L’essenziale in breve
- Investimento da 14 milioni di euro: operativo a Novi Ligure un nuovo deposito Spinelli da 56 mila metri quadrati.
- Quasi 100 mila metri quadrati nel Basso Piemonte: il nuovo impianto si aggiunge ai 42 mila metri quadrati di Vignole Borbera.
- Scadenza a Erzelli: il 31 ottobre termina il contratto relativo a un’area genovese di circa 50 mila metri quadrati destinata ai container vuoti.
- Nuove sfide per l’autotrasporto: lo spostamento dei depositi nell’entroterra può aumentare le percorrenze, ma anche migliorare la distribuzione dei contenitori verso le imprese.
Spinelli rafforza il retroporto piemontese
Il porto di Genova cerca nuovi spazi oltre i propri confini e il Gruppo Spinelli risponde con un investimento da 14 milioni di euro a Novi Ligure, in provincia di Alessandria. È entrato in funzione un nuovo deposito per container vuoti, esteso su una superficie di 56 mila metri quadrati, destinato a sostenere le attività logistiche collegate allo scalo ligure.
L’infrastruttura si affianca al deposito di Vignole Borbera, recentemente ampliato fino a raggiungere 42 mila metri quadrati. La capacità complessiva del gruppo nel Basso Piemonte sale così a circa 100 mila metri quadrati, consolidando il ruolo dell’entroterra nella gestione dei flussi portuali.
L’operazione non rappresenta soltanto un ampliamento delle strutture logistiche. Riflette una trasformazione più profonda dell’organizzazione portuale genovese, alle prese con una progressiva riduzione delle superfici disponibili per lo stoccaggio dei container.
Genova perde spazio: il nodo dell’area di Erzelli
A rendere strategico l’investimento piemontese è anche l’imminente scadenza del contratto relativo all’area di Erzelli, a Genova, attualmente utilizzata da Spinelli per il deposito dei contenitori vuoti.
Il contratto terminerà il 31 ottobre 2026 e riguarda una superficie di circa 50 mila metri quadrati, per la quale è previsto un progetto di riconversione finalizzato alla realizzazione di un autoparco.
Nel frattempo, Società per Cornigliano ha avviato una procedura di gara per l’assegnazione di un’altra area, denominata Sot e adiacenze, estesa su circa 32 mila metri quadrati. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato al 30 ottobre.
La disponibilità di questa superficie potrebbe contribuire a mantenere una parte delle operazioni logistiche nelle vicinanze dello scalo, senza tuttavia compensare integralmente gli spazi interessati dalla riconversione di Erzelli.
Si delinea così una questione cruciale per il sistema portuale ligure: conciliare la necessità di nuovi parcheggi per i mezzi pesanti con quella di conservare aree per la movimentazione dei container. Entrambe le infrastrutture sono indispensabili per garantire l’efficienza dei trasporti e la competitività del porto.
Container vuoti, un settore strategico per l’export
La disponibilità di contenitori vuoti costituisce un elemento essenziale della catena logistica internazionale. Le imprese esportatrici devono poter accedere rapidamente ai container necessari per caricare le merci, evitando ritardi e costi aggiuntivi.
La rilevanza economica del settore emerge anche dai volumi movimentati nel sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, che comprende Genova e Savona-Vado.
Nel 2025 il traffico complessivo ha sfiorato i 3 milioni di TEU, con una crescita del 6,3% rispetto all’anno precedente. Di questi, oltre 800 mila TEU erano costituiti da container vuoti, considerando i movimenti con l’entroterra e le operazioni di trasbordo.
La gestione dei contenitori richiede superfici adeguate per lo stoccaggio, la movimentazione, la manutenzione e la successiva distribuzione verso le aziende.
«Garantiamo così la continuità dei nostri livelli di servizio e l’operatività ai volumi che movimentiamo, nonostante la progressiva contrazione nel territorio genovese degli spazi destinati ai container vuoti», ha dichiarato Mario Sommariva, presidente della capogruppo Spinelli Srl.
Novi Ligure e la crescita della logistica nell’entroterra
La scelta di Novi Ligure conferma la crescente centralità del Basso Piemonte nell’organizzazione delle attività retroportuali genovesi.
La posizione geografica, lungo i principali collegamenti tra la Liguria e le aree industriali del Nord-Ovest, favorisce la distribuzione delle merci e dei contenitori verso il sistema produttivo.
Il territorio rientra inoltre nella Zona Logistica Semplificata del Porto e Retroporto di Genova, istituita per attrarre investimenti e agevolare l’insediamento di attività economiche attraverso procedure amministrative e autorizzative semplificate.
L’obiettivo del Gruppo Spinelli non si limita alla gestione dei container vuoti. Sommariva ha infatti indicato la volontà di sviluppare ulteriormente i servizi dedicati ai container pieni e ai rotabili destinati ai traffici di importazione ed esportazione.
Questa prospettiva rafforza il modello di un porto sempre più integrato con piattaforme logistiche esterne, nelle quali concentrare attività che non richiedono necessariamente una collocazione immediatamente adiacente alle banchine.
Autotrasporto, il rischio di maggiori percorrenze
L’espansione dei depositi nell’entroterra presenta tuttavia conseguenze operative che coinvolgono direttamente le imprese di autotrasporto.
Il trasferimento dei container vuoti verso piattaforme più distanti dal porto può comportare un aumento dei chilometri percorsi per le operazioni di ritiro e riconsegna, con possibili ripercussioni sui costi del carburante, sui tempi di lavoro degli autisti e sull’utilizzo dei mezzi.
Al tempo stesso, una distribuzione efficiente dei contenitori sul territorio potrebbe generare vantaggi per le aziende esportatrici dell’entroterra, permettendo di ritirare i container in prossimità degli stabilimenti produttivi senza dover raggiungere necessariamente Genova.
Il vero fattore decisivo sarà quindi la capacità di coordinare i flussi logistici, riducendo gli spostamenti a vuoto e ottimizzando le percorrenze dei camion.
L’investimento di Spinelli a Novi Ligure rafforza la capacità operativa del sistema retroportuale piemontese, ma evidenzia anche una sfida strutturale per Genova. La competitività dello scalo dipenderà sempre più dalla capacità di integrare banchine, depositi, autoparchi e collegamenti con l’entroterra, senza trasferire inefficienze e costi aggiuntivi sulle imprese di trasporto.









