- Il Tribunale distrettuale di Radom ha inflitto una multa di 25.000 zloty al presidente di un’azienda di trasporto, dopo che un controllo della Guardia di frontiera ha evidenziato irregolarità riguardanti 58 lavoratori stranieri.
- Gli agenti hanno esaminato la documentazione relativa a 131 autisti provenienti da Bielorussia, Macedonia, Serbia, Turchia e Ucraina.
- In Polonia, l’affidamento illegale di un lavoro a un cittadino straniero può comportare una multa compresa tra 3.000 e 50.000 zloty.
- In Germania, violazioni legate all’impiego degli autisti hanno portato anche a pene detentive con sospensione condizionale. Nei Paesi Bassi, casi analoghi si sono conclusi con sanzioni per centinaia di migliaia di euro.
Il 9 settembre 2026, il Tribunale distrettuale di Radom ha dichiarato colpevole il presidente di un’azienda di trasporto locale per aver affidato illegalmente un lavoro a cittadini stranieri. Con un decreto penale, il giudice gli ha imposto una multa di 25.000 zloty (2.700 euro), come riferito dalla sede centrale della Guardia di frontiera polacca. Il procedimento è scaturito da un’ispezione condotta dagli agenti del posto della Guardia di frontiera di Radom.
Il controllo, durato quattro mesi, si è concluso ad aprile 2026. Gli ispettori hanno verificato i documenti relativi a 131 cittadini di Bielorussia, Macedonia, Serbia, Turchia e Ucraina, impiegati dall’azienda come autisti di veicoli pesanti.
Il permesso di lavoro, da solo, non è sufficiente
Gli ispettori hanno riscontrato violazioni riguardanti 58 cittadini stranieri. Nella maggior parte dei casi, gli autisti lavoravano in condizioni diverse da quelle indicate nei rispettivi permessi.
La Guardia di frontiera ha inoltre accertato che l’azienda non aveva trasmesso all’autorità competente le copie dei contratti firmati con i lavoratori stranieri prima dell’inizio del rapporto di lavoro.
Sulla base degli accertamenti, gli agenti hanno chiesto l’avvio di un procedimento contro il presidente della società. Il 9 settembre 2026 il tribunale lo ha riconosciuto colpevole e gli ha imposto una multa di 25.000 zloty.
La legge polacca sull’affidamento di lavoro a cittadini stranieri, entrata in vigore il 1° giugno 2025, ha inasprito le sanzioni. Attualmente, l’assegnazione illegale di un lavoro a un cittadino straniero può comportare una multa compresa tra 3.000 e 50.000 zloty. In precedenza, il limite massimo era fissato a 30.000 zloty.
Per i vettori, il punto centrale è che la violazione non presuppone necessariamente l’assenza totale di un permesso. Anche impiegare un cittadino straniero a condizioni diverse da quelle riportate nei documenti che ne autorizzano il lavoro può costituire un’infrazione, fatte salve le eccezioni previste dalla legge.
L’invio all’autorità competente di una copia del contratto di lavoro rappresenta un obbligo distinto. La mancata consegna può comportare una multa compresa tra 1.000 e 3.000 zloty.
Germania: 35.000 euro di multe per 40 autisti
La multa di 25.000 zloty può apparire relativamente contenuta se confrontata con i provvedimenti adottati in altri Paesi europei. I casi registrati in Germania e nei Paesi Bassi mostrano però che le irregolarità nell’impiego degli autisti possono portare a multe di decine o persino centinaia di migliaia di euro. Le circostanze non sono identiche, ma il rischio per le imprese di trasporto è evidente.
In altri Paesi europei sono emersi episodi simili. Nell’agosto 2026 abbiamo riferito il caso di 40 autisti stranieri formalmente assunti da società lituane, ma di fatto impiegati esclusivamente da un’azienda di trasporto tedesca.
Le autorità doganali tedesche hanno contestato l’organizzazione del lavoro, stabilendo che si trattava di una somministrazione non autorizzata di manodopera. Gli autisti risultavano assunti da due società di trasporto lituane collegate tra loro, ma gli ispettori hanno accertato che lavoravano esclusivamente per un’azienda con sede nei pressi di Friburgo e ne seguivano le istruzioni.
