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A14: investimenti in corso, cresce il malcontento dell’autotrasporto

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La A14 torna al centro del dibattito nazionale: mentre il Ministero delle Infrastrutture annuncia la conclusione imminente di alcuni cantieri, le imprese dell’autotrasporto denunciano una situazione ormai critica sotto il profilo economico e operativo.

Durante un intervento alla Camera, il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha confermato un piano di lavori da 441 milioni di euro destinato alla messa in sicurezza e all’ammodernamento della rete autostradale lungo l’Adriatico. Gli interventi riguardano in particolare l’adeguamento delle gallerie e il miglioramento degli standard di sicurezza, con 187 milioni già spesi entro il 2025 e ulteriori 115 milioni previsti per il 2026.

Il tratto Pedaso–Grottammare, tra i più problematici per la viabilità marchigiana, è sotto osservazione speciale: secondo il Ministro, la conclusione dei lavori in questa tratta è attesa entro febbraio, con l’obiettivo di fluidificare il traffico e ridurre i disagi per utenti privati e professionisti.

L’impatto economico sul trasporto merci

Se da un lato il governo parla di “investimenti strategici”, dall’altro crescono le critiche del mondo dell’autotrasporto. Le imprese segnalano un incremento significativo dei costi di esercizio, dovuto ai pedaggi elevati, all’aumento dei tempi di percorrenza e all’incertezza logistica causata dai cantieri. Le associazioni di categoria denunciano un quadro divenuto insostenibile, soprattutto per le piccole e medie imprese del settore.

Secondo le imprese, i ritardi sistematici e le riduzioni di carreggiata compromettono la puntualità delle consegne e l’organizzazione dei turni di guida, generando un effetto a catena su tutta la filiera. “La A14 è oggi più un freno alla competitività che un’infrastruttura al servizio dell’economia”, si legge in una delle dichiarazioni raccolte sul territorio.

Richiesta di confronto e sostegno concreto

Da parte del Ministero si continua a ribadire la necessità e l’urgenza degli interventi, anche alla luce degli standard di sicurezza richiesti. Tuttavia, dalle imprese arriva una richiesta chiara: avviare un confronto strutturato tra istituzioni e operatori del trasporto, per definire misure compensative o correttive che permettano di gestire meglio l’impatto dei lavori sull’economia reale.

Il settore chiede maggiore attenzione alla sostenibilità economica delle attività quotidiane, in un contesto già segnato dal caro carburante e dalla scarsità di personale qualificato. Con l’infrastruttura che resta vitale per i flussi logistici lungo la dorsale adriatica, la sfida sarà trovare un equilibrio tra ammodernamento e operatività.

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