Il tribunale commerciale di Turnhout ha dichiarato l’azienda fallita questa settimana, mentre i media locali riferiscono che sono coinvolte due distinte entità giuridiche operative nella zona industriale Hoge Mauw di Arendonk.
In una dichiarazione ripresa dai media di settore in lingua olandese, BTB-ABVV ha affermato che ancora una volta gli autisti vengono lasciati esposti, sostenendo che il personale è rimasto tre mesi senza stipendio. Il sindacato ha sostenuto che le gare d’appalto nel trasporto vengono decise “quasi esclusivamente” sul prezzo, spingendo le tariffe a livelli che, a suo avviso, rendono sempre più difficile rispettare gli obblighi in materia di salari e contributi sociali.
Il sindacato ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo dei grandi clienti nel plasmare i comportamenti del mercato. Ha dichiarato che Van Steenbergen ha svolto attività per importanti committenti, tra cui Nike e ArcelorMittal, e ha sostenuto che l’assegnazione di contratti su offerte “oggettivamente troppo basse” non dovrebbe essere considerata una scelta di approvvigionamento neutrale.
Il caso ha riacceso l’attenzione sulle pratiche che i sindacati e le autorità belghe hanno in precedenza associato al “social dumping”. L’emittente locale RTV ha riferito che la polizia federale ha effettuato un blitz circa cinque anni fa, collegato ad accuse secondo cui gli autisti lavoravano con paghe molto basse e che una quota significativa di camion era immatricolata all’estero — un’evoluzione che l’azienda ha poi descritto come “l’inizio della fine”.
BTB-ABVV sta utilizzando il fallimento per chiedere controlli più rigorosi e una responsabilità più chiara lungo la catena contrattuale. Ha invocato interventi contro le pratiche di gara che, a suo dire, deprimono strutturalmente i prezzi; l’applicazione delle norme belghe che, secondo il sindacato, vietano servizi di trasporto con prezzi “troppo bassi”; la trasformazione in obbligatorio dell’orientamento tariffario annuale prodotto dall’Institute for Transport and Logistics Belgium (ITLB); e limiti alle catene di subappalto, insieme a una responsabilità solidale più forte per i committenti principali in caso di violazioni.
Bruxelles valuta limiti alle catene di subappalto
La controversia messa in evidenza dal collasso di Van Steenbergen si sta sviluppando in parallelo a Bruxelles, dove il Parlamento europeo ha sollecitato la Commissione europea a redigere norme valide in tutta l’UE per rafforzare la vigilanza sul subappalto e sull’intermediazione di manodopera.
In una votazione a Strasburgo all’inizio di questo mese, gli eurodeputati hanno sostenuto una relazione che chiede una direttiva per limitare lo sfruttamento dei lavoratori nell’ambito del previsto Quality Jobs Act della Commissione. Il documento sostiene che catene di subappalto estese possono offuscare le responsabilità e contribuire a salari più bassi, condizioni di sicurezza peggiori e un’occupazione meno stabile — dinamiche che segnala nei settori “ad alto rischio”, compresi i trasporti, secondo quanto riportato da Trans.info in un articolo pubblicato il 13 febbraio 2026.
La relazione del Parlamento indica una serie di possibili misure: licenze a livello UE per gli intermediari del lavoro, un divieto di addebitare commissioni ai lavoratori e la responsabilità solidale per salari e contributi sociali lungo l’intera catena di subappalto. Chiede inoltre una cooperazione più stretta tra l’Autorità europea del lavoro, Europol e gli organismi nazionali di controllo.
L’iniziativa ha messo in luce una linea di frattura nell’economia del trasporto su strada. I sostenitori — tra cui i sindacati e alcune organizzazioni dell’autotrasporto — sostengono che la contrattualizzazione su più livelli accelera il calo delle tariffe di trasporto, indebolisce la posizione negoziale dei piccoli vettori e crea incentivi ad aggirare le norme fiscali e di assicurazione sociale. I critici del settore avvertono che limiti per legge al subappalto potrebbero interferire con la libertà di prestare servizi, spingere il mercato verso la concentrazione e aumentare gli oneri amministrativi, soprattutto se la responsabilità viene estesa lungo la catena fino ai committenti principali, che affermano di non avere un controllo pratico su reti di fornitura complesse.
Per ora, la posizione del Parlamento è politica più che legislativa. Ma aumenta la pressione sulla Commissione affinché decida se proporre nuove norme — oppure sostenere che un’applicazione più rigorosa dei quadri nazionali e UE già esistenti sia la strada più credibile.
In una dichiarazione ripresa dai media di settore in lingua olandese, BTB-ABVV ha affermato che ancora una volta gli autisti vengono lasciati esposti, sostenendo che il personale è rimasto tre mesi senza stipendio. Il sindacato ha sostenuto che le gare d’appalto nel trasporto vengono decise “quasi esclusivamente” sul prezzo, spingendo le tariffe a livelli che, a suo avviso, rendono sempre più difficile rispettare gli obblighi in materia di salari e contributi sociali.











