Nel traffico urbano non sempre la città più congestionata è anche quella più difficile da gestire. Per chi lavora nella logistica e nelle consegne last mile, il vero problema emerge quando i tempi di percorrenza cambiano continuamente senza uno schema riconoscibile. Una tratta che oggi richiede venti minuti e domani cinquanta non compromette soltanto una consegna: manda in crisi turni, finestre operative e pianificazione delle flotte.
È da questo punto di vista che Roma esce sorprendentemente bene dall’European Urban Freight Efficiency Index pubblicato da Geotab. La Capitale non è tra le città più veloci d’Europa — anzi, resta una delle più congestionate del campione analizzato — ma offre una caratteristica considerata decisiva per il trasporto commerciale: una relativa prevedibilità del traffico.
Lo studio, costruito sui dati raccolti durante tutto il 2025 da veicoli connessi, ha confrontato l’efficienza operativa del trasporto merci in sette capitali europee: Berlino, Amsterdam, Dublino, Roma, Parigi, Londra e Madrid. Ogni città ha ricevuto un punteggio da 0 a 100 calcolato sulla base della fluidità del traffico e dell’inefficienza operativa generata dalla congestione, soprattutto attraverso i tempi di inattività a motore acceso.
Berlino guida l’indice con 61 punti, seguita da Amsterdam con 59. Roma si colloca a metà classifica con 48 punti, appena sotto Dublino a quota 49 ma davanti a Parigi, Londra e Madrid. Secondo Geotab, tra Berlino e Madrid il divario di efficienza operativa raggiunge il 144%.
Per il mercato italiano il dato più rilevante riguarda però proprio il comportamento di Roma. Pur convivendo con livelli elevati di traffico, la città mostra tempi di percorrenza relativamente stabili e condizioni operative considerate più gestibili rispetto ad altri grandi centri europei.
La differenza tra traffico lento e traffico ingestibile
Il dato più interessante del report non riguarda però quale città sia la più congestionata. L’elemento decisivo per le flotte è capire se il traffico sia prevedibile oppure no.
Roma e Parigi rappresentano il primo caso. Pur registrando livelli di congestione elevati, mantengono una certa regolarità nei tempi di percorrenza. Geotab assegna alla variabilità del traffico un valore pari a 80 per Roma e 82 per Parigi, sottolineando come, in alcune condizioni, «la congestione estrema diventi prevedibile». In altre parole, quando la rete stradale raggiunge stabilmente la saturazione, il traffico tende ad assestarsi su ritmi lenti ma relativamente costanti.
Per i trasportatori questo significa poter lavorare comunque su basi affidabili. I tempi si allungano, ma i ritardi diventano integrabili nei giri di consegna, nelle finestre operative e nei turni degli autisti.
Roma è il caso più emblematico. Geotab la definisce il risultato più «controintuitivo» dell’intero indice: traffico molto pesante, ma contemporaneamente il miglior punteggio relativo all’inefficienza del viaggio. In pratica, si procede lentamente ma senza continui stop-and-go.
Non solo. Nella Capitale i camion ottengono prestazioni superiori di 26 punti rispetto alle auto, il differenziale più alto dell’intero studio. Secondo Geotab il vantaggio deriva soprattutto da finestre dedicate al trasporto merci e da un routing più professionale, capace di sfruttare meglio la struttura urbana.
Parigi presenta invece un’altra criticità. Pur essendo relativamente prevedibile, registra il livello più elevato di spreco di carburante dovuto alle soste con motore acceso: il 18,2% dei consumi dei camion deriva proprio dalle fasi di stop-and-go.
Londra e Madrid, dove la pianificazione salta
Scenario opposto per Londra e Madrid. Qui il problema non è soltanto la congestione, ma la sua imprevedibilità.
Geotab colloca Londra nella combinazione peggiore per le flotte: traffico intenso e tempi di percorrenza altamente variabili. Lo stesso tragitto può richiedere venti minuti in una giornata e cinquanta in quella successiva. Una differenza che rende molto più difficile proteggere gli slot di consegna, ottimizzare i turni degli autisti e rispettare i limiti sui tempi di guida e di lavoro.
Londra ottiene 29 punti complessivi e appena 27 per i camion, al di sotto delle prestazioni registrate dai veicoli passeggeri. È una delle sole due città in cui il trasporto merci performa peggio delle auto private. Geotab collega il risultato a una combinazione di corsie preferenziali poco accessibili ai camion, strade strette e regole particolarmente complesse per il carico e scarico.
Madrid fa ancora peggio. Con 25 punti complessivi è la città meno efficiente dell’indice. Secondo il report, la congestione supera la soglia critica praticamente in ogni fascia oraria, eliminando di fatto qualsiasi finestra affidabile per organizzare le consegne.
Per le flotte significa dover aumentare i margini di sicurezza, utilizzare sistemi di instradamento dinamico e accettare livelli di produttività inferiori.
Perché i camion spesso funzionano meglio delle auto
Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’analisi riguarda il comportamento delle flotte commerciali rispetto al traffico ordinario.
In cinque città su sette — Roma, Berlino, Parigi, Dublino e Amsterdam — i camion ottengono risultati migliori rispetto ai veicoli passeggeri. Secondo Geotab il vantaggio non dipende dalla tecnologia utilizzata, visto che entrambe le categorie adottano sistemi di connettività comparabili, ma soprattutto dalla disciplina operativa.
Consegne fuori punta, pianificazione strutturata dei giri, finestre dedicate e infrastrutture progettate per la logistica consentono infatti ai mezzi commerciali di evitare parte delle condizioni peggiori della rete urbana.
Berlino, in particolare, emerge come la città più affidabile per proteggere gli orari di consegna grazie a una congestione moderata e relativamente stabile. Amsterdam beneficia invece di una struttura urbana compatta, con tragitti più brevi e minori tempi di inattività.
Dublino mostra un comportamento analogo: le flotte merci performano meglio dei veicoli passeggeri grazie a finestre operative più organizzate e a un routing più disciplinato.
Il costo nascosto del motore acceso
Il report prova anche a quantificare l’impatto economico della congestione. Nel campione analizzato, Geotab stima che nel 2025 siano stati consumati da fermi circa 1,58 milioni di litri di carburante, per un costo complessivo di circa 2,6 milioni di euro.
I camion commerciali incidono per circa 600 mila euro, mentre la quota restante riguarda veicoli passeggeri e mezzi di servizio.
La metodologia dello studio precisa che i risultati derivano da un campione di veicoli connessi e non da un censimento completo del traffico urbano. Anche i punteggi assegnati alle città rappresentano confronti relativi normalizzati, non misurazioni assolute dell’intera attività merci.
Le stime sui costi del carburante sono state elaborate utilizzando i prezzi medi alla pompa del 2025 pubblicati nel Weekly Oil Bulletin della Commissione europea e nei dati del Governo britannico sui carburanti stradali.
Per le aziende della logistica il messaggio è chiaro: una città congestionata può ancora essere gestibile, se il traffico segue schemi riconoscibili. Quando invece gli ingorghi cambiano senza prevedibilità, l’efficienza operativa si deteriora rapidamente e ogni consegna diventa un’incognita.
Collaborazione: Pölös Zsófia









