AdobeStock

Pagamenti ai trasportatori, in Spagna l’attesa scende al minimo storico

Puoi leggere questo articolo in 7 minuti

In Spagna i vettori stradali vengono pagati in media dopo 52 giorni: è il valore più basso mai rilevato dall’Osservatorio sui ritardi e sui pagamenti nel trasporto stradale promosso da Fenadismer. Il risultato arriva dopo quasi cinque anni dall’introduzione di uno specifico regime sanzionatorio contro i ritardi. A livello europeo, invece, la riforma dei termini di pagamento resta ancora in sospeso.

Dietro questo testo c'è una persona, non un'intelligenza artificiale. Questo materiale è stato interamente preparato dal redattore, utilizzando la sua conoscenza ed esperienza.

In sintesi:

  • Ad agosto 2026 i tempi medi di pagamento nel trasporto stradale spagnolo sono scesi a 52 giorni, contro gli 83 del 2021.
  • La quota di committenti e intermediari che supera il limite previsto dalla normativa spagnola è scesa al 38 per cento.
  • Fenadismer attribuisce il miglioramento anche al sistema di sanzioni e ai controlli introdotti negli ultimi anni.

Gli ultimi dati dell’Osservatorio sui ritardi e sui pagamenti nel trasporto stradale in Spagna mostrano che i vettori vengono pagati in media dopo 52 giorni. L’Osservatorio è gestito da Fenadismer insieme alla Fundación Quijote para el Transporte.

Il dato di agosto 2026 segna un nuovo minimo, dopo i 53 giorni registrati ad aprile e giugno. Il miglioramento si inserisce in una tendenza iniziata alla fine del 2021, quando la Spagna ha introdotto uno specifico sistema di sanzioni amministrative per il mancato rispetto dei termini di pagamento nel trasporto merci su strada.

Nel 2021 i pagamenti arrivavano mediamente dopo 83 giorni. A dicembre 2025 i tempi erano già scesi a 59 giorni, per poi ridursi ulteriormente fino ai 52 giorni rilevati nell’agosto 2026. In meno di cinque anni, l’attesa media si è quindi ridotta di oltre un terzo.

Più di un committente su tre paga ancora oltre i termini

Il miglioramento dei valori medi non significa che il problema dei ritardi sia stato risolto. Secondo l’indagine condotta da Fenadismer nell’agosto 2026, il 38 per cento dei committenti e degli intermediari continua a superare il termine massimo di 60 giorni previsto dalla normativa spagnola per il settore.

Tra i soggetti che non rispettano la scadenza, il 76 per cento effettua il pagamento tra il 60° e il 90° giorno. Un ulteriore 6 per cento impiega più di 120 giorni.

Anche sotto questo profilo la tendenza è comunque in miglioramento. A dicembre 2025 la quota di imprese che superava il termine era pari al 48 per cento, mentre nel giugno 2026 si attestava al 44 per cento. Il dato di agosto conferma quindi una progressiva riduzione sia dei tempi medi di pagamento sia della quota di soggetti che non rispettano le scadenze.

Il sistema sanzionatorio introdotto nell’ottobre 2021 consente alle autorità spagnole di applicare multe amministrative alle imprese che pagano i servizi di trasporto oltre i termini stabiliti. Queste sanzioni si aggiungono alle conseguenze previste dal diritto civile in caso di ritardo.

Fenadismer attribuisce una parte rilevante dei progressi ai controlli condotti dagli organi ispettivi nazionali e regionali. Secondo la federazione, le verifiche dovranno proseguire affinché il rispetto dei termini di pagamento diventi una prassi consolidata nel settore.

Bonifici bancari utilizzati in quasi sette pagamenti su dieci

I dati dell’Osservatorio permettono anche di analizzare gli strumenti utilizzati per saldare le fatture nel trasporto stradale spagnolo.

Ad agosto 2026 il bonifico bancario rappresentava il 69 per cento dei pagamenti, confermandosi lo strumento nettamente più diffuso. Il confirming, servizio finanziario attraverso il quale un intermediario gestisce i pagamenti ai fornitori per conto dell’impresa cliente, rappresentava invece il 25 per cento.

La struttura dei pagamenti mostra quindi una netta prevalenza degli strumenti bancari elettronici, mentre l’attenzione del settore resta concentrata soprattutto sul rispetto delle scadenze.

La riforma europea sui ritardi di pagamento resta in sospeso

I risultati registrati in Spagna arrivano mentre l’Unione europea continua a discutere una revisione delle norme sui ritardi di pagamento, un problema che incide in modo particolare sulla liquidità delle piccole e medie imprese.

La Commissione europea ha presentato nel settembre 2023 una proposta destinata a sostituire l’attuale disciplina sui ritardi di pagamento, prevedendo termini più stringenti e maggiori tutele per i creditori.

Nel marzo 2024 la commissione per il Mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo (IMCO) ha adottato la propria posizione sul dossier. Il Parlamento europeo ha successivamente approvato la posizione in prima lettura il 23 aprile 2024.

Tra gli elementi discussi nel corso dell’iter figurano un termine ordinario di 30 giorni per i pagamenti nelle transazioni commerciali, la possibilità di prevedere in determinate circostanze termini più lunghi, interessi in caso di ritardo e compensazioni per i costi sostenuti dal creditore per recuperare le somme dovute.

Queste disposizioni non costituiscono tuttavia oggi un nuovo termine generale già in vigore nell’Unione europea. Il procedimento legislativo non è stato completato e manca ancora un accordo tra le istituzioni sulla versione definitiva delle norme.

Gli Stati membri non hanno ancora raggiunto un accordo

Dopo l’approvazione della posizione del Parlamento europeo nell’aprile 2024, il dossier non ha completato il proprio percorso legislativo. Tra i punti discussi dagli Stati membri figurano la rigidità dei termini di pagamento e la forma giuridica da attribuire alla nuova disciplina.

Il dibattito riguarda, tra l’altro, la possibilità di adottare un regolamento direttamente applicabile negli Stati membri oppure una direttiva, che lascerebbe maggiore spazio ai governi nazionali nella fase di recepimento.

Anche alcune organizzazioni imprenditoriali europee hanno espresso forti riserve. Nel marzo 2025 BusinessEurope, EuroCommerce ed Eurochambres hanno chiesto alla Commissione europea di ritirare la proposta, sostenendo che termini eccessivamente rigidi potrebbero limitare la libertà contrattuale delle imprese.

Di conseguenza, il termine standard di 30 giorni discusso nell’ambito della riforma non è entrato in vigore e non è stata definita una data per l’applicazione delle eventuali nuove regole.

Il caso spagnolo mostra l’effetto di sanzioni e controlli

I dati spagnoli offrono un esempio concreto di come un sistema di sanzioni amministrative, accompagnato da controlli, possa coincidere con una significativa riduzione dei tempi di pagamento. Dai 83 giorni medi del 2021 si è passati ai 52 dell’agosto 2026.

Il problema, tuttavia, non è scomparso: più di un committente o intermediario su tre continua a superare il limite applicabile. Per Fenadismer, il mantenimento dei controlli resta quindi essenziale per consolidare i risultati ottenuti.

Per i trasportatori degli altri Paesi dell’Unione europea, il quadro rimane invece legato all’esito della riforma europea. A oltre due anni dalla posizione adottata dal Parlamento europeo, non esiste ancora una disciplina UE definitiva che introduca il nuovo termine generale prospettato dalla riforma.

Tags:

Leggi anche