A chiarire la questione è Mariusz Hendzel di Evicenter, specialista in materia di tempi di lavoro dei conducenti e autore del canale YouTube “Liczy się Transport”.
Un riposo settimanale regolare della durata minima di 45 ore può essere effettuato all’estero. La condizione essenziale è una sola, ma fondamentale: il riposo deve svolgersi fuori dall’abitacolo del veicolo.
Il riposo deve essere realmente rigenerante e avere luogo in condizioni sociali adeguate. Non è obbligatorio soggiornare in un hotel o in un motel: sono accettabili anche appartamenti, alloggi aziendali o posti letto messi a disposizione da committenti o partner logistici.
È inoltre importante sottolineare che la normativa non impone l’obbligo di possedere una fattura o un documento che dimostri l’alloggio. In caso di controllo, al conducente è richiesto unicamente di indicare dove ha trascorso il periodo di riposo.
Rimozione della carta del conducente dal tachigrafo
La rimozione della carta del conducente dal tachigrafo è una conseguenza naturale dell’allontanamento dal veicolo. Un conducente che lascia il camion per il riposo può — e spesso dovrebbe — portare con sé i propri documenti, inclusa la carta del conducente.
Quando la carta viene rimossa, il tachigrafo registra automaticamente la fine dell’attività, indicando il Paese e la posizione GPS.
L’aspetto cruciale è che la rimozione della carta non ha alcun impatto sull’applicazione del Pacchetto Mobilità.
Il percorso di trasporto, la tipologia dell’operazione (ad esempio cabotaggio o cross-trade) e le regole retributive restano invariati. Il semplice fatto di lasciare il veicolo e rimuovere la carta non modifica in alcun modo lo status del trasporto.
Al rientro al veicolo, il conducente reinserisce la carta nel tachigrafo ed effettua una registrazione manuale, confermando il periodo di riposo. Il riposo può durare più di 45 ore — 48, 52 o anche 60 — e restare pienamente qualificabile come riposo settimanale regolare.
Perché il fine settimana non compare sulla carta del conducente
Una delle principali fonti di confusione riguarda il modo in cui i dati vengono registrati.
Il tachigrafo memorizza:
- l’inizio del riposo (ad esempio il venerdì sera),
- l’inizio dell’attività successiva (ad esempio il lunedì mattina).
Il sabato e la domenica non compaiono come eventi separati, ma fanno parte dello stesso periodo di riposo iniziato il venerdì. Di conseguenza, nel riepilogo della carta del conducente può mancare un simbolo di riposo visibile per l’intero fine settimana.
Si tratta di un comportamento normale del sistema di registrazione, che tuttavia può essere interpretato erroneamente da alcuni software di controllo utilizzati dalle autorità.
La carta può rimanere nel tachigrafo?
Sì. Lasciare la carta del conducente nel tachigrafo non costituisce una violazione, a condizione che il riposo venga effettivamente svolto fuori dall’abitacolo del veicolo.
Alcuni conducenti preferiscono questa soluzione per timore di errori nella registrazione manuale o di problemi nella visualizzazione dei dati durante i controlli.
È importante chiarire che la presenza della carta nel tachigrafo non dimostra che il conducente sia rimasto nel veicolo. Si tratta di due elementi distinti. In caso di ispezione, è possibile stampare i dati dal tachigrafo e annotare manualmente lo svolgimento del riposo, indicando luogo e durata. Tale descrizione può essere redatta nella lingua madre del conducente.
Documenti e certificazioni: cosa non è richiesto
Nel caso di riposo settimanale regolare all’estero:
- non è richiesta una fattura per l’alloggio,
- non è necessario alcun certificato del datore di lavoro,
- il riposo non diventa ridotto solo perché effettuato all’estero.
Le due condizioni decisive restano sempre le stesse:
- il riposo deve essere regolare,
- deve avvenire fuori dal veicolo in condizioni sociali adeguate.
Conclusioni pratiche per conducenti e imprese
Dal punto di vista normativo e della prassi tachigrafica, non esiste un obbligo assoluto di rimuovere la carta del conducente durante il riposo settimanale all’estero. La carta può essere rimossa — ed è spesso consigliabile per ragioni organizzative — ma può anche rimanere inserita, se il conducente e l’azienda hanno motivazioni valide.
L’elemento decisivo resta sempre lo stesso: effettuare correttamente il riposo fuori dall’abitacolo e saperlo dimostrare in caso di controllo. Le modalità tecniche di registrazione dei dati non modificano né le regole del Pacchetto Mobilità né la legittimità del riposo, purché il conducente sappia documentarlo correttamente.