L’accordo era stato presentato come l’esecuzione di contratti per opere o servizi specifici. Secondo le autorità tedesche, invece, consisteva nella messa a disposizione di lavoratori, attività per la quale era necessario un apposito permesso. Il direttore delle società lituane è stato multato per 20.000 euro, mentre l’imprenditore tedesco ha ricevuto una sanzione di 15.000 euro. Entrambe le decisioni sono definitive.
Il caso mostra che i controlli non riguardano soltanto la documentazione. Gli ispettori verificano anche come viene organizzato concretamente il lavoro degli autisti e quale soggetto esercita il controllo sulle loro attività.
Spedizioniere tedesco condannato con pena sospesa
Un altro caso, con conseguenze più severe, ha riguardato uno spedizioniere di Weinstadt. Nell’agosto 2025, il Tribunale distrettuale di Backnang, nel Baden-Württemberg, ha condannato l’imprenditore 37enne a un anno e quattro mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena. Gli è stato inoltre imposto di versare 4.000 euro a un’associazione attiva nell’assistenza alle persone sottoposte a pena sospesa. La sentenza è definitiva.
Il procedimento riguardava 12 autisti uzbeki, impiegati dall’imprenditore nel 2021 e nel 2022 senza i permessi necessari. Sebbene disponessero di permessi di soggiorno di breve durata rilasciati da altri Paesi dell’Unione europea, quei documenti non li autorizzavano a lavorare legalmente in Germania.
Un’indagine dell’unità tedesca incaricata del controllo del lavoro irregolare (Finanzkontrolle Schwarzarbeit, FKS) ha inoltre rilevato che gli autisti non erano stati iscritti al sistema di previdenza sociale e che le modalità di retribuzione violavano gravemente la normativa. I compensi erano molto inferiori al salario minimo tedesco e gli autisti dovevano sostenere le spese essenziali con denaro versato direttamente dai clienti dell’azienda.
Nel caso tedesco, quindi, le violazioni erano più numerose rispetto a quelle rilevate dalla Guardia di frontiera nei confronti del vettore di Radom.
Paesi Bassi: 378.000 euro di sanzioni e un camion sequestrato
Una sanzione finanziaria ancora più elevata è stata inflitta a un vettore olandese. Nel marzo 2020 avevamo riferito del caso. Gli ispettori del lavoro olandesi hanno scoperto che l’azienda impiegava nove autisti di camion turchi senza i permessi di lavoro richiesti. Il vettore si era inoltre rifiutato di fornire i documenti relativi ad altri 18 lavoratori.
Gli ispettori hanno accertato anche che l’azienda non aveva inserito i lavoratori nel proprio libro paga.
Alla società è stata inflitta una multa di 216.000 euro, mentre il proprietario ha ricevuto una sanzione separata di 162.000 euro per aver diretto le pratiche illegali.
Le sanzioni hanno raggiunto complessivamente 378.000 euro. A garanzia del possibile recupero delle somme, gli ispettori hanno sequestrato anche il camion del vettore e i suoi conti bancari.
Per i vettori, il rischio non riguarda solo l’assenza di un permesso
Il caso di Radom dimostra che le aziende che assumono autisti provenienti da Paesi extra UE corrono rischi anche quando i permessi richiesti sono stati regolarmente rilasciati. I problemi possono nascere se il lavoro svolto concretamente dall’autista non corrisponde alle condizioni indicate nei documenti.
Gli esempi di Germania e Paesi Bassi mostrano quanto possano diventare pesanti le conseguenze quando l’assunzione e le condizioni di lavoro non rispettano le regole. Le sanzioni possono variare da multe molto elevate fino alla responsabilità penale dei dirigenti aziendali.
I casi differiscono per natura e portata delle violazioni, ma trasmettono un messaggio comune: i documenti, da soli, non dimostrano che l’impiego sia legale. I vettori devono rispettare anche le condizioni riportate nei permessi, conservare una documentazione completa relativa ai rapporti di lavoro e osservare le norme sui trasporti.









