Foto: Anas Spa/Facebook

Chiuso il tunnel di Tenda: disagi sulla direttrice Italia–Francia

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Il tunnel di Tenda, snodo strategico tra Italia e Francia, resterà completamente interdetto al traffico ancora per oltre una settimana.

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Lo stop obbliga autotrasportatori e viaggiatori a ripiegare su percorsi più lunghi, con tempi di percorrenza che si allungano e costi operativi in aumento. La chiusura totale è prevista dal 13 al 24 aprile compresi.

Il tunnel di Tenda rientra nel corridoio europeo E74 e collega il Piemonte con la Francia, offrendo un passaggio diretto verso la Costa Azzurra. È una tratta di riferimento per chi lavora sulle relazioni tra il Nord Italia e il Sud della Francia.

Ogni giorno lo attraversano mezzi pesanti, frontalieri e flussi turistici: quando si blocca, l’effetto si sente subito su consegne e programmazione delle catene di fornitura.

Perché il tunnel è chiuso

La sospensione del traffico è legata a interventi sul versante francese, nella valle della Roya. I lavori riguardano sia l’adeguamento delle infrastrutture sia le opere sulle rampe e sui tornanti di accesso al tunnel.

L’entità del cantiere impone l’interruzione completa della circolazione, senza possibilità di transito per fasce orarie o con servizi navetta.

Deviazioni: più strada, più costi

In assenza di un’alternativa diretta, le imprese di trasporto devono orientarsi su soluzioni meno efficienti:

  • autostrada Savona–Ventimiglia: più rapida, ma a pedaggio e spesso soggetta a maggiore congestione;
  • Colle di Nava: senza pedaggio, ma più lenta e più impegnativa per i camion.

In entrambi gli scenari, va messo in conto un aumento dei tempi di transito e un rischio più alto di ritardi.

Quando riapre il traffico

La riapertura è programmata per il 25 aprile 2026. Al momento non sono state comunicate regole operative dettagliate per la fase successiva, e non si possono escludere limitazioni.

Da segnalare inoltre che non sarà l’ultima interruzione dell’anno: è già prevista un’ulteriore chiusura totale a settembre 2026, collegata a nuovi interventi di ammodernamento.

Per chi opera stabilmente sulla direttrice transfrontaliera, l’impatto si somma anche ad altri snodi alpini come il Monte Bianco, dove nuove interruzioni notturne possono incidere sulla pianificazione dei transiti.

Sul piano operativo, resta inoltre fondamentale rispettare le regole francesi su cabotaggio, perché controlli e sanzioni possono aggravare ulteriormente i costi in caso di deviazioni e riprogrammazioni.

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