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DP World amplia la rete di trasporto stradale nel Golfo con 700 nuovi camion

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DP World rafforza la propria presenza nel trasporto terrestre nei Paesi del Golfo con l'ingresso di 700 nuovi camion, un investimento che consentirà di incrementare la capacità operativa fino a 35.000 viaggi aggiuntivi al mese, a sostegno dei flussi logistici regionali.

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I nuovi mezzi saranno introdotti progressivamente nei sei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e impiegati sia sulle tratte nazionali sia nei collegamenti transfrontalieri. La flotta sarà destinata al trasporto di un’ampia gamma di merci, tra cui container, veicoli, beni di consumo e prodotti deperibili.

Secondo DP World, l’iniziativa rientra in una strategia di integrazione della rete logistica regionale, finalizzata a rafforzare il collegamento tra porti, terminal, magazzini e zone economiche speciali, migliorando l’efficienza dell’intera catena di approvvigionamento.

I nuovi camion sono conformi agli standard sulle emissioni Euro V. L’azienda ha inoltre annunciato che, nelle future fasi di rinnovo della flotta, valuterà anche l’impiego di veicoli alimentati con fonti energetiche alternative.

Cresce il ruolo dei corridoi terrestri

L’espansione si inserisce in una fase in cui le difficoltà lungo le rotte marittime del Medio Oriente stanno spingendo operatori logistici e caricatori a ricorrere sempre più spesso a soluzioni via terra.

DP World afferma di aver già movimentato oltre 350.000 TEU attraverso corridoi terrestri per mitigare gli effetti delle interruzioni del traffico marittimo. Le operazioni si sviluppano lungo collegamenti doganali che fanno capo ai principali gateway logistici della costa orientale e al porto di Sohar, in Oman, oltre che ai corridoi che transitano da Jeddah. La rete regionale gestisce già circa 3.000 movimenti di camion al giorno.

Parallelamente, il gruppo sta valutando la realizzazione di un nuovo porto e di un terminal container sulla costa orientale degli Emirati Arabi Uniti. Situato al di fuori dello Stretto di Hormuz, il nuovo hub contribuirebbe a ridurre la dipendenza di Dubai dal porto di Jebel Ali, offrendo un ulteriore punto di accesso per il trasferimento delle merci verso la rete stradale del Golfo.

Permangono tuttavia i limiti strutturali di questa soluzione. I corridoi terrestri che attraversano Oman, Arabia Saudita, Giordania e gli altri mercati del Golfo possono garantire continuità operativa a una parte delle spedizioni, ma non sono in grado di assorbire i volumi normalmente movimentati dalle navi portacontainer.

L’aumento della domanda ha inoltre determinato un incremento dei costi di noleggio dei camion e, in alcuni valichi di frontiera, un allungamento dei tempi di attraversamento. Si tratta di segnali che confermano come i cosiddetti ponti terrestri rappresentino una soluzione di mitigazione, utile ad aumentare la resilienza della rete logistica regionale, ma non un’alternativa in grado di sostituire la capacità del trasporto marittimo.

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