L’essenziale in breve
- La media UE è salita a 2,24 euro al litro, contro 1,59 euro prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente.
- In Italia il gasolio ha raggiunto circa 2,35 euro al litro; in Danimarca, Paesi Bassi e Finlandia ha superato 2,50 euro.
- I dati comprendono le imposte, ma non gli aiuti mirati. Alle interruzioni delle forniture si aggiungono margini di raffinazione elevati.
Italia tra i dodici Paesi con nuovi massimi
Secondo i dati della Commissione europea pubblicati giovedì 1° ottobre e riportati da Euronews, il prezzo medio del gasolio nell’UE è aumentato di un centesimo nell’ultima settimana. L’analisi di AFP indica nuovi record nazionali in dodici Stati membri, tra cui Italia, Belgio, Romania e Polonia.
L’aumento italiano, pari a sette centesimi al litro, supera quello medio europeo. Il prezzo di circa 2,35 euro resta comunque inferiore a quello rilevato in diversi mercati dell’Europa settentrionale.
| Paese o area | Prezzo medio del gasolio alla pompa |
|---|---|
| Unione europea | 2,24 €/litro |
| Italia | Circa 2,35 €/litro |
| Francia* | 2,37 €/litro |
| Belgio | 2,43 €/litro |
| Germania | 2,44 €/litro |
| Danimarca, Paesi Bassi e Finlandia | Oltre 2,50 €/litro |
*Il dato francese esclude i territori d’oltremare e la Corsica. Fonte: dati della Commissione europea riportati da Euronews.
In Belgio il prezzo è passato da 2,39 a 2,43 euro al litro. In Francia, invece, la media di 2,37 euro rappresenta una lievissima diminuzione.
Oltre il 40% in più rispetto a febbraio
La media europea si attestava a 1,59 euro al litro a febbraio, prima degli attacchi statunitensi e israeliani all’Iran che, secondo la ricostruzione di Euronews, hanno innescato la guerra in Medio Oriente.
Il passaggio a 2,24 euro equivale a un aumento di 65 centesimi al litro, circa il 41%. Su mille litri, la differenza è di 650 euro, calcolata sui prezzi medi alla pompa e prima di eventuali agevolazioni applicabili.
Il confronto dà la misura della pressione sul trasporto merci e sull’agricoltura, due settori nei quali il gasolio ha un ruolo centrale.
Prezzi alla pompa e costo effettivo per le imprese
I dati del Weekly Oil Bulletin della Commissione comprendono le imposte, che variano tra i Paesi e rappresentano mediamente il 40% del prezzo finale nell’UE. Non includono invece gli aiuti mirati, come quelli destinati in Francia ai conducenti con percorrenze elevate.
La media europea è ponderata sulla base dei consumi di carburante di ciascun Paese nel 2024. I valori riportati descrivono quindi i prezzi alla pompa, mentre il costo effettivo sostenuto dalle singole imprese dipende anche dalle condizioni di acquisto e dalle agevolazioni di cui possono beneficiare.
Forniture interrotte e margini di raffinazione elevati
Euronews collega i rincari alla sostanziale chiusura dello Stretto di Hormuz, al successivo blocco delle esportazioni saudite nel Mar Rosso da parte degli Houthi e agli attacchi ucraini contro le raffinerie russe.
Alle difficoltà di approvvigionamento si aggiungono i margini di raffinazione europei, ossia la differenza tra il costo del greggio e il valore all’ingrosso dei carburanti ottenuti, rimasti elevati.
A settembre, esperti della Banca centrale europea avevano riferito a Euronews che i prezzi dei contratti futures indicavano un possibile picco dei margini sul gasolio in ottobre. Si tratta di una previsione formulata sulla base delle quotazioni disponibili allora, non della conferma di un picco già raggiunto né di un successivo calo dei prezzi alla pompa.
Fonte: materiali Euronews forniti, con dati della Commissione europea e analisi AFP









