Il provvedimento è stato adottato dal Prefetto della regione Centre-Val de Loire, motivandolo con infrazioni gravi e ripetute. Nel mirino, soprattutto, il mancato rispetto delle norme sui tempi di lavoro degli autisti e operazioni di cabotaggio irregolari che – secondo le autorità francesi – mettono a rischio la sicurezza e alterano la concorrenza nel mercato.
Divieto di cabotaggio per un anno dopo infrazioni reiterate
Come comunicato dalla prefettura, le sanzioni sono entrate in vigore il 1 aprile 2026 e prevedono il divieto totale di svolgere operazioni di cabotaggio in Francia per la durata di un anno.
“Considerata la gravità e la reiterazione delle violazioni commesse in Francia, il Prefetto della regione Centre-Val de Loire ha disposto sanzioni nei confronti di tre imprese di trasporto su strada provenienti da Polonia, Lituania e Romania”, si legge nella nota.
Dagli accertamenti è emerso che “le violazioni riguardavano principalmente la normativa su guida e riposo, oltre a operazioni di cabotaggio non conformi”.
È l’ennesimo segnale della linea costante adottata dalle autorità francesi verso i vettori stranieri. Dei 15 divieti di cabotaggio attualmente in vigore nel Paese, ben 6 sono stati emessi nella regione Centre-Val de Loire: un dato che – sottolinea la prefettura – “dimostra un impegno fermo nel contrasto alle violazioni”.
Sicurezza e concorrenza sotto la lente
Le ragioni di un intervento così deciso vengono esplicitate senza ambiguità. Nella comunicazione si evidenzia che le infrazioni hanno effetti concreti sia sul mercato sia sulla sicurezza.
“Il mancato rispetto delle norme sui tempi di guida e di riposo mette in pericolo la sicurezza degli utenti della strada”, precisa la prefettura.
Allo stesso tempo, viene richiamato l’impatto del cabotaggio illegale sul mercato dell’autotrasporto: “Le pratiche di cabotaggio illegale creano uno squilibrio economico tra le imprese, alimentando una concorrenza sleale”.
Secondo la valutazione delle autorità, questi comportamenti favoriscono anche il dumping sociale e peggiorano le condizioni di lavoro degli autisti, indebolendo nel lungo periodo l’intero settore.
Cabotaggio sotto controllo rigoroso
La Francia ricorda che il cabotaggio – ossia il trasporto nazionale effettuato da un vettore di un altro Stato membro dell’Unione europea – è soggetto a regole stringenti.
L’obiettivo è evitare che il mercato venga destabilizzato da aziende che beneficiano di costi del lavoro più bassi, con possibili ricadute negative sui vettori locali.
“Per prevenire la concorrenza sleale, questa pratica è rigidamente regolamentata”, si legge nella nota.
La pressione dei costi rende tutto più difficile
L’inasprimento dei controlli e delle sanzioni arriva in una fase particolarmente complessa per il comparto. Le autorità francesi evidenziano che la volatilità dei carburanti sta aumentando ulteriormente la pressione sulle imprese di trasporto.
“Il rispetto delle regole della concorrenza è oggi ancora più importante per sostenere il settore, mentre i vettori devono fare i conti con una persistente volatilità dei prezzi dei carburanti”, viene sottolineato.
In un contesto in cui i costi energetici comprimono in modo significativo i margini, qualsiasi forma di concorrenza sleale – incluso il cabotaggio illegale – peggiora ulteriormente le condizioni di mercato.
La prosecuzione di una linea dura
Le decisioni più recenti si inseriscono in un trend più ampio, evidente da mesi. Già in precedenza le autorità francesi avevano di fatto estromesso dal mercato vettori dell’Europa centrale e orientale per violazioni sistematiche della normativa.
Alla fine del 2025 tre aziende di Lituania, Romania e Slovacchia sono state escluse dal mercato francese dopo una serie di ispezioni intensive. In un caso, gli ispettori hanno documentato fino a 35 violazioni in meno di un anno, tra cui operazioni di cabotaggio illegali, mancato rispetto del periodo di pausa obbligatorio tra le operazioni di trasporto e numerose infrazioni alle norme sociali, inclusi tempi di guida e riposo errati e abuso del tachigrafo.
Sono state inoltre riscontrate l’assenza della documentazione richiesta e carenze tecniche sui veicoli. Secondo la prefettura la natura sistematica e ripetuta delle violazioni giustificava pienamente l’imposizione di divieti di cabotaggio della durata di un anno.
La recidiva e l’entità delle infrazioni sfociano sempre più spesso nella misura amministrativa più severa: il divieto di cabotaggio per un anno su tutto il territorio francese.









