I risultati 2025 di alcuni dei principali porti europei mostrano una spaccatura tra l’aumento dell’attività container e la debolezza dei volumi di rinfuse, con la volatilità legata ai dazi e la ristrutturazione dei mercati energetici che stanno influenzando i flussi. Rotterdam e Antwerp-Bruges hanno entrambe riportato un tonnellaggio complessivo inferiore, principalmente per via dei cali nelle rinfuse secche e/o liquide, mentre Amburgo ha segnato una crescita trainata dai container e la slovena Luka Koper ha combinato volumi record di container con profitti in aumento.
Traffico marittimo totale: istantanea delle performance 2025
| Porto | Traffico 2025 (mln di tonnellate) | Variazione annua |
| Rotterdam | 428.4 | -1.7% |
| Antwerp-Bruges | 266.5 | -4.1% |
| Amburgo | 114.6 | +2.6% |
| Luka Koper | 23.0 | ~0% (stabile) |
Amburgo e Koper: la crescita dei container guida i titoli
Amburgo ha riportato 114,6 milioni di tonnellate (+2,6%), con l’aumento attribuito principalmente al segmento container. Il porto ha movimentato 8,3 milioni di TEU (+7,3%), mentre il traffico container misurato in tonnellate è cresciuto del 4,6%.
Secondo i dati del porto, la crescita è stata sostenuta da un traffico più intenso con i mercati asiatici, tra cui Cina (+6,5%), India (+49,2%) e Malesia (+84,3%). Al contrario, Amburgo ha dichiarato che la movimentazione container con gli Stati Uniti è diminuita del 25,6%, indicando come causa misure doganali statunitensi “di ampia portata”.
Le performance di Luka Koper hanno seguito uno schema simile per container e logistica dei veicoli. Il gruppo ha riportato un traffico container record di 1.272.161 TEU (+12%), mentre il traffico marittimo totale è rimasto stabile a 23.003.522 tonnellate.
Sul fronte finanziario, Luka Koper ha riportato ricavi netti per 380,3 milioni di euro (+15%), EBIT di 96,3 milioni di euro (+44%) e utile netto di 81,5 milioni di euro (+35%), attribuendo il miglioramento principalmente a maggiori volumi di container e veicoli e a un aumento dei ricavi da stoccaggio.
Rotterdam e Antwerp-Bruges: la debolezza delle rinfuse pesa sul tonnellaggio complessivo
Rotterdam ha riportato un traffico totale di 428,4 milioni di tonnellate (-1,7%). La scomposizione fornita dal porto mostra rinfuse secche in calo del 6,5% (66,6 milioni di tonnellate) e rinfuse liquide in calo dell’1,5% (197,0 milioni di tonnellate), mentre i container misurati in TEU sono aumentati.
Rotterdam ha movimentato 14,245 milioni di TEU (+3,1%), ma il traffico container in tonnellate è sceso dello 0,2% (a 133,2 milioni di tonnellate). Nel comunicato stampa, il Porto di Rotterdam ha collegato l’aumento dei TEU a un incremento del 9,3% delle importazioni dall’Asia e ha osservato che uno spostamento verso un maggior numero di container in importazione, minori volumi in export e una riduzione del trasbordo hanno contribuito a un maggiore traffico di container vuoti.
Il porto ha inoltre riferito che i volumi sono oscillati nel corso dell’anno a causa di maltempo e scioperi e ha affermato che la congestione alle banchine container ha portato alla deviazione di un volume “significativo” verso altri porti, contribuendo a un calo del 15,9% dei TEU in trasbordo.
Antwerp-Bruges ha riportato un traffico marittimo totale di 266,5 milioni di tonnellate (-4,1%), affermando che il calo è stato interamente dovuto al traffico di rinfuse (-12,8%), mentre le merci varie (inclusi container, general cargo convenzionale e RoRo) sono cresciute dello 0,7% su base annua.
Per i container, Antwerp-Bruges ha riportato 13,6 milioni di TEU (+0,7%) e 149,4 milioni di tonnellate (+0,4%). Il porto ha dichiarato che le performance sono state influenzate nel corso dell’anno da condizioni meteo avverse e agitazioni sindacali e ha osservato che la propria quota di mercato nella Hamburg–Le Havre Range è scesa al 29,3% nei primi nove mesi, citando congestione, agitazioni sindacali e cambiamenti nelle alleanze.
Il “fattore USA”: volatilità dei dazi e impatti divergenti
Tutti e quattro i set di risultati indicano un contesto più volatile per le rotte commerciali, ma l’elemento USA si è manifestato in modo diverso tra i porti.
