ricoprire il ruolo di amministratore delegato e a guidare il gruppo. Gli offerenti hanno inoltre dichiarato di voler sostenere attivamente la crescita futura della società.
Anche i cambiamenti nel consiglio di sorveglianza, approvati dall’assemblea generale della società il 29 giugno 2026, entreranno in vigore dopo il regolamento dell’offerta.
L’operatore è presente in nove mercati europei: Polonia, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi. La sua attività comprende servizi di corriere e soluzioni logistiche per l’e-commerce, tra cui la rete di locker Paczkomat per la spedizione e il ritiro dei pacchi.
Le prossime settimane chiariranno se l’acquisizione porterà anche all’uscita di InPost dalla Borsa di Amsterdam. L’esito attuale consente al consorzio di procedere con il regolamento, ma il delisting previsto per il 23 ottobre dipende ancora dal raggiungimento della quota di capitale richiesta.









