Durante la Turkic World Week a Vienna, l’International Road Transport Union (IRU) ha presentato proposte concrete per migliorare il Corridoio di Mezzo. Umberto de Pretto, Segretario generale dell’IRU, ha sottolineato che il successo di questa rotta non si misurerà in chilometri o in linee sulle mappe, ma in minuti risparmiati ai valichi di frontiera.
Boom dei container vs barriere di frontiera
Il Corridoio di Mezzo è una risposta ai cambiamenti nelle catene di approvvigionamento globali, ai crescenti rischi geopolitici e alla domanda di rotte di trasporto terrestri resilienti. Dal 2022 molti operatori logistici lo considerano una reale alternativa alle tradizionali rotte marittime.
La struttura delle spedizioni sta cambiando rapidamente. Fino a poco tempo fa, questa rotta era dominata dal trasporto di materie prime, soprattutto petrolio greggio e minerali. Oggi prevale il trasporto in container e il suo volume negli ultimi 12 mesi è aumentato di oltre tre volte, con oltre il 60% costituito da merci provenienti dalla Cina e destinate all’Europa.
Umberto de Pretto ha avvertito che entro il 2030 i volumi di merci sul Corridoio di Mezzo potrebbero triplicare. Allo stesso tempo, senza miglioramenti delle infrastrutture, incluse le procedure di frontiera, la domanda di servizi di trasporto potrebbe essere fino al 35% inferiore rispetto alle previsioni.
Dove sono le barriere?
Nonostante il dichiarato sostegno politico, i valichi di frontiera restano l’anello più debole del corridoio. I problemi principali includono:
- lunghi tempi di attesa causati da controlli ripetuti e dalla mancanza di coordinamento,
- capacità limitata dei valichi di frontiera e dei collegamenti RoRo sul Mar Caspio,
- carenza di parcheggi e strutture di welfare per gli autisti,
- procedure frammentate e limitato riconoscimento reciproco delle decisioni delle autorità.
Questi colli di bottiglia ridimensionano l’affidabilità delle operazioni di trasporto, aumentano i costi e riducono la competitività del Corridoio di Mezzo.
TIR, Green Lanes e digitalizzazione come chiave del successo
L’IRU sottolinea che gli investimenti nelle strade perdono significato se i camion restano bloccati alle frontiere per molti giorni. La soluzione è:
- controlli basati sul rischio,
- fiducia reciproca tra le amministrazioni doganali,
- implementazione del sistema TIR e delle TIR Green Lanes,
- digitalizzazione delle procedure di frontiera tramite eTIR.
Il sistema TIR fornisce un quadro riconosciuto a livello globale, basato sul riconoscimento reciproco dei controlli doganali, su una garanzia internazionale e sul trasporto sicuro di carichi sigillati. eTIR riduce i ritardi legati alla documentazione cartacea, aumenta trasparenza, sicurezza e interoperabilità tra i sistemi doganali nazionali.
TIR Green Lanes consentono il passaggio prioritario ai camion conformi, accelerano le procedure di frontiera e garantiscono tempi di transito prevedibili. Tutti i Paesi dell’Asia centrale, così come Romania, Moldavia, Cina, Mongolia e Arabia Saudita, hanno introdotto corsie prioritarie o finestre temporali per i veicoli TIR.
Le TIR Green Lanes non sono un privilegio, ma un incentivo a rispettare le normative e garantire trasparenza” – ha sottolineato Umberto de Pretto.
Minuti invece delle mappe
Il successo del Corridoio di Mezzo sarà deciso da non dalle linee sulle mappe, ma dai minuti risparmiati ai valichi di frontiera. Serve solo la volontà politica di implementare pienamente il sistema TIR e di facilitare e mettere realmente in sicurezza il commercio, trasformando il Corridoio di Mezzo in un’arteria commerciale prevedibile, competitiva e resiliente, che creerà posti di lavoro, stimolerà crescita e prosperità e, nel lungo periodo, anche la pace” – ha concluso il Segretario generale dell’IRU.







