Nel settore dei trasporti, i vettori contestano sempre più spesso le sanzioni amministrative, il che evidenzia sia le difficoltà nell’applicazione della legge sia l’ampio margine di interpretazione dei regolamenti UE.
Quando deve un conducente tornare nel paese?
Secondo i regolamenti del Pacchetto Mobilità, un conducente impiegato nel trasporto internazionale deve avere la possibilità di tornare nel paese o al centro operativo del datore di lavoro ogni quattro settimane. Nell’ottobre 2024, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha abolito l’obbligo di frequente rientro per i camion presso la sede dell’azienda, tuttavia, l’obbligo per il rientro del conducente è rimasto in vigore.
Durante un controllo stradale sulla RD117 a maggio 2025, l’ispezione francese Dreal ha constatato che il conducente ucraino che lavorava per il vettore spagnolo non aveva la possibilità di rientrare entro il tempo previsto. Di conseguenza, l’azienda è stata multata di 4.000 euro.
Perché le aziende contestano le multe
L’appello dell’imprenditore non è infondato. Come spiega l’ispettore Dreal nel servizio di trasporti francese ‘Les routiers,’ il Pacchetto Mobilità lascia ampio margine di interpretazione, e molte multe vengono successivamente annullate se l’azienda può dimostrare di aver creato una reale possibilità per il conducente di rientrare, ad esempio, offrendo una proposta di rientro via SMS.
Le aziende appellanti sottolineano anche il diritto del conducente di scegliere liberamente dove trascorrere il proprio tempo libero. Se un conducente rifiuta di rientrare, questo può essere un motivo per mettere in discussione la multa da parte del datore di lavoro. Il problema per gli ispettori è dimostrare che il rifiuto non era dovuto a pressioni.
Obblighi del datore di lavoro e rischio di multe
L’elemento centrale della responsabilità del vettore è la documentazione e l’organizzazione del lavoro dei conducenti. L’azienda non deve costringere al rientro ma deve dimostrare di aver pianificato il trasporto in modo da consentire il rientro del conducente, inclusi proposte di percorso, orari e comunicazione chiara. In mancanza di prove, la multa può essere confermata, anche se il conducente non ha formalmente rifiutato di rientrare.
Le multe per il mancato rientro del conducente non sono solo un costo finanziario. Possono anche comportare ispezioni più frequenti, segnalazioni alle autorità del paese di origine dell’azienda e verifiche approfondite sull’organizzazione del lavoro. In pratica, prevenzione e procedure trasparenti restano l’unico modo efficace per proteggere i vettori dalle sanzioni.









