L’essenziale in breve
- Dal 6 ottobre l’accisa sul gasolio è tornata al livello ordinario, con un aumento fiscale di 5 centesimi al litro.
- Con l’Iva al 22%, l’impatto potenziale sul prezzo finale arriva a circa 6,1 centesimi al litro.
- Il decreto Mase-Mef sulle accise mobili non è stato pubblicato in tempo per compensare la fine dello sconto.
- Eni ha portato da 2,19 a 2,25 euro al litro il tetto applicato al gasolio, mentre quello sulla benzina resta a 1,99 euro.
Le accise tornano al livello ordinario
Con la fine dell’agevolazione, l’accisa sul diesel è tornata al valore ordinario di 672,90 euro per mille litri, con un incremento di 50 euro per mille litri rispetto al periodo agevolato. Tradotto alla pompa, si tratta di 5 centesimi al litro prima dell’Iva e di circa 6,1 centesimi considerando l’imposta al 22%.
Per un’automobile con un serbatoio da 50 litri, il maggiore esborso può quindi avvicinarsi ai tre euro per un pieno. L’effetto diventa però ben più significativo per camion, furgoni e flotte aziendali, dove il carburante rappresenta una delle principali componenti dei costi operativi.
L’aumento fiscale non si traduce automaticamente nello stesso rincaro in ogni distributore. I prezzi finali dipendono infatti anche dalle politiche commerciali delle compagnie, dall’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e dai margini applicati lungo la rete.
Eni alza il tetto del diesel a 2,25 euro
Eni aveva introdotto dal 28 settembre un tetto di 2,19 euro al litro per il gasolio, precisando però che quel livello era collegato all’agevolazione fiscale sulle accise. Venuto meno lo sconto, il limite è stato adeguato a 2,25 euro al litro. Resta invece fermo a 1,99 euro il tetto sulla benzina.
Nelle prime rilevazioni, tuttavia, l’effetto sui prezzi medi nazionali è stato più contenuto rispetto all’intero incremento fiscale. Il 6 ottobre il prezzo medio self service sulla rete stradale risultava pari a 2,244 euro al litro per il gasolio, in aumento di due millesimi rispetto al giorno precedente; in autostrada la media era di 2,267 euro, con un incremento di un millesimo.
Accise mobili, manca ancora il decreto
A compensare almeno in parte la fine dello sconto avrebbe dovuto essere il meccanismo delle accise mobili. Lo strumento consente di utilizzare parte dell’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi energetici per finanziare una riduzione temporanea delle imposte sui carburanti.
Per farlo, però, serve un decreto interministeriale Mase-Mef che stabilisca carburanti interessati, entità dello sconto e periodo di applicazione. Il provvedimento non è arrivato in tempo per il 6 ottobre e il beneficio fiscale si è quindi interrotto.
Il dossier resta comunque aperto. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, interpellato il 6 ottobre, ha spiegato: «Ci stiamo ragionando, non c’è una decisione, vediamo, ci stiamo lavorando».
Autotrasporto, il nodo dei costi
Per il trasporto merci l’aumento del gasolio assume un peso particolare. Su una singola vettura pochi centesimi al litro possono tradursi in qualche euro per pieno, ma per un’impresa con numerosi mezzi e percorrenze elevate l’aggravio può diventare consistente.
Il governo ha già indicato l’intenzione di superare progressivamente gli sconti generalizzati sui carburanti per concentrare eventuali interventi sulle categorie maggiormente esposte. L’autotrasporto resta quindi uno dei settori osservati con maggiore attenzione, anche per il possibile trasferimento dei maggiori costi lungo la filiera logistica.
L’8 ottobre il confronto con le raffinerie
Un nuovo passaggio è atteso giovedì 8 ottobre, quando i ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto incontreranno a Palazzo Piacentini le società attive nella raffinazione e nella produzione di derivati petroliferi. Tra gli invitati figurano, oltre a Unem, Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub.
L’obiettivo dichiarato dal governo è verificare come le raffinerie nazionali possano aumentare la produzione dei principali prodotti e attenuare gli effetti delle tensioni internazionali sull’approvvigionamento del Paese.
Nel frattempo, automobilisti e imprese acquistano nuovamente il gasolio senza lo sconto fiscale delle ultime settimane. La prossima variabile sarà capire se e quando il governo deciderà di attivare le accise mobili, riportando almeno una parte del beneficio direttamente alla pompa.








