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Guardia Civil

Germania, Italia e Regno Unito: i Paesi meno sicuri per le merci?

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Dicembre 2025 ha registrato centinaia di reati che hanno preso di mira le merci del trasporto e della logistica in tutta Europa, Medio Oriente e Africa. L’entità delle perdite si misura in decine di milioni di euro e le prime settimane del 2026 mostrano che i gruppi criminali non solo mantengono la loro attività, ma agiscono in modo sempre più audace.

Il testo che stai leggendo è stato tradotto utilizzando uno strumento automatico, che potrebbe portare a delle imprecisioni. Grazie per la comprensione.

I dati TAPA EMEA non lasciano spazio a dubbi: le catene di approvvigionamento restano tra i bersagli più appetibili e relativamente facili per la criminalità organizzata. La portata del fenomeno è in aumento e i metodi dei responsabili diventano sempre più sofisticati e brutali.

«I gruppi criminali evolvono più velocemente delle stesse catene di approvvigionamento», sottolinea Francesco Giannini, CEO di Multiprotexion. È una diagnosi che descrive bene la situazione attuale del settore.

557 reati in un mese. Oltre 43 milioni di euro di perdite

Nel dicembre 2025, 557 nuovi reati in 38 Paesi della regione EMEA sono stati segnalati al database del TAPA EMEA Intelligence System. Il valore delle merci rubate è stato indicato solo per 100 episodi (ossia appena il 17,9% di tutti gli eventi) e ha totalizzato 43.162.049 euro.

Ciò significa che la perdita media giornaliera a dicembre è stata di 1.392.324 euro, e il valore medio dei reati per i quali è stato comunicato un importo ha raggiunto 431.620 euro.

La portata degli episodi più gravi è particolarmente allarmante. 15 furti per un valore di almeno 100.000 euro hanno generato una perdita media di 2.822.510 euro. Il caso più eclatante è stato registrato il 19 dicembre.

Da un magazzino a Dugny, vicino Parigi, sono stati rubati 30 pallet di elettronica – 50.456 dispositivi, tra cui smartphone, laptop e tablet. Le perdite sono state stimate in 30 milioni di euro. La struttura sarebbe stata lasciata incustodita e i responsabili hanno danneggiato le porte e disattivato il CCTV e il sistema di allarme.

Per confronto a dicembre 2024 il valore delle merci rubate ammontava a circa 36,9 milioni di euro. Le perdite totali di dicembre 2024 sono state il secondo valore mensile più alto registrato dal TAPA EMEA Intelligence System (TIS) nell’arco dell’anno. (Un valore superiore è stato segnalato a novembre – 40,2 milioni di euro).

Magazzini sotto attacco, camion nel mirino

La categoria di reato più frequentemente registrata è stata il furto da una struttura (ad es. un magazzino) – 268 casi, ossia il 48,11% di tutti gli eventi. Al secondo posto i furti da veicoli – 89 casi, seguiti dal furto di veicoli – 63 casi.

Per quanto riguarda i luoghi, hanno prevalso i seguenti:

  • magazzini – 149 eventi (26,75%),
  • negozi al dettaglio – 132 eventi (23,70%),
  • merci in transito – 44 casi (7,90%).

Ben il 73,79% dei reati ha riguardato furti con effrazione, mentre l’11,13% ha comportato violenza o minacce di violenza. Sono stati inoltre registrati frodi, assalti ai camion e furti di semirimorchi e container. 

Germania la meno sicura 

Il maggior numero di episodi è stato segnalato in Germania – 115, seguita dall’Italia – 64 e dal Regno Unito – 54. Nella top five figuravano anche Spagna e Francia – 41 casi ciascuna.

Questi sono stati i Paesi in cima alla lista di dicembre degli Stati con il maggior numero di reati ai danni delle merci.

Merci “su ordinazione” e monetizzazione rapida

Degna di nota è anche la composizione delle merci rubate nei dati di dicembre – le perdite sono state registrate in 21 categorie di prodotto. Tra gli episodi più gravi figurano, tra gli altri:

  • il furto di catalizzatori chimici per un valore di 5 milioni di euro a Darmstadt,
  • un attacco a un furgone portavalori che trasportava gioielli per un valore di 2 milioni di euro in Italia,
  • il furto di 20.000 colpi di munizioni della Bundeswehr da un camion non sorvegliato in Germania,
  • il furto di una cassaforte contenente contanti e biglietti della lotteria per un valore di 300.000 euro in Spagna.

In un’indagine spagnola, la polizia ha scoperto che abbigliamento e calzature rubati venivano venduti a clienti abituali e su note piattaforme di vendita, offerti con uno sconto di circa il 50% rispetto al prezzo al dettaglio. La merce era «autentica, nuova e della collezione attuale», il che suggerisce che il furto sia avvenuto in una fase precedente della catena di approvvigionamento.

Ciò conferma le preoccupazioni riguardo ai furti “su ordinazione”, in cui i criminali sanno esattamente cosa, dove e quando sottrarre – e come immetterlo rapidamente sul mercato.

Attacchi audaci all’inizio del 2026

L’inizio del nuovo anno non ha portato alcun allentamento della situazione – secondo l’ultimo rapporto TAPA. Il 13 gennaio in Francia, due camion che trasportavano elettronica per un valore di 4 milioni di euro sono stati attaccati in un’operazione descritta come «paramilitare». Gli autisti sono stati bloccati lungo il percorso e poi – secondo le segnalazioni – aggrediti da una dozzina di uomini mascherati armati di asce. I veicoli sono stati guidati per altri 15 km, dove il carico è stato trasbordato.

In Italia, sull’autostrada A14, una banda ha bloccato la strada con veicoli in fiamme e ha usato strisce chiodate e armi da fuoco per fermare un veicolo blindato che trasportava contanti. Il bottino era di circa 400.000 euro.

Nei Paesi Bassi è stata rubata una spedizione di unità di accumulo energetico domestico per un valore di 400.000 euro e, in Germania, 22 tonnellate di rame per un valore di circa 200.000 euro.


Siamo fermamente convinti che nel 2026 vedremo molti più reati organizzati colpire le catene di approvvigionamento, soprattutto in Europa. I gruppi criminali sono pienamente consapevoli dell’alto valore delle merci e del basso rischio associato alla commissione di questi reati», commenta Thorsten Neumann, CEO di TAPA EMEA.

Intelligence vs criminalità

Il database TIS contiene già oltre 270.000 segnalazioni di reati provenienti da più di 110 Paesi. TAPA EMEA sottolinea che i dati non dovrebbero semplicemente «restare nel sistema», ma dovrebbero essere utilizzati per una reale gestione del rischio, per pianificare percorsi sicuri e per rafforzare le procedure di sicurezza.

Oggi reagire a posteriori non basta. È essenziale usare i dati per la prevenzione, soprattutto alla luce del crescente ruolo delle frodi che coinvolgono falsi vettori, l’impersonificazione di aziende di trasporto o la manipolazione della documentazione.

Il rapporto TAPA è solo una parte della realtà

Vale la pena sottolineare, tuttavia, che le statistiche presentate da TAPA si basano esclusivamente sulle segnalazioni inviate da aziende affiliate all’organizzazione. Mostrano quindi solo una parte dei furti che avvengono in Europa, Medio Oriente e Africa.

Il numero di aziende appartenenti all’organizzazione è in costante crescita. Secondo le più recenti informazioni ufficiali, nella regione Europa, Medio Oriente e Africa, TAPA EMEA riunisce attualmente oltre 700 aziende e organizzazioni come membri e partner.

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