L’essenziale in breve
- Il mercato globale della logistica contrattuale ha raggiunto 305,95 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 4,4%.
- Entro il 2030 il valore potrebbe arrivare a 372,6 miliardi di euro, ma l’Europa crescerà più lentamente dell’Asia-Pacifico.
- Automazione, intelligenza artificiale e servizi a valore aggiunto stanno diventando fattori decisivi per la competitività degli operatori.
Logistica contrattuale verso i 373 miliardi di euro entro il 2030
Secondo gli ultimi dati di Transport Intelligence (Ti), il mercato globale della logistica contrattuale ha raggiunto 305,95 miliardi di euro nel 2025, registrando una crescita annua del 4,4%, la più elevata dal 2021.
Le previsioni indicano un ulteriore aumento a 318,58 miliardi di euro nel 2026 e a circa 372,6 miliardi entro il 2030, con un tasso di crescita annuo composto del 4% nel periodo 2025-2030.
L’espansione sarà tuttavia molto diversa tra le principali aree geografiche. L’Asia-Pacifico dovrebbe guidare il mercato con una crescita media annua del 6,6%, seguita dal Nord America con il 2,6%. Per l’Europa, invece, Ti prevede un incremento limitato all’1,8% annuo.
La differenza riflette soprattutto il grado di maturità dei mercati. In Europa, dove le reti logistiche sono già ampiamente sviluppate, la crescita dipenderà sempre più dall’efficienza operativa e dai servizi a valore aggiunto, anziché dalla sola espansione geografica.
Automazione, digitalizzazione e capacità di integrare attività diverse all’interno della stessa catena logistica stanno quindi diventando strumenti fondamentali per difendere i margini e conquistare nuovi clienti.
Le previsioni rallentano tra incertezza economica e tensioni commerciali
Le nuove stime di Transport Intelligence restano positive, ma sono leggermente inferiori a quelle diffuse nel dicembre 2025. Allora l’istituto prevedeva un mercato vicino ai 320 miliardi di euro nel 2026 e una crescita media annua del 4,2% tra il 2025 e il 2029.
Anche rispetto al periodo 2020-2024, quando il settore aveva registrato un incremento medio annuo del 4,6%, le prospettive indicano un ritmo più moderato.
A pesare sono soprattutto l’incertezza macroeconomica, le tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi energetici e le difficoltà del commercio internazionale.
Nello scenario di base dell’Organizzazione mondiale del commercio, gli scambi globali di beni dovrebbero crescere dell’1,9% nel 2026, dopo il 4,6% registrato nel 2025. In uno scenario meno favorevole, l’incremento potrebbe fermarsi all’1,4%.
Il rallentamento riguarda anche alcuni segmenti collegati alla logistica contrattuale. Per la logistica dell’e-commerce, Ti prevede una crescita media annua del 6,09% nel periodo 2026-2030, contro oltre il 13,3% registrato tra il 2022 e il 2025.
La tendenza riflette anche la normalizzazione del commercio elettronico globale. Secondo ECDB, il mercato B2C dovrebbe crescere di circa l’8% annuo tra il 2025 e il 2030, rispetto al 14% del periodo 2017-2024.
Magazzini, automazione e servizi a valore aggiunto cambiano il mercato
La trasformazione della logistica contrattuale riguarda non soltanto i volumi, ma anche la composizione delle attività.
Secondo i dati di Ti relativi alla metà del 2025, la distribuzione rappresentava il 59% dei ricavi del settore, mentre il magazzinaggio e le attività correlate contribuivano per il restante 41%.
Nelle stime più recenti, il magazzinaggio viene considerato separatamente dai servizi a valore aggiunto, con quote rispettivamente vicine al 36% e al 9%. Nel complesso, queste attività potrebbero rappresentare circa il 44-45% dei ricavi del comparto.
Le diverse classificazioni richiedono cautela nel confronto, ma confermano la crescente importanza delle attività che vanno oltre il semplice trasporto e stoccaggio delle merci.
Transport Intelligence individua tre fattori destinati a influenzare la concorrenza nel 2026: il consolidamento attraverso fusioni e acquisizioni, l’adozione operativa di robotica e intelligenza artificiale e l’evoluzione delle richieste dei clienti.
Le imprese chiedono infatti maggiore affidabilità, flessibilità contrattuale e capacità di adattamento, mentre le nuove tecnologie stanno passando dalla fase sperimentale all’impiego nelle attività quotidiane.
Questa evoluzione è confermata anche dagli operatori del settore.
Come operatore specializzato nella logistica contrattuale, continuiamo a vedere un significativo potenziale di crescita, anche in mercati maturi come l’Europa e il Nord America. Vogliamo crescere molto più rapidamente del mercato, rispondendo ai cambiamenti strutturali nei modelli operativi dei nostri clienti. L’esternalizzazione di ulteriori attività logistiche resta uno dei principali motori di sviluppo: produttori e retailer concentrano sempre più risorse sul proprio core business e affidano la gestione della logistica a partner specializzati.
