- I ministri dei Trasporti di 18 Paesi Ue hanno firmato una dichiarazione per creare zone di test transfrontaliere per i veicoli autonomi.
- L’iniziativa riguarda trasporto merci su strada, logistica e anche il trasporto pubblico.
- I Paesi coinvolti vogliono armonizzare omologazioni, autorizzazioni e procedure di messa in esercizio dei veicoli autonomi.
- Tra i firmatari c’è anche la Polonia.
- Il Connecting Europe Facility prevede nel 2026 20 milioni di euro per infrastrutture digitali a supporto della guida autonoma.
La firma è arrivata l’8 giugno a Lussemburgo, a margine del Consiglio Trasporti dell’Unione europea. Alla dichiarazione hanno aderito i ministri dei Trasporti di 18 Stati membri insieme ad Apostolos Tzitzikostas, commissario europeo con delega ai trasporti sostenibili e al turismo.
Verso regole comuni per la guida autonoma in Europa
L’iniziativa rientra nel Piano d’azione europeo per l’industria automotive e punta a rendere più coordinata l’introduzione dei veicoli autonomi nel mercato unico.
Il fulcro dell’iniziativa è la creazione di zone di sperimentazione transfrontaliere dedicate a diversi scenari d’uso della mobilità automatizzata: trasporto merci e logistica, ma anche servizi di trasporto pubblico. I Paesi partecipanti intendono lavorare su requisiti condivisi per l’omologazione, su processi autorizzativi più allineati e su procedure operative comuni per portare queste soluzioni su strada.
Nella dichiarazione si ribadisce la volontà di rendere possibile una diffusione rapida ed efficiente dei veicoli autonomi, anche sulle tratte transfrontaliere, mantenendo standard di sicurezza coerenti.
Un impianto unico, non 18 modelli diversi
I firmatari indicano che faranno riferimento a un set comune di requisiti tecnici, costruito sulle norme Ue già esistenti in materia di omologazione e sicurezza dei sistemi di guida automatizzata.
Il testo chiede inoltre maggiore collaborazione tra le autorità nazionali di omologazione, una più ampia condivisione delle informazioni sui test e un percorso verso il riconoscimento reciproco di approvazioni e autorizzazioni. L’obiettivo è semplificare l’avvio di servizi commerciali con veicoli autonomi, includendo anche operazioni senza conducente di sicurezza.
Resta però ferma la competenza dei singoli Stati: ciascun Paese continuerà a decidere, secondo le proprie normative nazionali, se e a quali condizioni questi veicoli possano circolare sulle strade pubbliche.
Merci e logistica al centro della sperimentazione
La dichiarazione parte da un presupposto: lo sviluppo della guida autonoma deve essere sostenuto da applicazioni concrete, in linea con le esigenze del mercato. Per questo vengono citati in modo esplicito trasporto merci e logistica, oltre al trasporto passeggeri.
I Paesi sono chiamati a coinvolgere enti locali, operatori del trasporto e imprese per sviluppare soluzioni replicabili in più aree d’Europa. Nel documento si sottolinea anche il ruolo delle infrastrutture digitali e dei sistemi di trasporto intelligenti, considerati essenziali per un funzionamento efficace dei veicoli autonomi.
Più spinta alla tecnologia europea
Tra i passaggi della dichiarazione c’è anche l’intento di rafforzare la filiera automotive e tecnologica europea.
I firmatari indicano che, laddove possibile e sostenibile sul piano economico, andrebbe data preferenza a veicoli, sistemi, componenti e soluzioni sviluppati e prodotti nell’Unione europea. L’obiettivo è sostenere la competitività dell’ecosistema europeo della mobilità autonoma e creare condizioni di mercato più stabili per l’innovazione interna.
Il testo non esclude la partecipazione di aziende extra Ue, a patto che si sviluppino partnership strategiche con imprese che abbiano una presenza significativa sul mercato europeo.
20 milioni di euro per le infrastrutture digitali
Sul fronte delle risorse, il primo sostegno finanziario collegato all’iniziativa dovrebbe arrivare attraverso il Connecting Europe Facility: nel 2026 sono previsti 20 milioni di euro per infrastrutture digitali dedicate alla guida autonoma.
I fondi serviranno a supportare test su larga scala e a preparare il terreno per l’introduzione commerciale dei veicoli autonomi nel trasporto stradale.
Polonia tra i firmatari
Hanno firmato la dichiarazione Austria, Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia e Svezia.
Il documento ha natura di dichiarazione di cooperazione e non introduce obblighi vincolanti nel diritto internazionale. La finalità è definire principi comuni per passare dai progetti pilota all’impiego commerciale dei veicoli autonomi sulle strade europee, con un focus specifico sul trasporto merci e sulla logistica.









