Punti chiave:
- 105,2 milioni di euro per il gasolio: il governo stanzia ulteriori 45,2 milioni di euro per crediti d’imposta sugli acquisti effettuati tra marzo e agosto 2026, oltre a 60 milioni di euro per le spese di carburante sostenute dal 1° settembre al 5 ottobre 2026.
- Rinvio delle rate di leasing: le imprese potranno posticipare il pagamento delle rate dei contratti di leasing dei camion in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027. Il termine ultimo per il pagamento è fissato al 31 marzo 2027.
- Priorità alle piccole flotte: gli interventi si rivolgono soprattutto alle piccole imprese di autotrasporto e ai cosiddetti «padroncini», trasportatori indipendenti che gestiscono attività e flotte di dimensioni contenute.
- Linea dura contro i blocchi: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l’applicazione degli strumenti previsti dalla legge contro chi ostacola la circolazione o intimidisce gli autisti che intendono continuare a lavorare.
- Situazione ancora incerta sulle strade: alcune organizzazioni di categoria in Sicilia e Calabria hanno sospeso la mobilitazione, ma restano possibili disagi locali, soprattutto in Campania e nella zona di Gela.
Il Consiglio dei ministri italiano ha approvato le nuove misure per il trasporto merci su strada il 22 ottobre 2026, dopo diversi giorni di proteste e blocchi e una serie di confronti tra il governo e le organizzazioni del settore.
Il pacchetto introduce ulteriori agevolazioni fiscali per le imprese di autotrasporto.
Nel dettaglio, 45,2 milioni di euro saranno destinati a finanziare crediti d’imposta sugli acquisti di gasolio effettuati tra marzo e agosto 2026. Lo stanziamento si aggiunge agli aiuti già previsti da altri programmi. Ulteriori 60 milioni di euro serviranno a coprire le spese per il carburante sostenute tra il 1° settembre e il 5 ottobre 2026.
Nel complesso, le nuove risorse ammontano a 105,2 milioni di euro e mirano ad attenuare l’impatto degli elevati prezzi del gasolio sulle imprese di autotrasporto.
Secondo le autorità, sono già state avviate alcune erogazioni legate alle agevolazioni fiscali. Per accelerare l’accesso agli aiuti, le verifiche amministrative potranno essere effettuate anche dopo l’erogazione dei fondi, evitando ritardi non necessari.
Leasing: una boccata d’ossigeno per le piccole flotte
Tra le misure più concrete figura la possibilità di rinviare temporaneamente il pagamento delle rate di leasing dei veicoli pesanti. Le imprese potranno posticipare le scadenze previste tra novembre 2026 e marzo 2027, con un termine ultimo fissato al 31 marzo 2027.
L’obiettivo è alleggerire la pressione sulla liquidità delle aziende, soprattutto di quelle più piccole. Per questi operatori, le rate mensili dei veicoli rappresentano una voce di costo significativa, che si aggiunge alle spese per carburante, assicurazioni, manutenzione e personale.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha precisato che le misure sono rivolte principalmente agli operatori di minori dimensioni e ai titolari di flotte ridotte. Sono proprio queste imprese a disporre di margini finanziari più limitati per assorbire aumenti improvvisi dei costi operativi.
Il governo sta inoltre lavorando a meccanismi che consentano di adeguare meglio le tariffe di trasporto alle variazioni del prezzo del carburante, in particolare nell’ambito di alcune tipologie di contratto.
Meloni: «Non è protesta, è intimidazione»
Accanto agli aiuti economici, l’esecutivo ha annunciato un inasprimento della risposta nei confronti dei gruppi che continuano a bloccare le strade nonostante gli accordi raggiunti con le organizzazioni di categoria.
In una dichiarazione pubblica, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ringraziato le associazioni dell’autotrasporto che hanno accettato di sospendere la mobilitazione. Allo stesso tempo, ha condannato le azioni di chi ostacola gli altri autotrasportatori e impedisce loro di circolare liberamente.
«In alcune zone, piccoli gruppi continuano a bloccare le strade e arrivano persino a minacciare le persone che vogliono lavorare e a tagliare gli pneumatici dei camion di altri autotrasportatori. Questa non è una protesta, è intimidazione, e non siamo disposti ad accettarla. A pagarne il prezzo non sono i membri del governo, ma i lavoratori comuni: l’autista che deve portare a casa lo stipendio e l’azienda che non riesce a consegnare la propria merce», ha dichiarato Giorgia Meloni.
La presidente del Consiglio ha inoltre riferito di aver chiesto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di garantire la libera circolazione dei mezzi pesanti e la continuità delle forniture.
Le forze dell’ordine dovrebbero intervenire contro i blocchi stradali illegali e qualsiasi tentativo di impedire agli autisti che non partecipano alle proteste di svolgere il proprio lavoro.
La situazione sulle strade resta da monitorare
Nonostante l’approvazione degli aiuti e la sospensione della mobilitazione da parte di alcune organizzazioni in Sicilia e Calabria, la circolazione nel Sud Italia potrebbe ancora subire rallentamenti.
Gruppi locali di autotrasportatori hanno infatti proseguito le proteste in alcune aree, tra cui la zona di Gela, in Sicilia, e determinati tratti della rete stradale campana.
Non si può quindi ancora considerare definitivamente conclusa la mobilitazione.
Il settore si prepara inoltre a uno sciopero generale nazionale previsto per il 30 ottobre 2026. La protesta potrebbe coinvolgere la logistica, il trasporto ferroviario, il trasporto aereo e alcuni tratti della rete autostradale.
Gli operatori che effettuano trasporti da e verso l’Italia dovrebbero continuare a monitorare la situazione sulle autostrade A1 e A30 e mettere in conto possibili ritardi locali nel Mezzogiorno.
Dopo diversi giorni di blocchi, il settore italiano dell’autotrasporto ha dunque ottenuto misure di sostegno concrete: nuovi aiuti per compensare i costi del carburante, la possibilità di rinviare alcune rate di leasing e la prospettiva di ulteriori interventi a favore delle imprese più piccole. Resta da capire con quale rapidità queste misure saranno attuate e se saranno sufficienti a porre definitivamente fine alle proteste.







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