I punti principali:
- il controllo ha riguardato 40 autisti stranieri formalmente dipendenti di due società di trasporto lituane collegate;
- secondo i funzionari doganali tedeschi, gli autisti erano pienamente integrati nell’organizzazione dell’impresa tedesca e soggetti alle sue direttive;
- la collaborazione era stata formalizzata attraverso Werkverträge, ma le autorità hanno ritenuto che configurasse una somministrazione di manodopera soggetta ad autorizzazione;
- il direttore delle società lituane è stato sanzionato con 20.000 euro, mentre all’impresa tedesca è stata inflitta una sanzione di 15.000 euro;
- entrambi i provvedimenti sono definitivi.
Il caso è emerso nell’ambito dei controlli della Finanzkontrolle Schwarzarbeit, l’unità dell’Hauptzollamt Lörrach impegnata, tra le altre attività, nel contrasto al lavoro irregolare.
Formalmente, la collaborazione coinvolgeva un’impresa di trasporto tedesca e due vettori lituani. Gli accertamenti hanno però evidenziato, secondo quanto comunicato dall’autorità doganale, una differenza sostanziale tra la struttura prevista dai contratti e le modalità con cui il lavoro veniva effettivamente organizzato.
Assunti in Lituania, ma integrati nell’impresa tedesca
I 40 autisti stranieri avevano contratti di lavoro con due società di trasporto lituane collegate. Secondo gli accertamenti dei funzionari tedeschi, nella pratica erano pienamente integrati nelle attività dell’impresa di trasporto della regione di Friburgo e operavano sulla base delle sue direttive.
Il vettore tedesco versava alle società lituane un importo concordato per ciascun autista, destinato a coprire gli stipendi e i contributi previdenziali dovuti in Lituania.
Al centro del caso non vi era quindi il semplice fatto che i conducenti fossero dipendenti di società con sede in un altro Stato membro, bensì la natura effettiva del rapporto tra le imprese e le concrete modalità di organizzazione del lavoro.
La collaborazione era basata su Werkverträge
Secondo l’Hauptzollamt Lörrach, il direttore delle società lituane era consapevole che una somministrazione di lavoratori nelle condizioni accertate avrebbe richiesto un’autorizzazione della Bundesagentur für Arbeit.
La collaborazione era stata invece formalizzata attraverso Werkverträge, contratti d’opera nei quali l’esecuzione della prestazione concordata resta in capo all’appaltatore.
In base alla struttura contrattuale, gli autisti avrebbero dovuto operare senza essere integrati nell’organizzazione del lavoro dell’impresa tedesca. Gli accertamenti hanno portato, secondo le autorità, alla conclusione opposta: i conducenti erano inseriti nella struttura operativa del vettore tedesco e ne seguivano le direttive.
Alla luce delle modalità concrete di svolgimento del lavoro, le autorità hanno ritenuto che il rapporto configurasse una somministrazione di manodopera priva della necessaria autorizzazione.
Sanzioni definitive per 35.000 euro
L’Hauptzollamt Lörrach ha inflitto una sanzione di 20.000 euro al direttore delle due società lituane. L’impresa tedesca che utilizzava le prestazioni degli autisti è stata invece sanzionata con 15.000 euro.
L’importo complessivo delle sanzioni ammonta quindi a 35.000 euro ed entrambi i provvedimenti sono ormai definitivi.
Le informazioni rese pubbliche dall’autorità non specificano nel dettaglio i criteri utilizzati per determinare gli importi delle due sanzioni.
Il contratto non basta: conta come viene organizzato il lavoro
Per le imprese dell’autotrasporto, il caso richiama l’attenzione sulla distinzione tra l’affidamento di un servizio a un operatore esterno e la messa a disposizione di lavoratori che vengono poi inseriti nell’organizzazione del committente.
Nel caso esaminato dall’Hauptzollamt Lörrach, la denominazione attribuita ai contratti non è stata sufficiente a determinare la natura del rapporto. Gli accertamenti si sono concentrati sulle modalità concrete di svolgimento delle attività e, in particolare, su chi organizzava il lavoro, impartiva le direttive e integrava gli autisti nella propria struttura operativa.
La questione assume particolare rilievo nel trasporto internazionale, dove collaborazioni transfrontaliere, appalti e subappalti sono frequenti. La qualificazione del rapporto può cambiare quando, al di là della forma contrattuale scelta dalle parti, il personale del fornitore opera di fatto sotto la direzione e all’interno dell’organizzazione del committente.
Il caso tedesco mostra quindi un rischio concreto per i modelli di collaborazione transfrontaliera: la documentazione contrattuale deve trovare riscontro nelle effettive modalità di organizzazione ed esecuzione del servizio. In caso contrario, le autorità possono valutare il rapporto sulla base delle condizioni operative riscontrate durante i controlli.









