Adobe Stock

Camion elettrici, pedaggi gratis fino al 2031: cosa cambia per le flotte

Puoi leggere questo articolo in 8 minuti

Per chi valuta l’acquisto di camion elettrici, uno dei principali vantaggi economici ha ora una scadenza precisa. Il Parlamento europeo ha approvato nuove norme dell’UE sui pedaggi: gli Stati membri potranno esentare completamente dal pagamento i camion a emissioni zero fino al 30 giugno 2031. Dal 1° luglio 2031, invece, lo sconto massimo sarà del 75%. Un veicolo acquistato oggi potrà quindi beneficiare dell’esenzione per quasi cinque anni, ma non per tutta la sua vita operativa.

Dietro questo testo c'è una persona, non un'intelligenza artificiale. Questo materiale è stato interamente preparato dal redattore, utilizzando la sua conoscenza ed esperienza.

In sintesi

  • La riforma della direttiva Eurovignette è stata approvata dagli eurodeputati con 475 voti favorevoli, 96 contrari e 70 astensioni. Ora il testo deve essere formalmente approvato dagli Stati membri.
  • Fino al 30 giugno 2031, i singoli Paesi potranno esentare completamente dai pedaggi i camion a emissioni zero. Dal 1° luglio 2031, la riduzione massima sarà del 75%.
  • I camion a basse emissioni potranno ottenere uno sconto fino al 75%, che scenderà al 50% dal 1° luglio 2031. I rimorchi resteranno esclusi dal regime.
  • Nel primo semestre 2026, i camion ricaricabili elettricamente hanno rappresentato il 4,8% delle nuove immatricolazioni nell’UE, ma appena lo 0,3% del parco circolante. In Islanda e Svizzera, invece, hanno raggiunto rispettivamente quasi un terzo e il 26% delle vendite di veicoli nuovi.

Il voto del 7 ottobre conferma l’accordo raggiunto all’inizio di luglio tra Parlamento europeo, Stati membri e Commissione europea. Il Consiglio dell’UE deve ancora approvare formalmente il testo.

Le nuove disposizioni definiscono un quadro comune, ma non impongono agli Stati di applicare gli sconti. Ogni Paese potrà quindi decidere autonomamente se ridurre o meno i pedaggi per i veicoli più puliti.

Come cambiano gli sconti sui pedaggi

  • Camion a emissioni zero: l’esenzione totale dal pedaggio sarà possibile fino al 30 giugno 2031. Dal 1° luglio 2031, lo sconto rispetto alla tariffa ordinaria, corrispondente alla classe di pedaggio 1, potrà raggiungere al massimo il 75%.
  • Camion a basse emissioni: per la prima volta, gli Stati potranno applicare una riduzione fino al 75%. Dal 1° luglio 2031 il limite scenderà al 50%. La categoria potrebbe comprendere anche i veicoli dotati di sistemi di estensione dell’autonomia, purché questi non utilizzino carburanti fossili.
  • Rimorchi: la Commissione europea avrebbe voluto includere anche l’impronta di CO2 dei rimorchi nel calcolo degli sconti, ma gli Stati membri si sono opposti. La Commissione ha promesso di riesaminare la questione entro tre anni.

Con le regole precedenti, la possibilità di esentare completamente i camion a emissioni zero sarebbe venuta meno alla fine del 2025. La Commissione aveva proposto di prorogarla nel giugno 2025, così da offrire più tempo agli operatori e ai costruttori.

Perché i pedaggi sono decisivi per la convenienza dei camion elettrici

Un camion elettrico continua a costare molto più di un modello diesel al momento dell’acquisto. I risparmi sui pedaggi sono quindi uno degli strumenti principali per compensare questa differenza. In alcuni impieghi, i camion elettrici hanno già un costo totale di possesso inferiore ai diesel, e l’esenzione dal pedaggio contribuisce in modo rilevante al risultato.

La Germania, il principale mercato europeo per i camion, ha già recepito la proroga. Nel novembre 2025, il Bundestag ha confermato l’esenzione dei camion elettrici a batteria dal pedaggio autostradale fino al 30 giugno 2031.

In Germania, un camion diesel pesante paga oltre 30 centesimi al chilometro. Per un veicolo che percorre 100.000 chilometri all’anno su strade a pedaggio, il costo supera i 30.000 euro l’anno. Oggi un camion elettrico può evitare interamente questa spesa. Dalla metà del 2031, anche applicando lo sconto massimo, gli operatori dovranno invece pagare almeno un quarto della tariffa ordinaria.

Nel frattempo, in tutta Europa i pedaggi per i camion diesel continuano ad aumentare. Per un approfondimento, si veda cosa devono sapere gli autotrasportatori sui pedaggi stradali nel 2027.