Allo stesso tempo, le supply chain non sono più considerate una semplice funzione operativa. Sono diventate una leva strategica per la competitività, la continuità aziendale e la qualità del servizio al cliente. Di conseguenza, cresce la domanda di attività a valore aggiunto, come il confezionamento per conto terzi, la personalizzazione dei prodotti e la gestione dei resi. Questi servizi stanno entrando stabilmente nei modelli di business dei clienti e rappresentano una fonte concreta di vantaggio competitivo. Per gli operatori logistici si tratta di un’opportunità per superare il ruolo di semplici fornitori e diventare partner strategici, capaci di sostenere attivamente l’evoluzione e lo sviluppo delle supply chain.
Lo afferma Yann Belgy, amministratore delegato di ID Logistics Polska, società specializzata in soluzioni integrate di logistica e trasporto.
I clienti cercano partner strategici, non soltanto prezzi competitivi
La trasformazione del rapporto tra committenti e fornitori emerge anche dalla 30ª edizione dello studio sulla logistica conto terzi, pubblicata nel 2026, che analizza l’evoluzione del mercato 3PL a livello internazionale.
Secondo la ricerca, l’88% delle aziende che utilizzano servizi logistici esternalizzati valuta positivamente il rapporto con il proprio fornitore. La stessa percentuale ritiene che gli operatori siano in grado di rispondere alle esigenze specifiche e alle difficoltà del business, rispetto al 69% della precedente edizione.
L’interesse per l’esternalizzazione rimane elevato: l’81% delle aziende clienti prevede di aumentare il ricorso ai fornitori logistici, anche se la quota è inferiore all’87% rilevato un anno prima.
La scelta dei partner è sempre più legata alla capacità di gestire situazioni complesse. L’81% dei clienti considera le interruzioni e la crescente complessità delle catene di approvvigionamento una motivazione fondamentale per sviluppare collaborazioni strategiche.
Il 76% indica la possibilità di ottimizzare congiuntamente i costi, mentre il 57% attribuisce particolare importanza alla trasformazione digitale e all’integrazione tecnologica. Ben il 90% considera le competenze tecnologiche del fornitore un criterio decisivo nella selezione.
Questi risultati mostrano come la capacità tecnologica e la resilienza della supply chain siano diventate elementi centrali nella valutazione dei fornitori logistici.
In un ambiente sempre più complesso, instabile e imprevedibile, la logistica è diventata una fonte essenziale di vantaggio competitivo. Oggi i clienti si aspettano dai fornitori molto più di un’esecuzione affidabile: cercano partner strategici che conoscano il loro business e contribuiscano concretamente al raggiungimento degli obiettivi.
Questo richiede la capacità di reagire in modo rapido e flessibile alle nuove esigenze, migliorare con continuità l’efficienza e la qualità operative e portare avanti l’innovazione in modo coerente. Diventa inoltre sempre più importante trasferire soluzioni già testate tra diverse attività e Paesi, riuscendo poi a estenderle all’intera organizzazione del cliente.
È su questo che vogliamo costruire il nostro vantaggio in ID Logistics. Restiamo vicini ai clienti per comprenderne le priorità, anticipare i cambiamenti e sviluppare insieme soluzioni che rendano le loro supply chain più resilienti, flessibili ed efficienti. Il nostro obiettivo è essere più di un fornitore logistico: vogliamo diventare un partner di lungo periodo per la crescita delle loro aziende.
Lo aggiunge Yann Belgy di ID Logistics Polska.
Dazi e tensioni commerciali mettono alla prova le partnership logistiche
Lo studio 3PL 2026 evidenzia anche l’importanza della capacità di adattamento di fronte all’aumento dei dazi e ai cambiamenti nelle politiche commerciali.
Questi fattori stanno spingendo le aziende a rivedere le strategie di approvvigionamento, produzione e distribuzione, aumentando il valore delle collaborazioni con operatori capaci di intervenire rapidamente.
Tra i fornitori logistici intervistati, il 33% dichiara piena fiducia nella propria capacità di reagire ai cambiamenti, il 28% si considera molto preparato e un altro 33% valuta moderato il proprio livello di preparazione.
Tra i clienti, invece, soltanto il 14% si ritiene completamente preparato ad affrontare nuovi scenari, mentre il 38% dichiara un’elevata capacità di adattamento.
Le differenze suggeriscono che gli operatori logistici percepiscono una maggiore capacità di risposta rispetto alle aziende committenti.
L’impatto delle tensioni commerciali, del resto, non si limita ai costi diretti. Le modifiche ai dazi e alle politiche di importazione possono richiedere una riorganizzazione dei flussi, dei fornitori e delle reti distributive.
