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Autotrasporto, revocato il fermo nazionale: dal Governo 300 milioni e misure urgenti sui carburanti

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Il fermo nazionale dell’autotrasporto previsto dal 25 al 29 maggio è stato sospeso dopo l’intesa raggiunta nella serata di venerdì a Palazzo Chigi tra il Governo e UNATRAS, il coordinamento che riunisce le principali associazioni del settore.

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Sul tavolo, la crisi provocata dall’aumento eccezionale dei carburanti e il rischio di un blocco della logistica con pesanti ripercussioni sulla filiera produttiva e distributiva del Paese.

L’accordo è arrivato al termine di un confronto definito “approfondito e costruttivo” dalle organizzazioni dell’autotrasporto. A convincere le associazioni a sospendere la mobilitazione sono stati alcuni interventi economici che l’Esecutivo si è impegnato a inserire nel decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri nella stessa serata.

I risultati raggiunti

  • Credito d’imposta da circa 300 milioni di euro per le imprese dell’autotrasporto.
  • Rimborso delle accise trimestrali entro 30 giorni dalla domanda.
  • Possibilità di rateizzare il pagamento delle imposte aziendali.
  • Avvio di un tavolo permanente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
  • Ricostituzione della Consulta generale dell’autotrasporto e della logistica.
  • Sospensione del fermo nazionale dei servizi previsto dal 25 al 29 maggio.

Le misure economiche per il settore

Tra le misure annunciate figura innanzitutto un credito d’imposta da circa 300 milioni di euro destinato alle imprese del comparto. Prevista inoltre la compensazione del rimborso trimestrale delle accise entro 30 giorni dalla presentazione della domanda e la possibilità di dilazionare il pagamento delle imposte aziendali, interventi richiesti da tempo dalle associazioni di categoria per sostenere la liquidità delle aziende.

Tavolo permanente e Consulta della logistica

Accanto alle misure economiche, l’intesa prevede anche l’avvio immediato di un tavolo permanente presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per affrontare le criticità normative del settore e la ricostituzione della Consulta generale dell’autotrasporto e della logistica, organismo che dovrà contribuire alla definizione delle future politiche del comparto.

La posizione delle associazioni

Confartigianato Trasporti, presente all’incontro con il presidente Claudio Riva e il segretario nazionale Sergio Lo Monte, ha parlato di “intesa cruciale” per il settore, sottolineando come la sospensione del fermo rappresenti “un forte gesto di responsabilità verso il Paese e l’economia nazionale” per garantire la continuità dei servizi logistici. L’associazione ha però precisato che continuerà a monitorare l’attuazione concreta dei provvedimenti annunciati dal Governo.

Anche UNATRAS, pur esprimendo soddisfazione per il risultato ottenuto, ha ribadito la necessità di mantenere aperto il confronto con le istituzioni. Secondo il coordinamento, la decisione di sospendere il fermo nasce dalla consapevolezza della necessità di evitare ulteriori tensioni sul sistema economico nazionale e assicurare continuità ai servizi di trasporto e logistica.

Un settore strategico ma sempre più fragile

La crisi dell’autotrasporto si inserisce in un contesto già segnato da profonde difficoltà strutturali. Secondo dati riportati da radionorba.it, in Italia circolano quasi 741.500 mezzi pesanti con massa superiore a 3,5 tonnellate. La quota maggiore è concentrata nel Mezzogiorno, con oltre 318 mila veicoli, davanti a Nord-Ovest, Nord-Est e Centro. A livello regionale, la Lombardia guida la classifica con più di 91 mila mezzi, seguita da Campania e Sicilia.

A pesare sui bilanci delle imprese non è soltanto il costo del diesel, ma soprattutto il forte squilibrio tra uscite e incassi. Le aziende di trasporto devono sostenere immediatamente spese elevate — carburante, pedaggi, manutenzione, assicurazioni e personale — mentre i pagamenti delle fatture arrivano spesso dopo 90 o addirittura 120 giorni. In un comparto caratterizzato da margini ridotti, anche un aumento del carburante o un ritardo nei pagamenti può compromettere la sostenibilità economica delle imprese.

Negli ultimi dieci anni il settore ha inoltre registrato una significativa contrazione. Le imprese attive di autotrasporto sono passate da 86.590 nel 2015 a 67.349 nel 2025, con una riduzione del 22,2%. Le flessioni più marcate si sono registrate in Valle d’Aosta, Marche, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. In controtendenza il Trentino-Alto Adige, unica regione con saldo positivo. Sul fronte territoriale, Napoli resta la provincia con il maggior numero di imprese attive, davanti a Milano, Roma, Torino e Salerno.

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