Foto: Vlantana

Vlantana guarda oltre l’UE: l’azienda assume 200 autisti dal Sud America

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Tra le maggiori aziende lituane di trasporto e logistica, “Vlantana” sceglie una strada fuori dagli schemi: in collaborazione con “M/BRAZIL Agency”, punta ad assumere fino a 200 autisti professionisti di tractor unit provenienti dal Sud America.

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La decisione riflette un trend sempre più evidente in Europa: i vettori cercano manodopera anche fuori dall’UE per far fronte a una carenza di autisti che continua ad aggravarsi. Il settore logistico europeo convive da anni con la mancanza di conducenti qualificati. Tra le cause principali: una forza lavoro che invecchia e un interesse in calo per la professione tra i giovani.

In questo contesto, le aziende sono costrette a valutare alternative e il Sud America sta diventando un’area sempre più interessante.

Le imprese di trasporto citano diversi elementi a favore. Gli autisti sudamericani, soprattutto brasiliani, hanno spesso una solida esperienza in contesti operativi impegnativi. Sono apprezzati per flessibilità e capacità di adattamento, oltre che per una motivazione particolarmente alta a lavorare sul mercato internazionale.

La mossa strategica di Vlantana

Con sede nella regione di Klaipėda, “Vlantana Logistics” sta selezionando 200 autisti professionisti di tractor unit dal Brasile. L’azienda offre ai candidati scelti supporto per l’alloggio, l’organizzazione del viaggio e “opportunità di carriera di lungo periodo in Europa”.

L’intero processo di recruiting sarà gestito da “M/BRAZIL Agency”, specializzata nella selezione internazionale di personale per il settore logistico.

La scelta di “Vlantana” non è un caso isolato. Sempre più vettori europei si rivolgono a Paesi terzi — dall’Asia all’America Latina. Di recente abbiamo raccontato come “Gretvėja organised a candidate selection in São Paulo city, aiming to hire around 200 Brazilian truck drivers.

Secondo “M/BRAZIL Agency”, soltanto quest’anno i vettori europei potrebbero assumere oltre 2.000 autisti dal Brasile. Le aziende più interessate a reclutare in quest’area sono soprattutto in Lituania e Polonia, ma anche in Germania e Spagna.

Solo una soluzione tampone?

Gli esperti osservano che questa potrebbe diventare una direzione strutturale di lungo periodo, più che una risposta temporanea, anche se nel quadro generale solleva più di un interrogativo. Si stima che oggi al trasporto stradale europeo manchino circa 500.000 autisti: per questo le aziende ampliano sempre più la ricerca oltre l’Unione europea — e il Brasile rientra ormai tra le nuove “destinazioni” del recruiting.

I sindacati, però, sostengono che così si interviene sugli effetti e non sulle cause. Negli ultimi anni la Lituania ha già inasprito le regole per l’impiego di lavoratori provenienti da Paesi terzi: sono state introdotte quote, i controlli sono stati rafforzati e cresce l’attenzione su trasparenza salariale e condizioni di lavoro.

I critici sottolineano che la carenza di lavoratori locali non dipende solo dalla demografia, ma anche dalle caratteristiche del mestiere: lunghe trasferte lontano da casa, un sistema retributivo complesso e controversie sulle condizioni di lavoro riducono l’attrattività della professione. Di conseguenza, importare manodopera potrebbe rivelarsi soltanto una misura temporanea: nel lungo periodo, se non si affrontano i problemi strutturali del mercato, restano aperti i temi del dumping sociale e della competitività del settore.

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