L’essenziale in breve
- Il 100% dei dirigenti intervistati prevede un aumento degli attacchi informatici, anche in relazione alle tensioni geopolitiche.
- La cybersecurity scende dal secondo al quarto posto tra le priorità strategiche del settore.
- Il 94% dei manager si aspetta che la pressione sui margini rimanga elevata, rendendo il controllo dei costi la principale priorità.
- L’80% ritiene che l’intelligenza artificiale venga adottata troppo lentamente, nonostante la digitalizzazione sia salita al secondo posto nell’agenda strategica.
L’ultima indagine Transportation, Travel & Logistics 2026 di Horváth evidenzia un paradosso: i vertici delle aziende di trasporto e logistica sono sempre più consapevoli dei rischi informatici, ma attribuiscono alla cybersecurity una priorità inferiore rispetto ad altre esigenze aziendali.
Tutti i 46 dirigenti e membri dei consigli di amministrazione coinvolti nella ricerca prevedono un aumento degli attacchi alle reti del settore. Le tensioni geopolitiche sono considerate un ulteriore fattore di rischio per le catene di approvvigionamento digitali: il 48% degli intervistati si dichiara pienamente d’accordo con questa valutazione, mentre il restante 52% esprime comunque il proprio accordo.
Nonostante questa convergenza, la sicurezza informatica è scesa al quarto posto nell’agenda strategica, perdendo due posizioni rispetto alla precedente rilevazione.
Un attacco informatico può fermare le attività logistiche
La crescente digitalizzazione rende le imprese di trasporto e logistica sempre più dipendenti dal funzionamento dei sistemi informatici. Pianificazione dei percorsi, assegnazione dei viaggi, tracciamento delle spedizioni, gestione dei magazzini e comunicazione con i clienti si basano ormai su piattaforme e applicazioni strettamente interconnesse.
Questa integrazione migliora l’efficienza, ma aumenta anche l’esposizione ai rischi. Un guasto o un attacco a un componente critico dell’infrastruttura IT può provocare interruzioni simultanee in diverse attività operative.
Per un autotrasportatore, uno spedizioniere o un operatore logistico, le conseguenze possono andare ben oltre l’indisponibilità della posta elettronica o dei documenti digitali. Un incidente informatico può compromettere la pianificazione dei trasporti, la trasmissione delle istruzioni agli autisti, il monitoraggio dei veicoli e lo scambio di informazioni con i partner commerciali.
Christian Schnöbel, partner di Horváth, richiama l’attenzione proprio su questo aspetto: il malfunzionamento dei sistemi essenziali non rappresenta soltanto un problema informatico, ma può arrivare a bloccare le attività principali di un’azienda.
La cybersecurity assume quindi un ruolo centrale nella gestione dei rischi operativi. Proteggere i sistemi significa anche salvaguardare la continuità delle consegne, i rapporti con i clienti e i ricavi.
Inoltre, un attacco a un singolo operatore può avere ripercussioni sull’intera catena di approvvigionamento, coinvolgendo committenti, fornitori e partner logistici.
Margini sotto pressione: il contenimento dei costi diventa la priorità
Perché la cybersecurity perde terreno proprio mentre aumenta la percezione del rischio? Secondo gli autori dello studio, la spiegazione risiede soprattutto nelle difficoltà economiche delle imprese.
Il 94% dei manager intervistati prevede che la pressione sui margini rimarrà elevata. Il contenimento dei costi e il miglioramento dei risultati finanziari rappresentano quindi la principale priorità strategica.
Al secondo posto si collocano l’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale, salite dalla quarta posizione della precedente indagine. La riorganizzazione delle strutture e dei processi aziendali passa invece dal sesto al terzo posto.
Le prospettive economiche confermano la necessità di migliorare l’efficienza. A seconda del segmento di mercato, i dirigenti prevedono per il 2026 una crescita dei ricavi fino al 7,4%. L’aumento del fatturato, tuttavia, non dovrebbe tradursi in un incremento proporzionale della redditività.
Secondo le stime riportate nello studio, il margine EBIT medio dovrebbe salire dal 5,6% al 6,2%, rimanendo nettamente inferiore al 13,3% medio del comparto dei servizi considerato nell’analisi.
Le aziende prevedono inoltre una riduzione dell’occupazione dello 0,6%, concentrata soprattutto nelle funzioni non direttamente legate alle attività principali.
L’obiettivo è sostenere la crescita dei ricavi e, contemporaneamente, contenere una parte dei costi del personale.
In questo contesto, gli investimenti nella modernizzazione dei sistemi informatici e nella cybersecurity devono competere con altre necessità: garantire l’operatività quotidiana, migliorare la produttività e finanziare l’innovazione tecnologica.
Intelligenza artificiale: cresce l’interesse, ma l’adozione resta lenta
L’intelligenza artificiale è considerata una delle principali opportunità per aumentare l’efficienza nel trasporto e nella logistica.
L’84% dei dirigenti intervistati ritiene che l’IA e le altre tecnologie possano diventare un’importante leva competitiva. Allo stesso tempo, l’80% giudica ancora troppo lenta o limitata la loro introduzione nelle imprese.
Le applicazioni con il maggiore potenziale di automazione riguardano la pianificazione dei trasporti, l’assegnazione dei viaggi e l’assistenza ai clienti. Proprio nelle attività di comunicazione e servizio alla clientela si concentrano alcune delle soluzioni di IA attualmente più mature.
