L’Organisation des Transporteurs Routiers Européens (OTRE), che rappresenta le piccole e medie imprese di trasporto, lancia l’allarme sugli effetti della mobilitazione degli agricoltori. Negli ultimi giorni, le proteste hanno assunto una forma particolarmente pericolosa.
In diverse regioni della Francia si sono verificati intercettazioni di veicoli refrigerati, aperture forzate di semirimorchi e distruzione delle merci trasportate. OTRE sottolinea che queste azioni si sono svolte sotto gli occhi delle forze dell’ordine, che non sono intervenute, pur essendo chiaramente illegali.

Coordunation Rurale/Facebook
Comprensione per gli agricoltori, ma non per la violenza
L’associazione dei vettori evidenzia di comprendere la difficile situazione del settore agricolo e il livello di frustrazione che accompagna le proteste. Allo stesso tempo, osserva che nessuna forma di opposizione può giustificare la violazione della proprietà altrui, la distruzione del carico o la paralisi di un settore chiave dell’economia come il trasporto su strada.
Secondo OTRE, tali azioni espongono le imprese di trasporto—già indebolite dalle condizioni di mercato—a gravi perdite finanziarie che molte aziende, soprattutto le PMI, potrebbero non essere in grado di sostenere.

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Appello a garantire la libera circolazione
OTRE torna a sollecitare le autorità affinché garantiscano la libertà di circolazione dei veicoli su tutto il territorio francese. L’organizzazione invita inoltre gli agricoltori in protesta a interrompere immediatamente i fermi dei camion, i controlli arbitrari, gli atti di vandalismo sui veicoli e la distruzione delle merci.
Secondo i vettori, lo Stato ha il dovere di proteggere sia i veicoli sia il carico trasportato, indipendentemente dalla natura delle proteste.

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Se lo Stato non risponde, serviranno risarcimenti
L’associazione non nasconde che l’assenza di una risposta efficace da parte delle autorità sta aggravando lo squilibrio economico nel settore del trasporto. OTRE avverte che se lo Stato non è in grado di garantire sicurezza e libertà di transito, il governo dovrà attivare meccanismi di compensazione per le aziende colpite dalle proteste.
Tra le soluzioni proposte, OTRE elenca:
- esenzioni da oneri fiscali e contributi sociali,
- garanzia di assenza di sanzioni per le violazioni derivanti direttamente dalle proteste,
- qualsiasi misura che impedisca alle imprese di trasporto di fallire.
L’organizzazione sottolinea che le imprese di trasporto non vogliono, ancora una volta, sostenere da sole i costi dei blocchi, come avvenuto in precedenti conflitti sociali. Nell’attuale realtà economica, tali oneri possono risultare semplicemente distruttivi per molte aziende.

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Un segnale per i vettori internazionali
Per i vettori che effettuano trasporti verso e attraverso la Francia, il messaggio di OTRE è un chiaro avvertimento. Le proteste degli agricoltori, alimentate dall’opposizione all’accordo Unione europea–Mercosur, non si limitano ai blocchi stradali ma assumono sempre più la forma di azioni dirette che prendono di mira il trasporto merci, inclusi i prodotti alimentari.
Nelle prossime settimane, la domanda chiave sarà se le autorità francesi decideranno di intervenire concretamente sul campo, oppure se il peso delle conseguenze continuerà a ricadere sulle spalle dei vettori.









