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Nuove regole UE operative: cosa cambia per i vettori tra ICS2 e calcolo delle emissioni

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A partire dal 1° giugno 2026 entrano in vigore due novità normative europee destinate a incidere in modo significativo sull’operatività dei vettori attivi nel traffico internazionale. Da un lato, l’estensione dell’Import Control System 2 (ICS2) a nuovi Stati membri; dall’altro, l’avvio di CountEmissionsEU, la prima metodologia armonizzata dell’Unione per il calcolo delle emissioni di gas serra nel settore dei trasporti.

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Si tratta di interventi distinti ma accomunati da una medesima traiettoria: rafforzamento della digitalizzazione dei processi e maggiore qualità dei dati trasmessi alle autorità e ai committenti. Per le imprese di trasporto, ciò significa un salto di qualità sul piano della compliance e della gestione del rischio operativo.

ICS2: estensione operativa e obblighi dichiarativi

Con l’estensione di ICS2 a Polonia, Croazia, Lettonia, Romania e Slovacchia, il sistema di controllo doganale preventivo copre ora un perimetro più ampio dell’Unione.

Come ricorda l’International Road Transport Union (IRU), ICS2 sostituisce integralmente il precedente ICS1 e rafforza l’approccio basato sull’analisi preventiva dei rischi. Le informazioni relative alla spedizione devono essere trasmesse prima dell’arrivo delle merci nel territorio doganale dell’Unione.

Per il trasporto su strada delle merci in ingresso o in transito è obbligatoria la presentazione dell’Entry Summary Declaration (ENS). Ogni spedizione richiede una propria ENS e l’invio deve avvenire prima dell’arrivo del mezzo alla frontiera.

In questo contesto, l’accuratezza e la completezza dei dati diventano un fattore critico di continuità operativa: errori o incongruenze possono comportare il blocco della spedizione o il mancato svincolo doganale, con conseguenze dirette su tempi e costi della supply chain.

Nessun periodo transitorio: le osservazioni di IRU

Secondo IRU, l’implementazione di ICS2 è entrata in una fase pienamente esecutiva e non è previsto un periodo di applicazione attenuata.

L’associazione è in dialogo con la Commissione europea e con le autorità nazionali per assicurare che l’avvio tenga conto delle effettive capacità operative del settore. Tra le proposte avanzate vi è il cosiddetto “multiple filing”, che consentirebbe a più soggetti della catena logistica di contribuire ai dati relativi a un’unica ENS.

La Commissione sta lavorando su questa opzione, ma l’entrata in funzione è attesa non prima della seconda metà del 2026. Fino ad allora resta valido il modello di presentazione unica.

CountEmissionsEU: uno standard comune per la misurazione delle emissioni

Parallelamente, la Commissione europea ha introdotto CountEmissionsEU, una metodologia armonizzata valida in tutta l’Unione per il calcolo delle emissioni di gas serra nel trasporto merci e passeggeri.

Il quadro metodologico si fonda sullo standard EN ISO 14083:2023 e mira a garantire comparabilità, trasparenza e verificabilità dei dati ambientali lungo l’intera catena logistica, inclusi i calcoli door-to-door.

Per le imprese, l’adozione di un metodo unico può tradursi in un vantaggio competitivo: consente di confrontare le performance ambientali in modo coerente, supporta processi di procurement con criteri ESG e rafforza la credibilità delle dichiarazioni climatiche nei confronti di clienti e investitori.

Volontarietà oggi, possibile obbligatorietà domani

L’adesione alla metodologia è attualmente volontaria e riguarda le imprese che intendono comunicare dati sulle emissioni legate ai trasporti. Tuttavia, l’orientamento regolatorio appare chiaramente definito.

L’obiettivo dichiarato è assicurare coerenza metodologica e prevenire fenomeni di frammentazione o greenwashing attraverso un riferimento tecnico condiviso a livello europeo.

Sono attesi ulteriori atti di esecuzione e delegati per chiarire gli aspetti tecnici, nonché linee guida e strumenti digitali a supporto dell’adozione, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese. L’implementazione completa del quadro è prevista entro la fine del 2030.

Compliance e governance dei dati al centro della strategia

L’estensione di ICS2 e l’introduzione di CountEmissionsEU segnalano un cambiamento strutturale: la gestione del dato – doganale e ambientale – diventa un asset strategico per il settore del trasporto.

Per i vettori internazionali non si tratta soltanto di adempiere a nuovi obblighi, ma di rafforzare sistemi informativi, procedure interne e controlli di qualità. In un contesto europeo sempre più orientato alla trasparenza e alla sostenibilità, la capacità di produrre dati affidabili e tempestivi rappresenta ormai un elemento chiave di competitività.

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