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Porti container, l’Italia resta indietro nel ranking mondiale

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Nel nuovo indice CPPI della Banca Mondiale e di S&P Global Market Intelligence, gli scali italiani mostrano performance contrastanti. Savona-Vado si conferma tra i migliori porti europei, mentre Genova, Trieste e La Spezia scivolano nelle posizioni più basse della classifica globale, in un contesto segnato dagli effetti della crisi del Mar Rosso e dalla congestione delle catene logistiche.

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L’Italia presenta un quadro a due velocità nel nuovo Container Port Performance Index 2025 (CPPI), la classifica elaborata dalla Banca Mondiale e da S&P Global Market Intelligence che misura l’efficienza operativa dei porti container attraverso i tempi effettivi di permanenza delle navi.

Tra gli scali nazionali, a distinguersi è soprattutto Savona-Vado, che conquista il 51° posto mondiale con un punteggio di 64,1. Un risultato che la colloca tra i porti più efficienti d’Europa, alle spalle soltanto di alcuni grandi protagonisti del Mediterraneo come Algeciras e Barcellona.

Il dato assume particolare rilievo perché il CPPI non si basa su informazioni fornite dagli stessi porti, ma su dati operativi osservati, misurando concretamente quanto tempo le navi trascorrono in porto tra arrivo, attesa e operazioni in banchina.

Genova, Trieste e La Spezia lontane dai vertici

La situazione cambia radicalmente quando si osservano gli altri principali gateway italiani.

Trieste occupa la posizione 382 della graduatoria mondiale, seguita da La Spezia al 386° posto e da Genova al 392°. Numeri che collocano i tre scali nelle aree basse della classifica, non lontano da porti che il report identifica come particolarmente esposti alle tensioni operative degli ultimi anni.

Il confronto europeo evidenzia una distanza significativa rispetto ai migliori performer. Algeciras, leader continentale e dodicesima a livello mondiale, registra un punteggio CPPI di 121,9, mentre Barcellona raggiunge quota 86,0. Anche Göteborg, in Svezia, e Southampton, nel Regno Unito, si mantengono nettamente davanti ai principali porti italiani.

Una classifica che ridimensiona i grandi hub europei

L’aspetto più interessante del rapporto è che le difficoltà italiane non rappresentano un caso isolato. Il CPPI 2025 mostra infatti una geografia europea profondamente diversa da quella tradizionale.

Molti dei grandi hub storici del Nord Europa occupano posizioni sorprendentemente arretrate. Amburgo è 239ª, Bremerhaven 264ª, Anversa 306ª e Rotterdam addirittura 333ª. Anche Valencia, uno dei principali scali mediterranei, scende al 368° posto.

Secondo gli autori del report, il risultato conferma che la dimensione di un porto non coincide necessariamente con la sua efficienza operativa. Alcuni scali più piccoli o specializzati riescono infatti a mantenere tempi nave più contenuti rispetto a gateway che movimentano volumi molto superiori.

L’effetto Mar Rosso sulla logistica europea

Dietro questi risultati pesa la lunga coda della crisi del Mar Rosso, che tra il 2024 e il 2025 ha costretto molte compagnie marittime a evitare il Canale di Suez e a circumnavigare l’Africa attraverso il Capo di Buona Speranza.

La deviazione delle rotte ha allungato i tempi di navigazione tra Asia ed Europa fino a due settimane, alterando la regolarità dei servizi. Quando le navi arrivano in ritardo e in gruppi concentrati, i terminal devono affrontare improvvisi picchi di traffico che la Banca Mondiale definisce “burst congestion”, ovvero congestionamenti intensi ma temporanei.

In queste condizioni diventa più complesso pianificare gli accosti, organizzare la forza lavoro e mantenere fluidi i collegamenti terrestri. I container restano più a lungo nei piazzali, aumenta la densità delle aree di stoccaggio e si allungano ulteriormente i tempi di permanenza delle navi.

Il nodo della competitività italiana

Per gli scali italiani il ranking offre soprattutto uno strumento di confronto. La stessa Banca Mondiale sottolinea che il CPPI non misura la qualità complessiva di un porto né spiega tutte le specificità locali, ma rappresenta un indicatore utile per individuare criticità operative e margini di miglioramento.

Resta tuttavia evidente il divario tra l’eccezione rappresentata da Savona-Vado e le performance dei principali gateway nazionali. In una fase in cui le catene logistiche globali continuano a essere esposte a shock e congestioni, la capacità di ridurre i tempi nave diventa un fattore sempre più determinante per la competitività dei porti europei.

L’Europa tra i punteggi migliori e quelli peggiori

Porto Paese Posizione CPPI 2025 Punteggio CPPI 2025
Algeciras Spagna 12 121,9
Barcellona Spagna 34 86,0
Savona-Vado Italia 51 64,1
Göteborg Svezia 67 48,2
Southampton Regno Unito 92 25,8
Londra Regno Unito 132 12,7
Liverpool Regno Unito 147 8,8
Amburgo Germania 239 -4,6
Bremerhaven Germania 264 -10,4
Anversa Belgio 306 -21,2
Rotterdam Paesi Bassi 333 -38,3
Valencia Spagna 368 -75,8
Genova Italia 392 -205,3
Rijeka Croazia 397 -238,9

 

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