La Germania, però, rappresenta un’eccezione. Secondo l’associazione dei costruttori ACEA, nel 2025 soltanto due Paesi dell’UE applicavano un’esenzione totale, dieci prevedevano tariffe ridotte e quindici non utilizzavano affatto questa possibilità.

Quanti camion elettrici circolano davvero?

Le vendite sono in crescita, ma partono da livelli ancora contenuti. Secondo i dati ACEA, nel primo semestre 2026:

  • i camion ricaricabili elettricamente hanno raggiunto il 4,8% delle nuove immatricolazioni nell’UE, contro il 3,6% dello stesso periodo dell’anno precedente;
  • le loro immatricolazioni sono aumentate del 47,7%;
  • i camion diesel rappresentavano ancora il 92,1% delle nuove immatricolazioni;
  • Germania, Paesi Bassi e Francia concentravano insieme il 74% delle immatricolazioni di camion elettrici.

La media europea nasconde differenze molto marcate tra i vari mercati. Nel primo semestre 2026, in Islanda quasi un camion nuovo su tre della categoria oltre 3,5 tonnellate era elettrico. Seguivano la Svizzera con il 26%, la Norvegia con il 23% e la Svezia con il 19%, secondo i dati ACEA elaborati dall’organizzazione austriaca per la mobilità VCÖ.

Tra i Paesi dell’UE, i risultati migliori si registravano nei Paesi Bassi, con il 16%, in Danimarca, con il 13%, in Germania, con il 9%, e in Austria, con l’8%. Il Regno Unito, al 7%, e la Francia, al 5%, completavano i primi dieci mercati europei. La media dell’UE a 27 si fermava invece al 5%.

I Paesi in testa alla classifica sono in gran parte quelli in cui i camion elettrici pagano poco o nulla per circolare. La Svizzera, per esempio, esenta i camion elettrici dalla tassa sui veicoli pesanti fino al 2030. Secondo VCÖ, in Svizzera un camion elettrico consente di risparmiare circa 40.000 euro l’anno rispetto a un camion diesel; in Austria il vantaggio è di circa 10.000 euro.

L’Austria dimostra anche quanto possa essere lento il ricambio del parco circolante, persino in uno dei mercati più avanzati. Nel giugno 2026 il Paese ha immatricolato il millesimo camion elettrico a batteria di oltre 3,5 tonnellate, rispetto ai soli 47 veicoli presenti all’inizio del 2021. Si tratta comunque di appena l’1,4% dei circa 75.000 camion pesanti e trattori stradali, riferisce Oekonews.

Guardando all’intero parco europeo, il quadro è ancora più ridimensionato. Sulle strade dell’UE circolano circa 6,2 milioni di camion, con un’età media di circa 14 anni. Nel 2024, i camion elettrici a batteria rappresentavano appena lo 0,3% del totale. Le vendite di camion elettrici stanno aumentando, ma il diesel resterà dominante ancora per anni.

ACEA stima che la quota di veicoli a emissioni zero nelle nuove immatricolazioni debba raggiungere almeno il 35% entro il 2030 affinché i costruttori possano rispettare gli obiettivi europei sulle emissioni di CO2.

Più spazio alle tecnologie di transizione

La nuova categoria dedicata ai veicoli a basse emissioni è stata accolta positivamente dall’eurodeputato tedesco Markus Ferber (CSU). Secondo Ferber, le tecnologie di transizione possono ridurre subito le emissioni di CO2, mentre la rete di ricarica per i camion resta ancora incompleta. Il deputato ha però espresso delusione per l’esclusione dei rimorchi dal nuovo sistema.

Cosa dovrebbero fare ora gli operatori

  • Verificare le regole nazionali. Lo sconto sarà disponibile soltanto nei Paesi che decideranno concretamente di introdurlo.
  • Inserire i pedaggi nei calcoli dal 1° luglio 2031. Un camion acquistato nel 2026 potrà beneficiare dell’esenzione per quasi cinque anni al massimo. Le analisi del costo totale di possesso dovranno quindi considerare anche i pedaggi successivi.
  • Valutare il valore di rivendita. Dal 2031, i secondi proprietari dovranno pagare i pedaggi. Questo elemento potrebbe incidere sul valore residuo dei veicoli.
  • Monitorare la categoria delle basse emissioni. Pedaggi più contenuti potrebbero rendere più interessanti alcune soluzioni che non garantiscono emissioni zero.

Le nuove regole definiscono un orizzonte temporale più chiaro per la pianificazione degli investimenti. Al tempo stesso, l’esenzione completa dal pedaggio per i camion elettrici è temporanea. Qualsiasi valutazione economica costruita su questo vantaggio dovrà quindi prevedere uno scenario diverso dal 2031.

Tags:

Leggi anche