L’essenziale in breve
- Il mercato italiano della logistica per beni premium è stimato a 1,01 miliardi di dollari nel 2026 e a 1,20 miliardi nel 2031.
- La moda e gli accessori di lusso rappresentano il segmento principale, con il 39,55% del mercato nel 2025.
- L’e-commerce è il canale con la crescita prevista più rapida, con un CAGR del 5,35% fino al 2031.
Un mercato da oltre un miliardo di dollari
Il rapporto di Mordor Intelligence fotografa un settore ancora relativamente contenuto in valore assoluto, ma caratterizzato da requisiti operativi molto più complessi rispetto alla logistica convenzionale. Il mercato italiano dei beni premium era valutato 970 milioni di dollari nel 2025 e dovrebbe superare il miliardo nel 2026, per poi salire a 1,2 miliardi nel 2031.
La crescita poggia su una base industriale fortemente radicata nel Paese. Lombardia, Toscana e Veneto concentrano una parte rilevante della produzione di moda, pelletteria e beni di alta gamma, alimentando una domanda ricorrente di trasporto sicuro, stoccaggio specializzato e gestione documentale.
Il report segnala inoltre un ritorno verso l’Italia di alcune attività logistiche precedentemente collocate all’estero. In questo quadro, il reshoring della logistica del lusso rafforza il ruolo del Paese come base diretta di distribuzione ed esportazione, riducendo la dipendenza da hub intermedi.
Il trasporto resta dominante, ma i servizi specializzati crescono di più
Nel 2025 il trasporto rappresentava il 56,5% del mercato. La gomma mantiene un ruolo centrale nel collegamento tra i distretti produttivi, le boutique, i centri distributivi e gli hub internazionali, mentre il trasporto aereo è particolarmente rilevante per orologi, gioielli, collezioni limitate e altre merci ad alto valore unitario.
Ma è nei servizi a valore aggiunto che si concentra la crescita più dinamica: il rapporto prevede un CAGR del 4,37% tra il 2026 e il 2031.
Le attività richieste ai fornitori comprendono etichettatura RFID, autenticazione, riparazione dei capi, supporto ai passaporti digitali di prodotto, gestione dei resi e consegne ad appuntamento.
La logistica del lusso si sta quindi spostando dal semplice trasporto alla gestione integrata del prodotto lungo tutto il ciclo di vita.
Non è un dettaglio marginale. Un articolo restituito da un cliente può dover essere verificato, autenticato, ricondizionato, riclassificato e reinserito nell’inventario prima di poter essere venduto nuovamente. Queste operazioni generano valore aggiunto e rendono più difficile la sostituzione del fornitore logistico.
Moda prima per quota, gioielli primi per crescita
La moda e gli accessori di lusso rappresentavano il 39,55% del mercato nel 2025, confermandosi il principale segmento merceologico.
Il rapporto cita, tra gli esempi di investimento, l’espansione da 80 milioni di euro annunciata da Moncler nel polo ALS Luxury Logistics di Castel San Giovanni, destinato a superare i 15 milioni di pezzi lavorati ogni anno entro il 2028.
Ancora più dinamico appare il comparto di orologi e gioielli, per il quale è previsto un CAGR del 4,15% fino al 2031.
Il valore unitario elevato impone livelli di protezione superiori: mezzi blindati, magazzini ad accesso controllato, sistemi di tracciabilità continua e procedure di consegna dedicate. A questi elementi si aggiunge il rischio di contraffazione.
Tra luglio 2024 e giugno 2025, ricorda il rapporto, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha sequestrato 4,4 milioni di articoli in oltre 6 mila operazioni. Abbigliamento e accessori di moda hanno rappresentato più di 860 mila pezzi.
L’e-commerce corre più degli altri canali
Dal punto di vista della clientela, marchi e retailer del lusso detenevano il 48,5% del mercato nel 2025. Ma sono i marketplace di e-commerce a mostrare la traiettoria più rapida, con una crescita prevista del 5,35% annuo fino al 2031.
Il rapporto indica una penetrazione dell’e-commerce del lusso in Italia pari al 68% nel 2025, inferiore ai livelli segnalati per Regno Unito e Francia. Il margine di crescita resta quindi significativo.
Con l’aumento degli acquisti online aumentano però anche le esigenze operative: visibilità delle scorte in tempo reale, preparazione rapida degli ordini, gestione sicura dell’ultimo miglio e soprattutto reverse logistics.
Per i beni di alta gamma, infatti, il reso non è un semplice ritorno a magazzino. Deve essere controllato, autenticato e valutato prima di essere rimesso in vendita.
Same-day e consegne “white glove” cambiano gli standard
Il rapporto identifica nella crescita dell’e-commerce e della consegna in giornata il principale fattore di accelerazione del mercato, con un contributo stimato di 1,2 punti percentuali al CAGR.
