Un’azienda di autotrasporto con sede all’Aia dovrà sospendere l’attività per due mesi dopo che l’Ispettorato del lavoro olandese ha accertato ripetute violazioni della normativa sul salario minimo e sull’indennità per le ferie. Alla misura interdittiva si aggiunge una sanzione amministrativa da 315 mila euro.
Al centro del provvedimento c’è l’assenza della documentazione necessaria a ricostruire le retribuzioni di dieci lavoratori. Secondo gli ispettori, l’impresa non ha fornito buste paga, prove dei pagamenti effettuati e registrazioni complete delle ore lavorate.
Senza questi elementi, l’autorità non ha potuto verificare se ai dipendenti fosse stato corrisposto, per ogni ora di lavoro, almeno il salario minimo previsto dalla legge olandese.
La nuova sanzione arriva dopo un precedente procedimento che non aveva prodotto cambiamenti nella condotta dell’azienda.
Documenti assenti per dieci lavoratori
Nel corso delle verifiche, l’impresa non ha presentato i documenti obbligatori relativi a dieci membri del personale. Tra gli atti mancanti figurano i prospetti paga, le conferme dei versamenti e i registri dell’orario di lavoro.
Per l’Ispettorato, questa carenza impedisce qualsiasi controllo effettivo sulla correttezza delle retribuzioni e sul rispetto dei diritti economici dei dipendenti.
La violazione ha portato all’applicazione di una multa da 315 mila euro, una cifra che riflette sia il numero dei lavoratori coinvolti sia il carattere reiterato delle irregolarità.
Il precedente da 73 mila euro
Non è la prima volta che il vettore dell’Aia finisce sotto osservazione.
In un procedimento precedente, gli ispettori non erano riusciti ad accertare se nove lavoratori avessero ricevuto almeno il salario minimo dovuto per le ore prestate. In quell’occasione, l’azienda era stata sanzionata con una multa da 73 mila euro.
Nuove criticità sono emerse nel 2025, durante un controllo stradale di routine su uno dei veicoli dell’impresa. Gli approfondimenti successivi hanno mostrato che i registri aziendali erano ancora incompleti e che mancavano informazioni sufficienti per verificare la posizione di altri dieci dipendenti.
Secondo l’autorità, la prima multa non è bastata a correggere le irregolarità.
Attività sospesa per due mesi
Per impedire il ripetersi delle violazioni, l’Ispettorato del lavoro ha disposto la sospensione delle attività aziendali per due mesi.
Il provvedimento va oltre la sola sanzione economica e incide direttamente sulla continuità operativa del trasportatore. Durante il periodo indicato, l’impresa non potrà svolgere le attività comprese nell’ordine di sospensione.
L’autorità ha inoltre precisato che la violazione del provvedimento costituisce reato e ha annunciato controlli per verificarne il rispetto.
Il mancato adeguamento espone quindi l’azienda non soltanto a ulteriori sanzioni, ma anche a conseguenze penali.
L’appello a segnalare gli abusi
L’Ispettorato del lavoro olandese ricorda che i controlli nel settore fanno emergere con regolarità violazioni delle condizioni di impiego e invita lavoratori e cittadini a segnalare situazioni irregolari, pericolose o dannose.
Le segnalazioni possono essere trasmesse attraverso il sito dell’autorità, anche in forma anonima, oppure per telefono ai numeri messi a disposizione dall’Ispettorato e dalla polizia.
Il caso dell’Aia conferma l’inasprimento delle conseguenze per le imprese che reiterano violazioni in materia retributiva: alle multe, quando le irregolarità persistono, può aggiungersi il blocco temporaneo dell’attività.