In questo contesto, la capacità di garantire continuità operativa e proporre soluzioni alternative può diventare determinante nelle decisioni di rinnovo o ampliamento dei contratti.
Outsourcing logistico, il 65% prevede un’ulteriore crescita
La tendenza verso una maggiore esternalizzazione emerge anche dallo studio pubblicato a metà del 2026 da Miebach, società internazionale di consulenza specializzata in supply chain e logistica.
La ricerca ha coinvolto 362 organizzazioni, tra cui 198 aziende committenti e 164 operatori logistici.
Il 60% degli intervistati ha esternalizzato completamente le attività di trasporto, mentre il 25% ha affidato a terzi l’intera gestione del magazzino.
Esistono inoltre margini per un ulteriore ampliamento dell’outsourcing. Nel trasporto, il 12% ritiene possibile aumentare il ricorso a fornitori esterni; nel magazzinaggio, la quota raggiunge il 21%.
Le opportunità emergono anche dai progetti già individuati dalle aziende: il 34% riguarda il trasporto, il 57% il magazzinaggio e il 46% la gestione degli ordini.
Nel complesso, il 65% degli intervistati prevede un aumento delle attività logistiche esternalizzate, rispetto al 63% della precedente edizione e al 58% registrato nel 2020.
La riduzione dei costi resta una motivazione importante, ma non è l’unica. L’80% degli intervistati indica la maggiore flessibilità dei costi tra i principali vantaggi dell’esternalizzazione, mentre il 79% cita la possibilità di evitare investimenti diretti di capitale.
Seguono la concentrazione sulle competenze distintive dell’azienda, indicata dal 77%, la flessibilità operativa con il 73%, il rafforzamento delle capacità operative con il 68% e l’accesso a sinergie con il 67%.
Digitalizzazione, automazione e maggiore trasparenza delle attività stanno inoltre diventando motivazioni autonome per affidare la gestione logistica a operatori specializzati.
Una tendenza analoga emerge dalle analisi di Gartner. Secondo la società, un responsabile della supply chain su tre prevede un aumento di almeno il 10% dei budget destinati alla logistica esternalizzata nei prossimi due anni.
Nella selezione dei fornitori, oltre all’ampiezza dei servizi disponibili, assumono un peso crescente le competenze tecnologiche e la capacità di automatizzare i processi.
La logistica a valore aggiunto mostra una maggiore tenuta
Ulteriori indicazioni arrivano dall’analisi annuale di Armstrong & Associates (A&A) sul mercato globale dell’outsourcing logistico, con particolare attenzione al segmento del magazzinaggio e della distribuzione a valore aggiunto, noto come VAWD (Value-Added Warehousing and Distribution).
Il comparto comprende la gestione esternalizzata di magazzini e centri distributivi, generalmente attraverso contratti di lungo periodo, insieme a servizi aggiuntivi collegati alla movimentazione e alla preparazione delle merci.
Secondo A&A, il VAWD ha mostrato una notevole capacità di tenuta negli ultimi anni. Nel 2023 è stato l’unico grande segmento del mercato 3PL a mantenere una crescita positiva, nonostante il rallentamento complessivo del settore.
Nel 2025 i ricavi risultavano superiori del 39,1% rispetto al 2019, con un incremento del 4,7% nel solo 2025, in linea con le stime diffuse da Transport Intelligence a metà del 2026.
La crescita riflette la maggiore domanda di servizi logistici complessi, dalla gestione degli ordini dell’e-commerce alla logistica dei resi, fino all’integrazione di soluzioni tecnologiche nei magazzini.
Secondo gli analisti, le tensioni commerciali e le interruzioni delle rotte di trasporto stanno inoltre spingendo le imprese a ricercare fornitori capaci di rendere le catene di approvvigionamento più flessibili e resilienti.
La competitività della logistica si gioca sempre più sui servizi
Le ricerche di Transport Intelligence, Miebach, Gartner e Armstrong & Associates descrivono un mercato che continua a espandersi, ma nel quale la crescita dei volumi non è più l’unico indicatore di successo.
Nei mercati maturi, soprattutto in Europa, gli operatori devono affrontare una pressione crescente sui margini e rispondere a clienti che chiedono maggiore integrazione, affidabilità e capacità di adattamento.
La concorrenza sul prezzo rimane importante, ma viene affiancata da criteri più complessi: competenze tecnologiche, automazione, flessibilità operativa e disponibilità di servizi a valore aggiunto.
Per gli operatori della logistica contrattuale, la sfida sarà quindi trasformare queste capacità in risultati misurabili per i clienti, migliorando l’efficienza delle attività e contribuendo alla continuità delle loro catene di approvvigionamento.









