A trainare questa crescita sono gli acquisti transfrontalieri, sempre più diffusi tra i consumatori europei grazie a piattaforme come AliExpress, Shein, Temu e JD.com. Prezzi aggressivi, ampiezza dell’offerta e promozioni continue spingono una quota crescente di domanda verso l’Asia, modificando in profondità gli equilibri del retail europeo.
La dimensione del fenomeno rende sempre più complessa la verifica puntuale delle spedizioni. Un controllo completo di ogni pacco è, di fatto, impraticabile, con il rischio che entrino nel mercato europeo prodotti non conformi, mal etichettati o potenzialmente pericolosi. Secondo dati della Commissione Europea, in molti casi il valore delle merci viene inoltre dichiarato al ribasso per aggirare dazi e imposte, creando una distorsione competitiva a svantaggio dei produttori locali.
Pressione sui produttori europei
I settori più esposti all’impatto dell’ondata di importazioni sono abbigliamento, elettronica di consumo e articoli per la casa. Le imprese europee si trovano a competere non solo sul prezzo, ma anche su qualità, innovazione e rapidità delle consegne. Le aziende che faticano ad adeguare i propri modelli produttivi, tecnologici e logistici rischiano una progressiva erosione delle quote di mercato.
La risposta dell’Unione europea
Di fronte a questi squilibri, Bruxelles sta preparando una serie di interventi normativi e amministrativi. A partire da luglio è prevista l’introduzione di una tariffa fissa di 3 euro per ogni pacco importato da Paesi extra UE con valore inferiore a 150 euro, insieme alla soppressione dell’esenzione IVA per le piccole spedizioni. Parallelamente, è allo studio una tassa di gestione europea pensata per rafforzare i controlli e ristabilire condizioni di concorrenza più eque per le imprese del continente.
Le piattaforme cinesi puntano sulla logistica locale
In previsione delle nuove regole, i grandi operatori cinesi stanno accelerando gli investimenti in infrastrutture logistiche in Europa. Shein, ad esempio, ha annunciato l’apertura di un nuovo hub e-commerce nell’area di Wrocław, in Polonia, destinato a diventare uno dei centri logistici più avanzati del gruppo e a servire oltre 100 milioni di clienti europei. Anche Temu ha dichiarato l’obiettivo di evadere fino all’80% degli ordini europei da magazzini locali.
Questa strategia consente di ridurre i tempi di consegna e, in parte, l’impatto dei costi legati all’importazione diretta dall’Asia, segnando un ulteriore passo nell’integrazione delle piattaforme cinesi nel mercato europeo. Un’evoluzione che, se da un lato risponde alle esigenze dei consumatori, dall’altro pone nuove sfide regolatorie e competitive per l’industria e il commercio dell’Unione.









