È quanto emerge da un report pubblicato da Deep Current AS, società specializzata in soluzioni di AI per il settore logistico, secondo cui oltre la metà degli operatori continua a reinserire manualmente le stesse informazioni di spedizione in più applicazioni.
H2 L’integrazione resta “umana”
Secondo lo studio, il 52% degli operatori logistici dichiara di dover duplicare i dati tra sistemi diversi, mentre il 49% afferma di utilizzare cinque o più piattaforme per completare un singolo processo operativo.
Il dato evidenzia una criticità strutturale: nonostante la proliferazione di TMS, WMS, ERP e piattaforme di visibilità, l’integrazione resta affidata al lavoro umano, con attività di copia-incolla, verifiche incrociate e aggiornamenti manuali.
In una fase in cui le aziende sono chiamate ad aumentare efficienza e resilienza delle supply chain, questa frammentazione rappresenta un freno competitivo rilevante.
H2 Email e fogli di calcolo ancora centrali
Il report segnala che il 61% dei team logistici utilizza ancora email e fogli di calcolo come strumenti principali di coordinamento. Inoltre, il 57% delle aziende intervistate ha registrato ritardi nelle spedizioni legati a errori documentali.
Si tratta di un elemento critico in un settore ad alta intensità amministrativa. Un codice HS incompleto, una discrepanza tra fattura e documento di trasporto o un errore nel destinatario possono bloccare una consegna e generare costi aggiuntivi lungo la catena.
Solo il 29% delle imprese dichiara di aver digitalizzato in modo esteso i principali flussi operativi, mentre quasi la metà indica nei sistemi legacy il principale ostacolo all’adozione.
H2 Dalla visibilità all’esecuzione
Negli ultimi dieci anni, gran parte degli investimenti si è concentrata sulla visibilità: dashboard, alert in tempo reale, sistemi di tracking e control tower. Tuttavia, come osserva Deep Current, la visibilità non equivale all’automazione esecutiva.
Molte soluzioni di intelligenza artificiale vengono implementate come strumenti aggiuntivi e non come componenti nativamente integrate nei flussi di lavoro. Il risultato è paradossale: invece di ridurre la complessità, si aggiungono ulteriori passaggi operativi.
Secondo Tamim Fannoush, fondatore e CEO dell’azienda, finché l’AI rimane esterna all’esecuzione quotidiana, l’onere dell’integrazione continuerà a gravare sui team operativi.
H2 Un tema strutturale per la competitività della logistica
Il report individua cinque leve chiave per passare dalla sperimentazione all’adozione strutturale dell’AI: basi digitali integrate, capacità decisionale avanzata, integrazione nei flussi di lavoro, resilienza predittiva e governance.
Al di là dell’interesse commerciale del fornitore, i dati richiamano un tema più ampio: l’efficacia dell’intelligenza artificiale dipende dalla qualità dei processi di base. Se i flussi restano frammentati e fondati su comunicazioni manuali, il ritorno sugli investimenti digitali rischia di restare limitato.
Per il settore del trasporto merci, la sfida dei prossimi anni non sarà soltanto adottare nuove tecnologie, ma integrarle nel cuore delle operazioni quotidiane, trasformando l’AI da strumento di supporto a infrastruttura operativa.








