Negli ultimi mesi le relazioni economiche tra la Germania e gli USA sono diventate sensibilmente meno prevedibili. Lo dimostra un’analisi speciale del sondaggio DIHK “Going International 2026”, per il quale sono state intervistate circa 2.400 aziende attive a livello internazionale.
Secondo i risultati, le aziende tedesche individuano una questione chiave nel fare affari negli Stati Uniti: la mancanza di certezza nella pianificazione.
Il 67% delle aziende intervistate indica l’incertezza della politica commerciale come il principale onere.
Altre sfide principali includono:
- Costi nelle procedure doganali e aumento della burocrazia (costi) (54%)
- Instabilità dei mercati finanziari e rischi di cambio (48%)
- un possibile dazio di base del 15% (44%)
- controlli alle esportazioni e sanzioni da parte del governo USA che incidono su Paesi terzi (41%)
- minore competitività sul mercato statunitense (39%)
Anche dazi aggiuntivi su acciaio, alluminio, rame e i loro derivati sono spesso citati come un onere.
Il responsabile del commercio estero della DIHK, Dr. Volker Treier, avverte quindi:
“Gli Stati Uniti restano un mercato chiave, ma per molte aziende stanno passando da motore di crescita a rischio.”
Le aziende per lo più trasferiscono i costi dei dazi
L’aumento dei dazi all’importazione ha un impatto diretto su prezzi e margini. Tuttavia, la maggior parte delle aziende cerca di non assorbire in prima persona i costi aggiuntivi.
Secondo la DIHK, il 73% degli esportatori tedeschi trasferisce i costi dei dazi ai propri clienti negli Stati Uniti, in tutto o in parte.
Nel dettaglio, ciò significa:
- il 62% trasferisce i costi soprattutto tramite prezzi più alti,
- l’11% condivide i costi aggiuntivi con i partner commerciali.
Solo il 14% delle aziende assorbe in larga misura i dazi e accetta un margine più basso. Per il 13% delle imprese, i nuovi dazi portano addirittura a ridurre o interrompere del tutto le esportazioni verso gli Stati Uniti.
Gli investimenti vengono rinviati più spesso che ampliati
Uno degli obiettivi della politica dei dazi USA è incoraggiare le aziende estere a investire di più sul posto. Tuttavia, il sondaggio mostra che finora questo effetto è rimasto limitato.
Al contrario, molte aziende reagiscono con prudenza:
- il 33% rinvia gli investimenti pianificati negli Stati Uniti,
- il 17% prevede meno investimenti,
- il 33% non si aspetta cambiamenti.
Solo una piccola quota di aziende vuole ampliare le proprie attività:
- il 10% prevede più investimenti negli Stati Uniti,
- il 7% vuole avviare nuovi investimenti o spostarli negli Stati Uniti da altre regioni.
Prospettive di business notevolmente offuscate
La crescente incertezza sta influenzando anche le aspettative delle aziende.
Secondo la DIHK, il 43% delle aziende si aspetta che il business negli Stati Uniti peggiori nel 2026. Solo il 16% prevede un miglioramento.
Ciò significa che, per molte aziende, il mercato di esportazione più importante della Germania sta diventando sempre più un fattore di rischio economico legato anche a documentazione e processi.








