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Gli strumenti digitali nel trasporto merci aumentano il carico di lavoro invece di ridurlo

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Nonostante anni di investimenti nel digitale, gli operatori del trasporto merci stanno annegando nelle decisioni: un nuovo sondaggio rileva che metà dei professionisti della logistica prende ogni giorno lavorativo oltre 100 decisioni legate alle spedizioni e che l’automazione sta peggiorando il problema, non migliorandolo.

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Un nuovo sondaggio di settore pubblicato dall’azienda di tecnologia logistica Deep Current sostiene che i team operativi del trasporto merci siano ancora bloccati in “modalità reattiva” — non perché manchino di strumenti digitali, ma perché il lavoro quotidiano è diventato un flusso ad alto volume di approvazioni, controlli e correzioni distribuito su troppi sistemi scollegati tra loro.

Lo studio dell’azienda, pubblicato a Brema il 23 febbraio 2026, afferma che l’83% degli intervistati ritiene di operare più in modo reattivo che proattivo. Deep Current inquadra questo dato come un sintomo della “densità decisionale”: un carico di lavoro composto da continue decisioni operative che l’automazione non ha ridotto in modo significativo.

Secondo i risultati, colpisce l’enorme numero di decisioni prese ogni giorno. Il sondaggio riporta che quasi tre quarti prendono 50+ decisioni operative al giorno, la metà ne prende 100+ e quasi uno su cinque supera le 200 — includendo attività come approvazioni dei percorsi, scelta delle tariffe, validazione della documentazione, controlli di conformità e gestione delle eccezioni, tutte attività che possono determinare se una spedizione procede senza intoppi o si trasforma in ritardi e contestazioni.

Quando “automazione” significa ancora 25.000 decisioni all’anno

Deep Current suggerisce che, a questi livelli, un tipico responsabile operativo potrebbe prendere più di 25.000 decisioni legate alle spedizioni all’anno e sostiene che la pressione stia aumentando invece di diminuire: il 43% ha dichiarato che il volume quotidiano di decisioni è aumentato in cinque anni, anche se si sono diffusi strumenti digitali e piattaforme di automazione. Gli intervistati hanno collegato questo aumento a una crescente complessità della conformità, aspettative più elevate dei clienti, workflow su più sistemi e una gestione delle eccezioni più frequente.

Per gli operatori di trasporto, anche se il sondaggio non è rivolto solo ai carrier, gli effetti a catena impliciti sono familiari. Decisioni prese sotto pressione di tempo presso spedizionieri e intermediari logistici possono manifestarsi a valle come conferme tardive, modifiche dell’ultimo minuto, richieste ripetute delle stesse informazioni e cicli di risoluzione più lunghi quando qualcosa non torna — soprattutto su riferimenti, documenti e conformità.

Cinque sistemi al giorno e la documentazione ancora controllata a mano

Deep Current indica la frammentazione dei sistemi come un fattore chiave di stress. Nel sondaggio, oltre due terzi hanno dichiarato di utilizzare cinque o più sistemi al giorno per gestire i flussi di lavoro delle spedizioni, mentre anche la frammentazione dei dati tra i sistemi è stata citata come una sfida importante. Il comunicato evidenzia i controlli manuali della documentazione come un punto di pressione centrale — suggerendo che persino i workflow “digitali” possono ancora basarsi in larga misura su persone che riconciliano informazioni discordanti o incomplete.

È qui che il materiale stampa si avvicina maggiormente a problemi che incidono direttamente sull’esecuzione del trasporto merci su strada. Incongruenze nella documentazione e validazione lenta non sono solo attriti amministrativi: possono tradursi in veicoli in attesa di autorizzazione, telefonate aggiuntive agli autisti, rilavorazioni negli uffici trasporti e contestazioni di fatturazione su chi paga per errori e ritardi.

Deep Current afferma che oltre la metà ha riportato un impatto finanziario negli ultimi 12 mesi dovuto a errori operativi manuali e che la maggioranza ha ammesso di aver preso decisioni poi riconsiderate a causa del carico di lavoro o della pressione del tempo. L’azienda collega questi impatti auto-dichiarati a problemi come incongruenze nella documentazione, inserimento dati errato, ritardi nella conformità e discrepanze tariffarie.

Nonostante l’hype sull’IA nella logistica, il sondaggio suggerisce anche che l’IA nei flussi decisionali principali resta poco diffusa. Solo circa uno su cinque degli intervistati ha dichiarato di utilizzare strumenti basati sull’IA per la validazione della documentazione o il supporto alle decisioni, un dato che il comunicato presenta come prova del fatto che il processo decisionale operativo è ancora in gran parte guidato dalle persone piuttosto che automatizzato end-to-end.

L’amministratore delegato di Deep Current, Tamim Fannoush, sostiene che il settore sia diventato più ricco di dati senza ridurre il peso del giudizio umano. Dice che, se i leader stanno prendendo più decisioni che mai nonostante un numero maggiore di sistemi, ciò suggerisce che la trasformazione digitale debba spostarsi dall’automazione delle attività alla riduzione della “densità decisionale”.

Deep Current afferma di aver intervistato 600 decisori nel trasporto merci in più regioni tra settembre 2025 e gennaio 2026. Gli intervistati includevano figure senior in ambito operativo e di conformità presso intermediari del trasporto merci come spedizionieri, NVOCC, broker doganali e fornitori di logistica di terze parti, con dati raccolti tramite questionari online, sondaggi e contributi qualitativi.

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