Antwerp-Bruges ha riportato che gli Stati Uniti sono diventati il suo principale partner commerciale nel 2025, con 31,3 milioni di tonnellate (19,7 milioni di tonnellate in entrata e 11,7 milioni di tonnellate in uscita), superando il Regno Unito. Ha inoltre affermato che il traffico container con gli USA è rimasto sostanzialmente stabile nel corso dell’anno (-0,6%), ma con “significative fluttuazioni” legate ad annunci e adeguamenti dei dazi all’importazione.
Amburgo, al contrario, ha riportato un forte calo del traffico container con gli USA (-25,6%) e lo ha attribuito direttamente a misure doganali statunitensi “di ampia portata”.
Il comunicato stampa di Rotterdam segnala inoltre il cambiamento del modello di scambio alla base della crescita dei TEU (maggiori importazioni dall’Asia) e osserva che il deterioramento della competitività europea ha pesato sulle esportazioni, insieme ai cambiamenti nelle strutture delle alleanze e alla congestione delle banchine.
Flussi automotive: le importazioni dalla Cina restano un driver chiave nella logistica dei veicoli
La movimentazione dei veicoli è rimasta un segmento logistico chiave, in particolare per i porti con importanti operazioni RoRo e terminal auto.
Antwerp-Bruges ha riportato di aver movimentato 3.186.000 auto nuove nel 2025 (-1,2%), evidenziando al contempo un chiaro cambio di origine: le importazioni dalla Cina sono aumentate dell’11%, consentendo alla Cina di superare il Giappone come principale paese di origine per le importazioni di veicoli.
Luka Koper ha riportato 914.817 unità (+3%) movimentate presso il proprio Car and RoRo Terminal, affermando che l’incremento è stato trainato principalmente dalle importazioni da vari produttori cinesi, insieme a maggiori volumi in export verso i mercati del Mediterraneo.
Mix energetico: GNL in aumento, prodotti petroliferi in calo
Le merci legate all’energia sono rimaste una delle componenti più strutturalmente perturbate del mix dei volumi, con i porti che hanno registrato cali nei flussi petroliferi tradizionali a fronte di volumi di GNL più elevati.
Rotterdam ha riportato un traffico di GNL pari a 13,0 milioni di tonnellate (+15,1%), mentre i prodotti petroliferi minerali sono diminuiti del 12,6% (a 48,5 milioni di tonnellate). Il porto ha collegato la crescita del GNL alla necessità di ricostituire le riserve di gas europee più che nel 2024 e ha osservato che i volumi di prodotti chimici (incluso il metanolo) sono diminuiti nella categoria “altre rinfuse liquide”.
Antwerp-Bruges ha riportato che le rinfuse liquide sono state “fortemente influenzate” da un calo del 19% dei prodotti petroliferi, con specifici prodotti impattati da chiusure di raffinerie e da una domanda più debole. Nell’ambito dei chimici, ha riportato biocarburanti in aumento del 27,8%, mentre altri prodotti chimici sono diminuiti dell’8,1%, dato che ha collegato a un settore chimico europeo debole e a un contesto normativo sfidante.
Il porto ha inoltre evidenziato un cambiamento nelle fonti di approvvigionamento del GNL: le forniture di GNL dagli USA sono più che quadruplicate fino a 3,7 milioni di tonnellate, mentre il GNL russo è sceso a 4,3 milioni di tonnellate (-16,6%), e il porto ha dichiarato che è previsto un divieto totale delle importazioni di GNL russo entro il 2027.
Investimenti e logistica nell’entroterra: capacità, ferrovia e vincoli operativi
Oltre ai volumi annuali, i risultati 2025 sottolineano anche che i vincoli operativi e la connettività con l’entroterra influenzano sempre più le performance dei porti e il modo in cui i flussi si traducono in domanda di trasporto su strada e ferrovia.
Luka Koper ha riferito che la ferrovia ha rappresentato il 51% della ripartizione modale, nonostante le restrizioni legate agli interventi di ammodernamento e modernizzazione della rete ferroviaria slovena. Ha inoltre dichiarato che il proprio ciclo di investimenti si intensificherà, dopo aver destinato 132,9 milioni di euro nel 2025 (inclusi 42,9 milioni di euro per iniziative legate alla sostenibilità) e pianificando 201 milioni di euro per il 2026. Tra i progetti chiave figurano i lavori su una nuova banchina container e aree di stoccaggio al Molo I, oltre a un parcheggio multipiano per auto con capacità di 11.700 veicoli.
A Rotterdam, l’Autorità Portuale ha riportato un utile netto di 266,0 milioni di euro (in calo di 7,8 milioni di euro) e 291,4 milioni di euro di investimenti (9% in meno rispetto all’anno precedente), mentre la narrazione sui volumi evidenzia le conseguenze logistiche pratiche di interruzioni e squilibri: più container in importazione, minori esportazioni e la necessità di movimentazioni di container vuoti — insieme a deviazioni legate alla congestione.










