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Oltre 200 violazioni dei tempi di lavoro degli autisti. Il titolare risponde anche se ha delegato i controlli

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Un’impresa di autotrasporto della Turingia è stata sanzionata con una multa superiore a 17 mila euro dopo che le ispezioni hanno accertato oltre 200 violazioni delle norme sull’orario di lavoro e sui tempi di guida e riposo degli autisti. Il tribunale distrettuale di Mühlhausen ha ritenuto responsabile l’amministratore dell’azienda, nonostante avesse affidato ai dipendenti le attività di controllo. Secondo i giudici, né il software utilizzato né le istruzioni sulle regole, redatte esclusivamente in tedesco, garantivano una supervisione adeguata. La sentenza non è ancora definitiva.

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Punti essenziali:

  • I controlli, svolti nel 2025 presso la sede dell’azienda e sui camion, hanno rilevato oltre 200 violazioni.
  • Il Landesamt für Verbraucherschutz aveva già emesso sei sanzioni amministrative, per un totale di circa 22 mila euro.
  • Il tribunale di Mühlhausen ha ritirato tre contestazioni singole, ma ha comunque inflitto una multa superiore a 17 mila euro.
  • Il titolare ha chiesto l’assoluzione, sostenendo di aver affidato ai dipendenti le attività di controllo.
  • Secondo i testimoni, i conducenti erano stati avvertiti delle irregolarità e due di loro erano stati licenziati.
  • Il tribunale ha ritenuto insufficienti gli avvisi in tedesco sulle regole relative ai tempi di guida e alle pause, considerando la presenza numerosa di conducenti polacchi.
  • Il software aziendale non era in grado di individuare tutte le violazioni senza un’efficace supervisione umana.

Oltre 200 violazioni e sei provvedimenti sanzionatori

Secondo quanto riportato da MDR Thüringen, i controlli effettuati nel 2025 presso la sede dell’impresa di trasporto e sui suoi veicoli hanno portato alla luce oltre 200 violazioni delle disposizioni relative all’orario di lavoro e ai tempi di guida e riposo dei conducenti.

A seguito degli accertamenti, il Landesamt für Verbraucherschutz, l’autorità regionale competente per la tutela dei consumatori, ha emesso sei provvedimenti sanzionatori per un importo complessivo di circa 22 mila euro.

Il titolare dell’impresa ha contestato le sanzioni, portando il caso davanti al tribunale distrettuale di Mühlhausen. Nel corso del procedimento sono state ritirate tre singole contestazioni, ma il giudice ha comunque stabilito una multa superiore a 17 mila euro. La decisione non è ancora definitiva.

Durante l’udienza, l’amministratore ha sostenuto di aver delegato ai dipendenti il compito di verificare il rispetto delle disposizioni. Ha inoltre dichiarato che alcuni autisti avevano superato i limiti di guida o non avevano rispettato le pause obbligatorie nonostante le istruzioni ricevute.

Le testimonianze hanno confermato che i conducenti erano stati richiamati per le irregolarità e che due di loro erano stati successivamente licenziati.

La difesa ha chiesto l’assoluzione, sostenendo anche che i provvedimenti amministrativi non individuassero con sufficiente precisione una condotta illecita direttamente attribuibile all’amministratore.

Delegare i controlli non elimina la responsabilità

Il tribunale distrettuale di Mühlhausen non ha accolto le argomentazioni della difesa. Secondo i giudici, l’amministratore rimane personalmente responsabile dell’efficacia del sistema di vigilanza aziendale, anche quando le attività operative di controllo vengono affidate ad altri dipendenti.

La quantità e la gravità delle violazioni accertate indicavano carenze significative nell’organizzazione dell’impresa. Le irregolarità riguardavano tutti gli ambiti esaminati e, secondo il tribunale, la direzione avrebbe dovuto predisporre un sistema di supervisione più efficace.

