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Camion elettrici: fino al 90% della domanda di ricarica nel 10% dei siti

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La domanda di ricarica dei camion elettrici in Europa potrebbe concentrarsi in un numero limitato di aree: secondo uno studio di Fraunhofer ISI e dell’International Council on Clean Transportation (ICCT), i siti con i maggiori fabbisogni, pari al 10% del totale, potrebbero assorbire fino al 90% dell’energia richiesta. L’Italia figura tra i Paesi con la domanda complessiva più elevata. Per pianificare le infrastrutture, però, sarà decisivo individuare i corridoi merci e i poli logistici dove i consumi si concentreranno.

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L’essenziale in breve

  • Nello scenario di elettrificazione moderata, la domanda europea raggiungerebbe circa 100 TWh annui nel 2035 e 200 TWh nel 2045.
  • I maggiori fabbisogni si concentrerebbero lungo i corridoi merci, presso gli svincoli autostradali e nelle aree industriali e logistiche.
  • La ricarica nei depositi coprirebbe oltre il 70–80% dell’energia richiesta nella maggior parte dei Paesi e degli scenari.
  • Gli autori chiedono di anticipare gli investimenti sulla rete elettrica nelle aree in cui la domanda prevista è più elevata.

Italia tra i mercati con i maggiori fabbisogni

Lo studio analizza dove e quando i camion elettrici a batteria potrebbero aver bisogno di energia nell’Unione europea, in Norvegia, in Svizzera e nel Regno Unito fino al 2045.

Nello scenario di elettrificazione moderata adottato dai ricercatori, che presuppone politiche favorevoli alla diffusione di questi veicoli, il fabbisogno annuo per la ricarica raggiungerebbe circa 100 TWh nel 2035, per poi salire a circa 200 TWh nel 2045. Si tratta di proiezioni legate alle ipotesi dello scenario, non di consumi già acquisiti.

Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia figurano tra i Paesi con i maggiori fabbisogni assoluti, per le dimensioni dei rispettivi mercati del trasporto merci. Anche all’interno di ciascun Paese, tuttavia, la domanda non si distribuirà in modo uniforme: tenderà a concentrarsi lungo le principali direttrici del traffico pesante, presso gli svincoli autostradali e nei poli industriali e logistici.

In molti Paesi, l’1% delle aree geografiche analizzate con la domanda più elevata rappresenta circa un quarto o un terzo dell’energia complessivamente richiesta. Secondo Fraunhofer ISI, dare priorità al 10% dei siti con i maggiori fabbisogni potrebbe consentire di coprire fino al 90% della domanda totale.

Steffen Link, ricercatore di Fraunhofer ISI e primo autore del rapporto, osserva che questa concentrazione rende necessario orientare la pianificazione delle infrastrutture e della rete verso le aree in cui la domanda attesa risulta più consistente e più certa.

La maggior parte dell’energia arriverà dai depositi

Nonostante l’attenzione crescente per le stazioni autostradali con potenze di ricarica nell’ordine dei megawatt, lo studio prevede che i depositi resteranno il principale luogo di ricarica dei camion elettrici.

Nella maggior parte dei Paesi e degli scenari, la ricarica in deposito rappresenterebbe oltre il 70–80% del fabbisogno energetico totale. Una quota rilevante deriverebbe dai veicoli impiegati nei trasporti regionali, che rientrano abitualmente alla base.

La ricarica pubblica lungo il percorso assumerebbe invece un ruolo particolarmente importante per il lungo raggio e nei Paesi attraversati da consistenti flussi di transito internazionale. In alcuni Stati di piccole dimensioni con un’elevata incidenza di questi traffici, potrebbe coprire il 30–50% dell’energia richiesta dai camion.

Le differenze suggeriscono che non esista un unico modello infrastrutturale valido per tutta l’Europa. Un mercato caratterizzato soprattutto da trasporti regionali con rientro in deposito avrà esigenze diverse da quelle di un Paese attraversato da grandi corridoi internazionali. Il rapporto invita quindi a calibrare gli interventi sulle attività di trasporto, sulla composizione delle flotte e sulla geografia dei singoli mercati.

Potenziare la rete prima che arrivino le richieste

Per i gestori delle reti elettriche e le amministrazioni, la distribuzione geografica della domanda potrebbe diventare uno strumento per stabilire le priorità di investimento.

Gli autori rilevano che lo sviluppo della rete prende spesso avvio soltanto dopo la presentazione delle richieste di connessione. La costruzione di nuove sottostazioni o gli interventi di potenziamento più consistenti possono però richiedere tempi molto più lunghi rispetto all’introduzione dei veicoli e all’installazione dei punti di ricarica.

Da qui la proposta di anticipare gli investimenti nelle aree a maggiore domanda prevista. Individuare per tempo i poli di ricarica più rilevanti consentirebbe di preparare la rete prima che la disponibilità di potenza diventi un ostacolo alla diffusione dei camion elettrici.

Un modello che indica anche quando servirà l’elettricità

L’analisi utilizza un nuovo modello denominato VESUVIO, acronimo di Vehicle Energy Systems Utilizing Visualized Infrastructure Overlays. Il sistema distingue diversi impieghi dei camion, tra cui il trasporto regionale e quello a lungo raggio.

Le attività regionali sono generalmente modellate come viaggi con rientro in deposito. Per il lungo raggio, invece, il modello considera sia la ricarica alla base sia quella presso infrastrutture pubbliche lungo le principali rotte merci.

I ricercatori hanno combinato modelli del trasporto merci, statistiche nazionali, composizione delle flotte, ipotesi sulla diffusione dei camion elettrici, caratteristiche dei viaggi e comportamenti di ricarica.

La domanda è stata distribuita su una griglia di celle esagonali che copre l’area europea analizzata. Ogni cella rappresenta circa 250 chilometri quadrati, con dimensioni indicative di 17 per 20 chilometri. Questa suddivisione permette di individuare corridoi, aree logistiche e concentrazioni urbane o industriali che le sole medie nazionali non mostrerebbero.

Il modello calcola inoltre il fabbisogno a intervalli di 15 minuti durante una settimana rappresentativa. I profili ottenuti indicano quindi non soltanto dove servirà energia, ma anche quando potrebbero verificarsi i picchi di ricarica.

Il lavoro pubblicato riguarda la fase di modellazione della domanda. La fase successiva del progetto prevede il confronto con la capacità disponibile della rete, a livello di sottostazione, in alcune regioni selezionate: un passaggio necessario per individuare dove saranno richiesti interventi di potenziamento.

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