L’essenziale in breve:
- La protesta è terminata il 21 ottobre, quando gli ultimi camionisti hanno lasciato il parcheggio di Venlo.
- MBC ha raggiunto un accordo con 22 autisti, versando 100 euro per ogni giorno effettivamente lavorato e non retribuito a settembre e ottobre.
- Le organizzazioni FNV e RTDD confermano che MBC aveva pagato le fatture dell’agenzia Super Job, mentre i conducenti denunciavano il mancato pagamento degli stipendi.
La fine della protesta e l’accordo economico
Secondo la comunicazione ufficiale diffusa da MBC Trans e MBC Development, l’intesa con l’ultimo gruppo di camionisti è stata raggiunta il 20 ottobre. Il giorno successivo gli ultimi conducenti hanno lasciato il parcheggio di Venlo, ponendo fine a una mobilitazione che aveva coinvolto decine di autisti, in prevalenza bielorussi.
La controversia era emersa dopo che i conducenti avevano denunciato il mancato pagamento di tre mensilità, da luglio a settembre, per un ammontare complessivo delle rivendicazioni stimato inizialmente in circa 150mila euro.
La protesta era cominciata in Germania, dove erano stati immobilizzati circa 25 mezzi pesanti. Sul posto era intervenuta la polizia tedesca e l’impresa di trasporto era riuscita a recuperare parte dei veicoli. Successivamente, un gruppo di autisti si era trasferito nell’area di sosta Truckstop Venlo, nei Paesi Bassi, attirando l’attenzione del sindacato olandese FNV e della fondazione Road Transport Due Diligence (RTDD).
L’intesa annunciata dalle società polacche riguarda 22 conducenti impiegati sulle rispettive flotte. Per chiudere la vertenza, MBC ha corrisposto 100 euro per ogni giornata effettivamente lavorata nei mesi di settembre e ottobre per la quale, secondo le aziende, gli autisti non avevano ricevuto il compenso dall’agenzia Super Job.
Le società precisano che i pagamenti sono stati effettuati tramite bonifici sui conti bancari indicati dai lavoratori, e non attraverso consegne di denaro contante nel parcheggio.
Non è stato chiarito se l’accordo copra integralmente tutte le somme inizialmente rivendicate, comprese quelle relative a luglio e agosto.
MBC: «Siamo stati vittime, non responsabili»
Nella propria ricostruzione, le società del gruppo MBC respingono la responsabilità diretta per il mancato pagamento delle retribuzioni.
Secondo l’azienda, i conducenti non erano dipendenti diretti di MBC Trans o MBC Development, ma lavoratori assunti dall’agenzia interinale Super Job, con sede a Varsavia, e messi a disposizione del trasportatore.
L’agenzia avrebbe quindi avuto il compito di assumere il personale, contabilizzare le prestazioni lavorative e versare le relative retribuzioni.
MBC afferma di aver regolarmente adempiuto ai propri obblighi finanziari nei confronti di Super Job e di disporre della documentazione bancaria che attesta i pagamenti delle fatture emesse dall’intermediario.
Pur sostenendo di non rivestire il ruolo di datore di lavoro formale, il gruppo dichiara di essere intervenuto economicamente per risolvere il conflitto, consentire la ripresa delle attività e recuperare la piena disponibilità dei mezzi.
Le società hanno inoltre annunciato ulteriori iniziative per accertare le responsabilità della vicenda, anche nei confronti di Super Job.
FNV e RTDD confermano i pagamenti, ma criticano i controlli
La conclusione della protesta è stata confermata anche da FNV-Stichting VNB e dalla fondazione RTDD, entrambe coinvolte nella gestione della controversia.
Secondo le due organizzazioni, il parcheggio di Venlo è ormai vuoto e tutte le merci precedentemente bloccate sono state consegnate. Nessuno dei camionisti che hanno partecipato alla mobilitazione continuerà a lavorare per le imprese coinvolte.
Le organizzazioni confermano inoltre un elemento centrale della versione fornita da MBC: le fatture dell’agenzia Super Job erano state pagate, mentre gli autisti continuavano a denunciare il mancato versamento dei salari.
Questo riscontro, tuttavia, non esaurisce la questione delle responsabilità.
FNV e RTDD esprimono infatti forti riserve sul modo in cui erano organizzati i rapporti tra il trasportatore e l’agenzia interinale. A loro giudizio, gli accordi relativi al rispetto delle disposizioni applicabili, comprese quelle del Pacchetto Mobilità europeo, non erano sufficientemente chiari.
Le organizzazioni ritengono inoltre che MBC non abbia esercitato un controllo adeguato sulla tutela dei diritti dei conducenti impiegati attraverso l’intermediario.
Il ruolo controverso dell’agenzia Super Job
Un particolare significativo riguarda il comportamento dell’agenzia interinale durante le prime fasi della mobilitazione.
Richard Vervoorn, rappresentante di FNV-Stichting VNB, ha riferito che il 12 ottobre sarebbe stata proprio una rappresentante di Super Job a contattare il sindacato per comunicare l’imminente interruzione del lavoro e verificare la possibilità di parcheggiare in sicurezza i camion nell’area di Venlo.
Successivamente, secondo FNV, l’agenzia sarebbe diventata irreperibile.
La circostanza introduce ulteriori interrogativi sulla gestione dei rapporti con i conducenti e sul ruolo svolto dall’intermediario nello sviluppo della protesta.
Al momento, le informazioni disponibili non consentono di stabilire definitivamente per quali ragioni le somme versate dal trasportatore all’agenzia non siano arrivate ai lavoratori.
Il caso Venlo riapre il dibattito sull’impiego di autisti tramite agenzia
La vicenda mette in evidenza le criticità che possono emergere quando un’impresa di autotrasporto affida a intermediari esterni il reclutamento e la gestione amministrativa dei propri conducenti.
Nel sistema del lavoro interinale, il datore di lavoro formale è generalmente l’agenzia, mentre l’impresa utilizzatrice mantiene specifici obblighi connessi all’organizzazione del lavoro e alla tutela del personale. La ripartizione concreta delle responsabilità dipende tuttavia dalle norme applicabili e dagli accordi contrattuali.
Nel caso MBC, la documentazione relativa ai pagamenti effettuati a Super Job rappresenta un elemento rilevante a sostegno della posizione del trasportatore. Non risolve, però, tutti gli interrogativi sul funzionamento della catena contrattuale e sull’effettiva protezione dei lavoratori.
La protesta ha mostrato anche quanto rapidamente una controversia salariale possa trasformarsi in un problema operativo. Il fermo dei camion ha determinato ritardi nelle consegne, coinvolto importanti committenti internazionali e alimentato una forte esposizione mediatica, anche attraverso i social network.
La fine della mobilitazione non coincide dunque con il completo chiarimento delle responsabilità. I conducenti hanno ricevuto i pagamenti previsti dall’accordo e i trasporti sono stati completati, ma restano aperte le questioni relative alla gestione dell’agenzia e ai controlli esercitati lungo la filiera logistica.