Circa la metà delle aziende coinvolte nello studio ha già adottato almeno un approccio strutturato all’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi operativi e amministrativi, con l’obiettivo di ottenere benefici misurabili.
La situazione è diversa nella gestione delle performance e nel supporto alle decisioni strategiche. In questi ambiti, quasi il 90% delle imprese si trova ancora nelle fasi iniziali dell’adozione.
Uno dei principali ostacoli è rappresentato dalle infrastrutture informatiche esistenti. Lo studio segnala problemi legati alla qualità e all’organizzazione dei dati, alla frammentazione dei sistemi, alla scarsa integrazione tra le applicazioni e alla carenza di competenze specialistiche. A questi si aggiungono le preoccupazioni per la sicurezza delle informazioni.
Di conseguenza, molte imprese possono introdurre strumenti capaci di automatizzare singole attività senza disporre ancora di un’infrastruttura tecnologica adeguata a sfruttarne pienamente il potenziale.
L’87% degli intervistati ritiene che la modernizzazione delle infrastrutture digitali e dei sistemi IT essenziali possa avere un impatto moderato o significativo sulla crescita aziendale. Per lo sviluppo dei canali digitali di contatto e il miglioramento dell’esperienza del cliente, la percentuale raggiunge l’83%.
La trasformazione digitale non è più soltanto uno strumento per ridurre i costi, ma una leva per sostenere la competitività e lo sviluppo delle imprese.
La crescita dei volumi non basta più: i clienti chiedono puntualità
L’indagine di Horváth evidenzia anche un cambiamento nelle strategie di crescita del settore.
In passato, molte aziende puntavano soprattutto ad aumentare i volumi trasportati, il numero di spedizioni gestite e la scala delle proprie attività. Secondo l’84% dei manager intervistati, questo modello ha ormai raggiunto, in larga parte, i propri limiti.
Le prospettive di crescita dipendono sempre più dalla qualità dei ricavi, da una politica tariffaria efficace, dall’offerta di servizi aggiuntivi e dalla capacità di rispondere alle esigenze dei clienti.
Anche le aspettative della domanda stanno cambiando.
Il 90% degli intervistati segnala che affidabilità e puntualità delle consegne stanno diventando più importanti della massima velocità del servizio.
Per vettori e operatori logistici, questo significa che la competitività non dipende soltanto dal numero di spedizioni effettuate, ma anche dalla capacità di garantire prestazioni costanti e prevedibili.
La cybersecurity assume così un’importanza ancora maggiore. Un’impresa che punta sulla puntualità deve poter contare su sistemi informatici affidabili, capaci di sostenere le operazioni anche in presenza di problemi tecnici o tentativi di attacco.
Un’interruzione dell’accesso alle piattaforme di gestione degli ordini, ai sistemi di tracciamento o agli strumenti di comunicazione può compromettere il rispetto dei tempi di consegna e la qualità del servizio.
Burocrazia e incertezza normativa pesano sulla redditività
Oltre alle difficoltà economiche e tecnologiche, le aziende devono affrontare un contesto normativo sempre più complesso.
Il 95% dei partecipanti all’indagine considera l’aumento degli adempimenti burocratici e la minore prevedibilità delle decisioni politiche una minaccia per l’efficienza e la redditività.
Il 68% segnala inoltre condizioni di concorrenza internazionale sfavorevoli per le imprese dell’area DACH, che comprende Germania, Austria e Svizzera.
Secondo i manager intervistati, gli obblighi normativi assorbono risorse e attenzione che potrebbero essere destinate all’innovazione, al miglioramento dei processi e allo sviluppo di nuovi modelli di business.
A influenzare le prospettive del settore contribuiscono anche la trasformazione dei flussi commerciali internazionali, la delocalizzazione delle attività industriali e l’aumento dei costi energetici.
In questo scenario, gli intervistati prevedono per il 2027 una crescita più contenuta rispetto al 2026.
Cybersecurity e continuità operativa: una sfida per il settore
I risultati dell’indagine mostrano come le imprese di trasporto e logistica si trovino a gestire esigenze difficili da conciliare. Da un lato devono contenere i costi e recuperare redditività; dall’altro sono chiamate a investire nella digitalizzazione, nell’intelligenza artificiale e nella modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche.
La maggiore integrazione dei sistemi può migliorare la produttività e la qualità del servizio, ma rende anche le attività quotidiane più dipendenti dal funzionamento delle piattaforme informatiche.
Per un autotrasportatore, perdere l’accesso agli strumenti di pianificazione, ai dati sulle spedizioni o ai canali di comunicazione con gli autisti può significare interrompere le consegne anche quando veicoli e personale sono disponibili.
Il problema, dunque, non riguarda soltanto la protezione dei dati aziendali. La sicurezza informatica è strettamente collegata alla capacità di garantire la continuità delle operazioni e rispettare gli impegni contrattuali.
L’indagine Horváth mette in evidenza soprattutto una distanza tra la percezione delle minacce e le priorità strategiche dichiarate dai manager. Pur prevedendo un aumento degli attacchi informatici, gli intervistati collocano la cybersecurity dietro il controllo dei costi, la trasformazione digitale e la riorganizzazione aziendale.
Per le imprese del settore, la sfida sarà quindi conciliare la disciplina finanziaria con la necessità di proteggere sistemi sempre più importanti per l’operatività quotidiana.
In un mercato nel quale affidabilità e puntualità acquistano peso, la resilienza informatica diventa anche un fattore di competitività.








