Punti chiave:
- H2Accelerate propone un «Meccanismo di certezza della parità del TCO» per i camion a idrogeno.
- La misura coprirebbe soltanto il divario residuo dopo l’applicazione degli incentivi esistenti, delle esenzioni dai pedaggi e dei crediti per i carburanti.
- Il sostegno sarebbe legato ai consumi di idrogeno o ai chilometri percorsi, oppure sarebbe erogato attraverso un contratto per differenza.
- Il programma sarebbe destinato ai camion a zero emissioni da 30 tonnellate in su, appartenenti alla categoria N3, e ai corridoi transfrontalieri.
- H2Accelerate chiede di inserire il meccanismo nel prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’UE, relativo al periodo 2028-2034.
Pagare i chilometri, non i camion
Nella proposta pubblicata il 20 ottobre, H2Accelerate descrive un sostegno operativo temporaneo, assegnato tramite gare competitive. L’obiettivo è fare in modo che, per tutta la vita economica del veicolo, il costo totale di acquisto e gestione di un camion a idrogeno sia paragonabile a quello di un camion diesel.
La differenza rispetto agli incentivi all’acquisto oggi disponibili è sostanziale: il sostegno verrebbe erogato mentre il mezzo è effettivamente operativo. H2Accelerate indica tre possibili formule:
- un pagamento per ogni chilogrammo di idrogeno consumato;
- un pagamento per ogni chilometro percorso;
- un contratto per differenza con importo variabile.
Secondo il gruppo, questo approccio incentiverebbe l’impiego effettivo dei veicoli e collegherebbe direttamente la spesa pubblica alla riduzione delle emissioni.
Solo il divario residuo
Il nuovo meccanismo non sostituirebbe le misure già disponibili, ma si aggiungerebbe agli incentivi nazionali, alle esenzioni dai pedaggi, ai crediti per i carburanti rinnovabili previsti dalla RED III e al futuro prezzo del carbonio dell’ETS2. L’intervento europeo coprirebbe esclusivamente la somma ancora necessaria per raggiungere la parità economica con il diesel.
Nei Paesi in cui le politiche nazionali rendono già competitivi i camion a idrogeno — la Germania sarebbe vicina a questa situazione, secondo H2Accelerate — il contributo europeo potrebbe quindi essere minimo o addirittura nullo. La misura fornirebbe inoltre una tutela nel caso di una riduzione degli incentivi o di un calo del valore dei crediti.
Il modello si baserebbe su alcuni principi:
- concentrarsi sui camion a zero emissioni da 30 tonnellate in su;
- utilizzare gare competitive per garantire il miglior impiego delle risorse pubbliche;
- sostenere le operazioni transfrontaliere lungo i corridoi europei;
- organizzare cicli regolari di finanziamento, riducendo progressivamente il sostegno man mano che il mercato matura.
«La certezza che il modello economico regga»
Per Charles Cambournac, managing director di Hyundai Hydrogen Mobility Germany, la principale difficoltà per gli operatori di flotte consiste nell’avere la certezza che il modello economico resti valido per tutta la vita utile del veicolo.
Hannah Bryson-Jones, portavoce di H2Accelerate, ha spiegato: «Il tassello finale consiste nel garantire la stabilità di lungo periodo necessaria affinché i clienti possano investire su larga scala».
La proposta è il terzo e ultimo documento della serie di raccomandazioni politiche pubblicate dal gruppo. I membri di H2Accelerate sono Daimler Truck, Linde, Hyundai Hydrogen Mobility, TEAL Mobility, TotalEnergies e Volvo Group.
Perché i costruttori insistono proprio ora
I produttori di camion devono rispettare gli obiettivi dell’UE per la riduzione delle emissioni di CO2 dei nuovi veicoli pesanti: una riduzione del 45% entro il 2030, del 65% entro il 2035 e del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 2019. I camion elettrici a batteria stanno raccogliendo la maggior parte degli ordini iniziali, ma i costruttori considerano l’idrogeno una soluzione adatta ai trasporti sulle lunghe distanze e alle attività più gravose.
La Germania sta già diventando un banco di prova per il trasporto pesante a idrogeno su larga scala. Daimler Truck ha inoltre indicato una tabella di marcia per la consegna di 100 camion a idrogeno ai clienti. Nel 2024, H2Accelerate aveva già chiesto incentivi in grado di rendere questi veicoli competitivi rispetto ai mezzi diesel.
Cosa cambia per le imprese di autotrasporto
Per le aziende di trasporto, il principale ostacolo non è soltanto tecnologico, ma anche economico. Un camion a idrogeno costa di più all’acquisto, le stazioni di rifornimento sono ancora poco numerose e il prezzo dell’idrogeno resta difficile da prevedere. Una garanzia di costi pari a quelli di un mezzo diesel trasferirebbe una parte consistente di questo rischio sul bilancio pubblico.
L’eventuale introduzione del meccanismo dipenderà dai negoziati sul prossimo bilancio pluriennale dell’UE. Nel frattempo, gli operatori interessati all’idrogeno dovranno fare affidamento sugli strumenti nazionali, sulle esenzioni dai pedaggi e sui crediti per i carburanti: misure che possono cambiare nel tempo.









