La nuova area per i trailer è operativa dalla fine di ottobre, accanto al terminal già gestito da HHLA PLT Italy, secondo quanto comunicato da Hamburger Hafen und Logistik AG (HHLA). Gli spazi sono destinati ai semirimorchi in arrivo al porto o in partenza dallo scalo.
La maggiore disponibilità dovrebbe rendere più flessibile la programmazione dei trasporti stradali e consentire al terminal di gestire in modo più ordinato l’aumento dei volumi Ro-Ro.
Perché i nuovi spazi per trailer sono importanti
Per spedizionieri e imprese di autotrasporto, il progetto rappresenta soprattutto un miglioramento operativo.
Nel traffico Ro-Ro, i semirimorchi vengono imbarcati e sbarcati attraverso le rampe delle navi. Nel trasporto non accompagnato, il semirimorchio viaggia via mare senza la motrice. Servono quindi aree dedicate in cui lasciare i mezzi in attesa dell’imbarco o del ritiro a terra.
Una maggiore capacità consente al terminal di organizzare meglio i flussi in entrata e in uscita, gestendo anche l’intervallo tra l’arrivo della nave e la prosecuzione del viaggio su strada.
Non si tratta dei tradizionali parcheggi per camion destinati agli autisti, ma di spazi operativi integrati nel sistema di movimentazione delle merci del porto.
HHLA non ha precisato se la nuova capacità porterà a una riduzione diretta dei tempi di attesa o a un incremento dei volumi movimentati.
La crescita del traffico Ro-Ro aumenta la domanda di spazio
L’apertura dell’area aggiuntiva arriva in una fase di crescita delle attività Ro-Ro nello scalo. La testata italiana AdriaPorts aveva riferito già a settembre del progetto e della prevista apertura dell’area, segnalando anche l’impiego di nuovi traghetti operati da Grimaldi.
Per Trieste, il progetto ha una rilevanza strategica. Situato all’estremità settentrionale dell’Adriatico, il porto è un punto di transito fondamentale per le merci tra il Mediterraneo e i mercati dell’Europa centrale.
Per gli operatori della logistica internazionale, tuttavia, la disponibilità di spazio sulle navi non è l’unico elemento da considerare. Dopo lo sbarco, le merci devono poter proseguire rapidamente e con affidabilità verso l’entroterra, su strada o ferrovia.
Strada e ferrovia ampliano il raggio d’azione di Trieste
HHLA PLT Italy gestisce a Trieste un terminal multipurpose per container, traffico Ro-Ro e merci varie. La struttura dispone di un collegamento ferroviario interno con quattro binari, lunghi ciascuno circa 300 metri, ed è integrata nella rete intermodale europea gestita da METRANS, società del gruppo HHLA.
I collegamenti ferroviari passano per Tarvisio, al confine tra Italia e Austria, e per Villa Opicina, vicino alla frontiera slovena, offrendo accesso ai mercati dell’Europa centrale e orientale.
A giugno 2026 è stato inoltre inaugurato un servizio ferroviario tra il terminal HHLA e il centro logistico di Cervignano del Friuli. Secondo AdriaPorts, il collegamento era stato inizialmente programmato con quattro movimentazioni settimanali: due treni in arrivo e due in partenza.
La tratta è pensata in particolare per sostenere il traffico Ro-Ro e collegare in modo più efficace le catene logistiche che fanno capo al porto ai servizi ferroviari diretti verso l’Europa centrale.
La nuova area per i trailer va quindi considerata nel quadro di un investimento più ampio sulle infrastrutture di movimentazione e sui collegamenti con l’entroterra, non come un intervento isolato.
Da acciaieria a terminal logistico
Per i nuovi spazi destinati ai trailer, HHLA PLT Italy sta utilizzando circa 37.000 metri quadrati dell’ex acciaieria di Servola. L’impianto siderurgico ha cessato l’attività nel 2020 e successivamente è iniziata la fase di smantellamento. Ora l’area viene progressivamente riconvertita e integrata nelle attività portuali.
Il lotto appena aperto è il primo dell’ex sito industriale a entrare in funzione.
I piani di lungo periodo sono molto più ambiziosi e prevedono l’ampliamento del Molo VIII con nuovi ormeggi per navi portacontainer e navi Ro-Ro, oltre al potenziamento dei collegamenti stradali e ferroviari. Il progetto infrastrutturale comprende anche una nuova stazione ferroviaria a Servola.
Gli spazi per i trailer costituiscono quindi il primo intervento operativo di una trasformazione più ampia dell’area portuale.
Più spazio non basta: serve anche un coordinamento digitale
L’aumento delle superfici per la movimentazione e lo stoccaggio rende ancora più importante coordinare con precisione i flussi di merce. La capacità di un terminal non dipende soltanto dal numero di trailer che può ospitare, ma anche dalla rapidità con cui i mezzi si spostano tra navi, aree di sosta, strade e ferrovie.
Un esempio dal sistema portuale italiano mostra il contributo che può offrire la tecnologia digitale in questo ambito.
In un articolo ospite pubblicato su Trans.info, il dottor Barry Norton di Milestone Systems ha illustrato l’impiego della tecnologia video nel porto di Livorno per analizzare il traffico e i movimenti. I dati raccolti dalle telecamere non servono solo alla sicurezza e al monitoraggio, ma vengono utilizzati sempre più anche per la gestione quotidiana delle operazioni portuali.
Soluzioni di questo tipo possono aiutare gli operatori a individuare più rapidamente i colli di bottiglia e a rendere più trasparenti i processi di movimentazione. HHLA non ha indicato se sistemi analoghi saranno adottati nella nuova area per trailer di Trieste.
Il progetto triestino mette in evidenza una sfida comune alla logistica portuale: quando i volumi aumentano, la capacità fisica e il controllo operativo devono crescere di pari passo.
Approfondimento: I porti come centri dati: come la tecnologia video sta cambiando le operazioni – l’articolo del dottor Barry Norton propone esempi pratici dal porto italiano di Livorno.