La domanda si concentra soprattutto nei grandi poli urbani come Milano, Firenze e Roma.
Qui la consegna premium richiede servizi molto diversi dal pacco standard: finestre orarie ristrette, appuntamenti concordati, personale formato, maggiore riservatezza e procedure specifiche per immobili o clienti ad alto valore.
Un esempio del livello di automazione raggiunto è la partnership tra GXO Logistics e Versace. Nei siti di Bellinzago Novarese e Novara vengono gestiti circa 2,4 milioni di pezzi l’anno mediante RFID, sorter per capi appesi e sistemi tridimensionali di smistamento in grado, secondo il rapporto, di triplicare la capacità nei picchi stagionali.
Malpensa è il perno della logistica premium internazionale
Il Nord Italia rimane il principale polo geografico del mercato.
Nel 2025 Milano Malpensa ha gestito il 63% del cargo aereo nazionale, per 759.400 tonnellate, e flussi commerciali per 60,7 miliardi di euro, equivalenti al 4,9% del commercio internazionale italiano.
La posizione dell’aeroporto è strategica perché mette in relazione i distretti produttivi lombardi e piemontesi con i principali mercati internazionali.
Lombardia, Piemonte e Veneto beneficiano inoltre di una rete consolidata di magazzini, operatori doganali e strutture dedicate alle merci ad alto valore.
Il Centro Italia rappresenta il secondo polo, con la Toscana come riferimento per la pelletteria e Roma per le consegne premium e il retail del lusso. Nel 2025 il giro d’affari italiano della pelletteria ha raggiunto 11,4 miliardi di euro, di cui 5,7 miliardi derivanti dall’export.
Sicurezza e assicurazioni frenano la crescita
Gli stessi fattori che rendono redditizio il settore ne aumentano anche i costi.
Il rapporto individua nella sicurezza, nelle assicurazioni e negli obblighi di conformità il principale freno alla crescita, con un impatto stimato negativo dello 0,7% sul CAGR.
La Lombardia risulta particolarmente esposta al rischio di furti cargo, proprio perché concentra una quota rilevante della produzione e della distribuzione di beni di lusso.
Per proteggere le merci gli operatori ricorrono a geofencing GPS, personale specializzato, veicoli protetti e protocolli dedicati. Tutte misure che aumentano il costo per singola spedizione.
A ciò si aggiunge la frammentazione produttiva italiana. Nel 2025 erano operative oltre 37 mila imprese nel tessile e nell’abbigliamento, distribuite tra diversi distretti. Ogni marchio può richiedere procedure differenti per confezionamento, assicurazione, autenticazione e sicurezza.
È una logistica nella quale standardizzare è difficile e il costo della qualità rimane strutturalmente elevato.
I grandi gruppi investono in tecnologia
Il mercato viene descritto come moderatamente frammentato. Accanto ai grandi gruppi globali — tra cui DHL, GXO, Kuehne+Nagel, CEVA e Geodis — operano specialisti italiani come Arcese, Savino Del Bene, Fercam, ALS Luxury Logistics e Ferrari Group.
La competizione si gioca sempre più sulla tecnologia e sulla capacità di integrare servizi.
DHL Supply Chain Italia, secondo il rapporto, investe circa 16 milioni di euro l’anno in automazione, robot collaborativi e nel proprio centro di controllo logistico di Lodi. Ferrari Group, specializzata nei flussi di gioielli e orologi, ha invece ampliato nel 2026 la propria presenza a Schiphol con FG SecurePort, dedicata alla gestione protetta delle merci di alto valore.
Questa corsa agli investimenti aumenta le barriere all’ingresso. I piccoli operatori possono competere sulla specializzazione, ma faticano a replicare su larga scala infrastrutture digitali, automazione e reti internazionali.
La crescita passa dalla tracciabilità
La direzione del mercato appare quindi chiara.
Il valore non si concentra più nella sola movimentazione fisica della merce, ma nella capacità di dimostrare dove si trova un prodotto, chi lo ha gestito, in quali condizioni è stato conservato e se la sua autenticità è stata verificata.
RFID, monitoraggio continuo, sistemi anti-manomissione e documentazione della catena di custodia stanno diventando elementi centrali dei contratti logistici.
Per l’Italia, che combina manifattura di lusso, distretti produttivi, grandi marchi e una forte vocazione all’export, questo cambiamento rappresenta un’opportunità significativa. Ma premia soprattutto gli operatori capaci di offrire sicurezza, tecnologia e servizi specialistici in un’unica piattaforma operativa.
La crescita prevista fino al 2031 non sarà quindi determinata soltanto dall’aumento dei volumi. Sarà soprattutto il risultato di una logistica più sofisticata, più digitale e più difficile da standardizzare.








