Porto di Vado Intermodalità/ fotografo: Roberto Merlo/portsofgenoa.com

Fermo di 72 ore tra Genova e Savona: a rischio ritardi e rallentamenti nella logistica

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Lo stop proclamato dalle principali associazioni di categoria coinvolgerà porti, piattaforme logistiche e trasporto merci dal 18 al 20 giugno.

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Tre giorni di possibili disagi per il sistema logistico ligure e per le imprese che dipendono dai traffici marittimi del Nord-Ovest. Dalle 00:01 di giovedì 18 giugno alle 24:00 di sabato 20 giugno è stato proclamato un fermo dell’autotrasporto merci che interesserà l’area metropolitana di Genova, le piattaforme logistiche collegate e i bacini portuali di Genova e Savona.

La mobilitazione, della durata complessiva di 72 ore, coinvolgerà autotrasportatori e operatori della logistica in uno dei principali snodi italiani per il commercio internazionale. Per aziende, spedizionieri e operatori della supply chain si prospettano possibili rallentamenti nelle attività di movimentazione e nelle consegne.

Le associazioni che hanno proclamato il fermo

L’iniziativa è stata promossa da un ampio fronte di organizzazioni rappresentative del settore: OSR Aliai, CNA-FITA, Confartigianato Trasporti, FAI, FIAP, Legacooperative, Trasportounito.

Le sigle firmatarie rappresentano una quota significativa delle imprese attive nell’autotrasporto e nella logistica, conferendo alla protesta un peso rilevante per l’intero comparto.

Genova e Savona al centro della protesta

Il fermo interesserà l’intero territorio della Città Metropolitana di Genova, le principali piattaforme logistiche dell’area e i porti di Genova e Savona, infrastrutture considerate strategiche per i collegamenti tra l’Italia e i mercati europei.

La concentrazione di traffici commerciali che transita quotidianamente attraverso questi scali rende particolarmente sensibili eventuali interruzioni o rallentamenti nelle attività di trasporto terrestre e nelle operazioni portuali.

Consegne e approvvigionamenti sotto osservazione

Durante le tre giornate di fermo potrebbero verificarsi ritardi nelle consegne, rallentamenti nelle operazioni di carico e scarico, congestioni nei terminal e nei centri logistici e difficoltà nella programmazione dei trasporti nazionali e internazionali.

Le conseguenze potrebbero riflettersi sull’intera catena di approvvigionamento, soprattutto per le aziende che movimentano merci attraverso i porti liguri o che dipendono da forniture in entrata e in uscita dagli scali di Genova e Savona.

Gli operatori del settore invitano le imprese a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione e a valutare eventuali soluzioni alternative per limitare l’impatto sui flussi logistici.

L’entità dei disagi dipenderà dalle adesioni

Al momento non è possibile quantificare con precisione l’impatto della mobilitazione. Molto dipenderà dal livello di adesione degli autotrasportatori e dall’eventuale attivazione di servizi garantiti o accordi tra le parti durante il periodo di fermo.

Resta il fatto che lo stop coinvolge uno dei principali corridoi logistici del Paese. Per questo motivo imprese, spedizionieri e operatori della distribuzione guardano con attenzione alle prossime ore, nella consapevolezza che eventuali criticità potrebbero estendersi ben oltre i confini della Liguria.

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