Per le aziende di autotrasporto, il caso evidenzia un principio importante: assegnare a un dipendente il compito di controllare i tempi di guida e riposo non è sufficiente se l’organizzazione aziendale non permette di individuare e contrastare le violazioni ripetute.

Il software per l’analisi dei tachigrafi non basta da solo

Nel corso del procedimento, il tribunale ha esaminato anche gli strumenti informatici utilizzati dall’impresa per verificare il rispetto delle norme.

Come riferisce MDR, il software adottato dall’azienda non era in grado di rilevare autonomamente tutte le irregolarità. Senza un’adeguata supervisione umana, alcune violazioni potevano quindi passare inosservate.

La questione è particolarmente rilevante per le imprese che si affidano all’analisi automatizzata dei dati provenienti dai tachigrafi digitali e dalle carte dei conducenti.

Le soluzioni informatiche possono facilitare il monitoraggio dei tempi di guida, delle pause e dei riposi, ma non sostituiscono un sistema di controllo efficace. Le aziende devono anche esaminare i risultati delle verifiche, individuare le cause delle infrazioni e adottare misure correttive quando emergono problemi ricorrenti.

Istruzioni soltanto in tedesco: il tribunale richiama l’attenzione sugli autisti polacchi

Un altro elemento significativo del procedimento riguarda il modo in cui l’impresa comunicava ai conducenti le norme da rispettare.

Una parte consistente degli autisti impiegati dall’azienda era di nazionalità polacca. Le indicazioni sui tempi di guida consentiti e sulle pause obbligatorie venivano tuttavia fornite, almeno in parte, attraverso avvisi redatti esclusivamente in lingua tedesca.

Il tribunale ha giudicato questa soluzione insufficiente per garantire un’adeguata informazione dei lavoratori.

Secondo i giudici, l’impresa avrebbe dovuto tenere conto della composizione del proprio personale e assicurarsi che le regole fossero effettivamente comprese dai conducenti. La semplice esposizione di avvisi non rappresenta necessariamente una misura adeguata se le informazioni non risultano accessibili a tutti i destinatari.

Per le aziende di trasporto che impiegano autisti di diverse nazionalità, il caso sottolinea l’importanza di organizzare una formazione comprensibile e di predisporre istruzioni adeguate alle competenze linguistiche del personale.

Le prossime violazioni potrebbero essere valutate più severamente

Il tribunale ha ritenuto che l’amministratore non avesse agito intenzionalmente. Il giudice ha però avvertito che eventuali violazioni analoghe in futuro potrebbero essere considerate il risultato di una condotta deliberata.

Si tratta di un avvertimento significativo per gli operatori del settore. Quando il responsabile di un’impresa è già a conoscenza delle carenze del sistema di controllo, la mancata adozione di misure correttive efficaci potrebbe determinare una valutazione più severa in caso di nuove irregolarità.

Richiamare o sanzionare disciplinarmente gli autisti, quindi, potrebbe non essere sufficiente se tali interventi non sono accompagnati da un miglioramento concreto dell’organizzazione e della supervisione aziendale.

La responsabilità non si ferma al conducente

Il caso della Turingia dimostra che le verifiche sul rispetto dei tempi di guida e riposo non riguardano esclusivamente il comportamento dei singoli autisti. Le autorità possono esaminare anche il funzionamento complessivo del sistema di controllo adottato dall’impresa.

Tra gli aspetti rilevanti rientrano l’efficacia delle verifiche interne, le capacità del software utilizzato, la risposta dell’azienda alle infrazioni e l’adeguatezza della formazione rispetto alle caratteristiche del personale.

Sebbene la sentenza del tribunale distrettuale di Mühlhausen non sia ancora definitiva, il caso trasmette un messaggio preciso alle imprese di autotrasporto: delegare i controlli ai dipendenti non esonera automaticamente la direzione dalla responsabilità di garantire un sistema di vigilanza efficace e il rispetto delle norme sui tempi di guida e riposo.

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