Polizia di Anversa

Belgio, controlli sui riposi settimanali: oltre 56 mila euro di sanzioni

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Il Belgio torna a intensificare i controlli sul rispetto delle norme europee in materia di riposo settimanale regolare degli autotrasportatori. Nell’ambito della terza operazione transfrontaliera PUKHUS, coordinata tra diverse autorità europee dei trasporti, le pattuglie hanno accertato decine di irregolarità e irrogato sanzioni per oltre 56 mila euro.

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L’operazione si è svolta nella serata di domenica 13 maggio 2026 e, a differenza delle precedenti, non si è concentrata esclusivamente nell’area portuale di Anversa. I controlli hanno interessato anche zone industriali e arterie interne sotto la giurisdizione della polizia locale.

Sono stati fermati cinquanta mezzi pesanti. Ventiquattro conducenti stavano effettuando il riposo settimanale regolare all’interno della cabina del veicolo, in violazione del Regolamento (CE) 561/2006, che vieta espressamente di trascorrere in cabina la pausa di almeno 45 ore. Le sanzioni sono state irrogate sul posto.

Oltre alle violazioni relative ai tempi di riposo, sono emersi ulteriori illeciti: due conducenti erano privi di patente valida e un altro guidava senza aver inserito la carta del conducente nel tachigrafo.

Parallelamente, l’ispettorato del lavoro belga ha avviato tre indagini per sospetto dumping sociale, tema centrale nel dibattito europeo sull’autotrasporto internazionale.

Il quadro normativo europeo

Il divieto di effettuare il riposo settimanale regolare in cabina ha trovato una conferma decisiva nella sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del dicembre 2017, relativa al caso del vettore belga Vaditrans. La Corte ha chiarito che il riposo di 45 ore deve essere effettuato in una sistemazione adeguata, messa a disposizione dal datore di lavoro e dotata di servizi idonei.

Il principio è stato successivamente recepito in modo esplicito nel quadro normativo europeo, rafforzando l’obbligo per le imprese di garantire condizioni di riposo conformi agli standard previsti.

Sanzioni variabili in Europa

Le sanzioni per la violazione del divieto variano sensibilmente tra gli Stati membri.

In Belgio la multa prevista è pari a 1.800 euro, con possibilità di fermo del veicolo fino al pagamento.

In Germania il sistema è parametrato su base oraria: fino a 60 euro per ogni ora di riposo irregolare a carico del conducente e fino a 180 euro per ora a carico dell’impresa. Per un riposo completo di 45 ore, l’esborso può superare complessivamente gli 8 mila euro per il vettore.

Particolarmente severa la Francia, dove il codice dei trasporti prevede sanzioni fino a 30 mila euro e, nei casi più gravi, anche la pena detentiva fino a un anno, oltre a ulteriori sanzioni amministrative.

Anche in Spagna, da febbraio, l’infrazione è equiparata alla violazione dell’obbligo di riposo settimanale, con multe comprese tra 1.001 e 2.000 euro.

Il nodo infrastrutturale: carenza di parcheggi sicuri

L’intensificazione dei controlli si inserisce in un contesto più ampio. Secondo un recente rapporto della Commissione europea sui parcheggi sicuri per mezzi pesanti, nell’Unione si registra un deficit stimato di circa 390 mila stalli protetti, che potrebbe salire a 483 mila entro il 2040.

La carenza infrastrutturale riguarda in particolare Paesi chiave per il traffico internazionale — tra cui Belgio, Francia, Germania, Italia e Spagna — dove le difficoltà nel reperire aree di sosta certificate e strutture ricettive adeguate incidono concretamente sull’organizzazione operativa delle imprese di autotrasporto.

Nel documento europeo si ipotizza anche l’apertura di un confronto sulla possibilità di consentire il riposo settimanale regolare in cabina esclusivamente in parcheggi ad alto livello di sicurezza (certificazioni “gold” o “platinum”). La proposta ha suscitato critiche da parte delle organizzazioni sindacali europee, secondo cui la cabina non può sostituire condizioni di riposo adeguate e dignitose.

Più controlli, maggiori rischi operativi per il trasporto internazionale

L’operazione belga conferma una tendenza ormai consolidata: i controlli non si limitano più alla verifica dei dati del tachigrafo, ma si estendono alle condizioni effettive di riposo degli autisti. Per le imprese impegnate sulle rotte internazionali — in particolare lungo gli assi che attraversano Belgio, Francia e Germania — il rischio sanzionatorio è in crescita.

In assenza di un potenziamento significativo delle infrastrutture, il tema del riposo settimanale regolare continua così a rappresentare uno dei punti più critici del Pacchetto Mobilità, con implicazioni dirette sui costi operativi, sulla pianificazione logistica e sulla competitività del settore europeo dell’autotrasporto.

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