Gendarmerie del Doubs – GGD25

100 litri al minuto. I gendarmi hanno arrestato dei ladri che utilizzavano un sistema speciale per rubare carburante

Puoi leggere questo articolo in 4 minuti

Un furto di carburante eseguito in pochi minuti, grazie a una pompa nascosta sotto un camion e azionata a distanza: è quanto contestato dalle autorità francesi a un gruppo fermato nel dipartimento del Doubs.

Dietro questo testo c'è una persona, non un'intelligenza artificiale. Questo materiale è stato interamente preparato dal redattore, utilizzando la sua conoscenza ed esperienza.

Secondo la gendarmerie, il dispositivo installato sotto il veicolo dei sospettati era in grado di trasferire fino a 100 litri di gasolio al minuto. Prima dell’intervento delle forze dell’ordine, sarebbero stati sottratti circa 150 litri dal serbatoio di un altro mezzo pesante.

L’operazione è scattata il 28 maggio 2026, dopo la segnalazione di un autista che aveva notato movimenti anomali attorno al proprio camion. La chiamata al numero di emergenza ha consentito alle pattuglie del PMO Villars-sous-Écot e del DSIR EDCF25 di individuare rapidamente il veicolo sospetto.

Tecniche sempre più sofisticate

Le autorità riferiscono che la pompa era attivabile tramite radiocomando e progettata per operare in tempi estremamente rapidi. Secondo gli inquirenti, il sistema avrebbe potuto consentire il trasferimento di carburante anche con i veicoli in movimento, elemento che segnala un livello crescente di pianificazione tecnica.

Il caso si inserisce in un fenomeno più ampio che negli ultimi mesi ha colpito il trasporto stradale europeo. I furti di carburante non sono più episodi sporadici, ma sempre più spesso risultano riconducibili a azioni organizzate e dotate di attrezzature specialistiche.

Un fenomeno in crescita in Europa

Secondo Transport en Logistiek Vlaanderen (TLV), un’azienda su cinque in Belgio ha registrato un aumento dei furti di carburante e, nel solo aprile 2026, sarebbero stati sottratti oltre 10 mila litri di gasolio.

Episodi analoghi sono stati segnalati anche in Germania: nel marzo 2026, nell’area di sosta Grüner Winkel vicino a Euskirchen, circa 1.600 litri sono stati rubati da due camion mentre gli autisti dormivano in cabina.

In Francia, l’operatore Transports Quincé ha dichiarato perdite per oltre 13.800 litri nel 2025 e ulteriori 5.200 litri nel solo gennaio 2026, per un valore stimato di 6.750 euro.

L’aumento dei prezzi del carburante, unito alle tensioni geopolitiche, ha reso il gasolio un obiettivo economicamente più attrattivo per la criminalità.

Impatti economici e assicurativi

Le conseguenze per le imprese non si limitano al carburante sottratto. Oltre alla perdita diretta, le aziende devono affrontare costi per serbatoi danneggiati, recupero dei mezzi, fermo tecnico e ritardi nelle consegne.

Un elemento critico riguarda la copertura assicurativa: spesso rimborsa i danni materiali al veicolo, ma non sempre copre integralmente il valore del carburante rubato.

Il risultato è una pressione crescente sui margini già ridotti del settore. La sicurezza operativa diventa così un fattore competitivo, non solo un tema di ordine pubblico.

Un rischio per le catene di fornitura

Le associazioni di categoria sottolineano che il fenomeno non rappresenta più una somma di episodi isolati. L’evoluzione delle tecniche impiegate indica una maggiore strutturazione delle attività criminali, con potenziali ricadute sulla continuità delle consegne e sull’affidabilità delle supply chain europee.

Il caso del Doubs evidenzia come il contrasto ai furti di carburante richieda cooperazione tra autisti, imprese e autorità. In un contesto di logistica sempre più integrata e interconnessa, la vulnerabilità dei mezzi lungo le tratte internazionali si traduce in un rischio sistemico per l’intero settore.

Tags:

Leggi anche