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IRU: pagamenti del trasporto su strada entro 30 giorni

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L’IRU chiede una regola chiara per superare i tempi di pagamento troppo lunghi: le fatture relative ai servizi di trasporto su strada dovrebbero essere saldate entro 30 giorni dalla conclusione del servizio, senza clausole che consentano di prorogare i termini. Secondo l’organizzazione, flussi di cassa prevedibili sono indispensabili per rinnovare i mezzi, adottare nuove tecnologie e finanziare le infrastrutture, mentre la riforma europea resta bloccata.

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Elementi principali:

  • L’IRU propone un termine inderogabile di 30 giorni per il pagamento dei servizi di trasporto su strada.
  • Il limite si applicherebbe sia alle operazioni tra imprese sia ai contratti con clienti del settore pubblico.
  • L’organizzazione vuole eliminare le eccezioni che consentono di estendere i termini oltre i 30 giorni.
  • Le procedure di accettazione o verifica del servizio dovrebbero concludersi entro gli stessi 30 giorni, senza far partire un nuovo periodo di attesa.
  • Secondo i dati della Commissione europea citati dall’IRU, il 60 proc. delle aziende afferma che i ritardi nei pagamenti impediscono di investire in soluzioni innovative.
  • La proposta europea che prevede un termine standard di 30 giorni è ancora in discussione presso il Consiglio dell’UE.

IRU chiede una regola chiara per superare i tempi di pagamento troppo lunghi: le fatture relative ai servizi di trasporto su strada dovrebbero essere saldate entro 30 giorni dalla conclusione del servizio. Secondo l’organizzazione, senza entrate prevedibili i vettori non possono pianificare con sufficiente affidabilità l’acquisto di nuovi veicoli, gli strumenti digitali o gli investimenti infrastrutturali.

La richiesta è contenuta nel documento di posizione dell’IRU sui ritardi nei pagamenti, indirizzato ai responsabili politici dell’Unione europea. La stessa regola dovrebbe valere sia per i rapporti tra aziende sia per gli accordi con le amministrazioni pubbliche.

L’IRU si oppone inoltre a qualsiasi disposizione che permetta alle parti di concordare periodi di pagamento più lunghi. Anche il tempo necessario per accettare o verificare il servizio dovrebbe rientrare nei 30 giorni e non essere utilizzato per posticipare, di fatto, la scadenza della fattura.

La liquidità non è un dettaglio amministrativo

Per l’IRU, i ritardi nei pagamenti incidono direttamente sulla capacità dei vettori di rinnovare le flotte e prepararsi alla crescita futura.

Per un vettore la liquidità non è una questione amministrativa secondaria. Può determinare la possibilità di investire in tecnologie, innovazione, autisti e dipendenti necessari a garantire i servizi.

Lo spiega Raluca Marian, direttrice dell’IRU per l’Unione europea.

L’organizzazione guarda in particolare alle microimprese e alle piccole e medie aziende. Queste realtà dispongono generalmente di riserve finanziarie più limitate e hanno meno forza contrattuale nei confronti dei grandi clienti.

I dati della Commissione europea citati dall’IRU indicano che il 60 proc. delle imprese considera i ritardi nei pagamenti un ostacolo agli investimenti in soluzioni innovative.

Nel trasporto su strada il problema è ancora più rilevante, perché i costi operativi sono elevati e continuano a maturare anche quando il cliente non ha ancora pagato il servizio. Carburante, salari, pedaggi, rate di leasing e assicurazioni devono essere sostenuti indipendentemente dai tempi di pagamento.

Le regole UE sui pagamenti restano in stallo

La proposta dell’IRU si inserisce in un confronto europeo che dura da diversi anni. Le istituzioni hanno discusso l’introduzione di un termine massimo di 30 giorni, ma non hanno ancora trovato un accordo definitivo sul nuovo quadro normativo.

Nel settembre 2023 la Commissione europea ha presentato una proposta per contrastare i ritardi nei pagamenti. Il testo fissava a 30 giorni il termine massimo standard per le operazioni tra imprese.

Il Parlamento europeo ha definito la propria posizione nell’aprile 2024, lasciando però alle aziende la possibilità di concordare scadenze fino a 60 giorni, purché l’intesa fosse indicata chiaramente nel contratto.

Da allora l’iter non ha registrato progressi decisivi. I negoziati restano bloccati nel Consiglio dell’UE, dove gli Stati membri devono ancora trovare un’intesa sul limite effettivo di 30 giorni e sulla forma che dovranno assumere le nuove norme.

L’IRU chiede ora un approccio più rigoroso rispetto a quello sostenuto dal Parlamento: per i servizi di trasporto su strada il termine dovrebbe essere fissato a 30 giorni, senza eccezioni.

La Spagna ha ridotto i tempi, ma 52 giorni sono ancora troppi per l’IRU

La distanza tra la proposta dell’IRU e la prassi attuale si vede chiaramente in Spagna. Negli ultimi anni i tempi di pagamento ai vettori si sono ridotti in modo significativo. Nell’agosto 2026, secondo i dati dell’osservatorio gestito da Fenadismer e Fundación Quijote para el Transporte, il tempo medio di attesa per ricevere il pagamento di un servizio di trasporto è sceso al minimo storico, a 52 giorni.

Si tratta di un miglioramento netto rispetto al 2021, quando la media era di 83 giorni. Da diversi anni la Spagna applica inoltre sanzioni amministrative per il superamento del termine massimo di 60 giorni previsto per i pagamenti nel trasporto merci su strada.

Nonostante ciò, nell’agosto 2026 il 38 proc. dei committenti e degli intermediari effettuava ancora i pagamenti in ritardo. Rispetto al limite proposto dall’IRU, anche il dato spagnolo di 52 giorni resta quindi ben al di sopra del massimo indicato per l’Europa.

Servono risorse per rinnovare le flotte

L’IRU affronta il tema dei pagamenti anche in relazione alla propria posizione sulle infrastrutture di ricarica. Ai vettori viene chiesto di sostenere investimenti consistenti in veicoli a emissioni zero, impianti di ricarica, tecnologie digitali e adeguamento ai nuovi obblighi normativi.

Secondo l’organizzazione, i finanziamenti pubblici possono contribuire a sostenere questi progetti, ma non possono sostituire il capitale circolante delle aziende.

I vettori hanno bisogno di risorse proprie per investire. Un’impresa finanziariamente solida è un’impresa che riceve puntualmente il pagamento per il lavoro già svolto.

Conclude Raluca Marian.

Per il momento, il termine di 30 giorni proposto dall’IRU resta una richiesta del settore. Le norme europee pensate per armonizzare i requisiti sui pagamenti e ridurre i ritardi non sono ancora state adottate.

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