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Container persi in mare: nel 2025 oltre il doppio rispetto all’anno precedente, ma il fenomeno resta raro

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Nel 2025 il numero di container persi in mare è aumentato in modo significativo, spingendo il World Shipping Council (WSC) a richiamare l'attenzione sull'importanza di una corretta dichiarazione del carico e del rispetto degli standard di imballaggio. Secondo l'ultimo report Containers Lost at Sea, pubblicato a giugno 2026, le perdite hanno raggiunto 1.478 container, più del doppio rispetto all'anno precedente.

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Il rapporto prende in esame circa 280 milioni di container movimentati a livello globale. In termini relativi, le perdite rappresentano appena lo 0,0005% del traffico complessivo, confermando che si tratta di un evento raro. L’aumento registrato nel 2025, sottolinea tuttavia il WSC, non segnala un peggioramento strutturale della sicurezza del trasporto marittimo, ma riflette soprattutto l’impatto di pochi incidenti di eccezionale gravità.

In sintesi

  • Nel 2025 sono andati persi in mare 1.478 container, oltre il doppio rispetto al 2024.
  • Un unico incidente ha rappresentato circa il 43% delle perdite complessive.
  • Sono stati recuperati 128 container, il valore più elevato registrato finora dal WSC.
  • Tra le principali cause figurano condizioni meteorologiche estreme, incendi, spostamenti del carico e collassi delle pile di container.
  • Il WSC richiama tutta la filiera alla corretta dichiarazione della merce e del peso, elementi essenziali per la sicurezza della navigazione.

Pochi incidenti eccezionali hanno inciso sul dato annuale

Il dato del 2025 interrompe il trend di forte riduzione osservato tra il 2022 e il 2024. Secondo il WSC, tuttavia, le statistiche annuali possono variare sensibilmente quando si verificano eventi isolati ma di grandi dimensioni.

Nel periodo analizzato, un singolo sinistro con perdita della nave ha causato la dispersione di 640 container, pari a circa il 43% del totale annuo. Altri episodi sono stati associati a condizioni meteorologiche particolarmente severe, collassi delle pile di container e spostamenti del carico durante la navigazione.

Pur in assenza di un numero di tempeste nettamente superiore alla media, il WSC evidenzia come il 2025 sia stato caratterizzato da temperature oceaniche elevate e da fenomeni meteorologici più intensi e meno prevedibili, fattori che hanno complicato le operazioni in mare.

Nord Atlantico sotto osservazione

Per spedizionieri, operatori logistici e porti europei, il rapporto richiama l’attenzione soprattutto sul Nord Atlantico, uno dei principali corridoi del traffico container tra Europa e Nord America.

Il documento non rileva un incremento specifico delle perdite sulle rotte europee, ma evidenzia come l’evoluzione delle condizioni meteorologiche possa aumentare l’esposizione delle catene logistiche a ritardi, interruzioni operative e rischi per il carico.

La sicurezza parte dalla preparazione del carico

Secondo il WSC, la sicurezza del trasporto marittimo si costruisce lungo tutta la filiera, ben prima della partenza della nave.

Mittenti, spedizionieri, imprese portuali, terminal, compagnie di navigazione e personale di bordo condividono responsabilità differenti ma complementari. In particolare, il corretto imballaggio della merce, il suo adeguato fissaggio e una dichiarazione accurata del peso rappresentano elementi essenziali per pianificare lo stivaggio e garantire la stabilità del carico durante la navigazione.

Errori nella documentazione o imballaggi non conformi possono compromettere la stabilità dei container e aumentare il rischio di cedimenti, soprattutto in presenza di mare agitato.

Merci pericolose e incendi restano una priorità

Tra i fattori di rischio figurano anche gli incendi a bordo, spesso collegati alla presenza di merci pericolose dichiarate in modo incompleto o errato.

Per rafforzare i controlli, nel 2025 il WSC ha avviato il Cargo Safety Program, basato su una piattaforma sviluppata con il supporto tecnologico del National Cargo Bureau. Il sistema analizza automaticamente le prenotazioni attraverso parole chiave, schemi ricorrenti e strumenti di intelligenza artificiale, consentendo ai vettori di individuare le spedizioni potenzialmente più rischiose e di effettuare verifiche aggiuntive, comprese ispezioni fisiche mirate.

L’organizzazione ribadisce tuttavia che nessun sistema di controllo può sostituire l’obbligo legale dei mittenti di dichiarare in modo corretto il contenuto delle spedizioni.

Nuovi obblighi IMO per la segnalazione dei container dispersi

Il rapporto arriva in una fase di importante evoluzione normativa. Dal 1° gennaio 2026 sono infatti entrati in vigore nuovi obblighi di segnalazione previsti dagli emendamenti alla Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare.

Le nuove disposizioni impongono agli operatori di comunicare tempestivamente i container persi o avvistati alla deriva, mentre gli Stati di bandiera devono trasmettere le informazioni all’International Maritime Organization (IMO).

Secondo il WSC, il nuovo sistema contribuirà a migliorare la qualità dei dati disponibili, accelerare gli interventi di recupero e ridurre i rischi per la navigazione e per l’ambiente.

Perdite ancora lontane dai massimi storici

Nonostante il forte incremento registrato nel 2025, il fenomeno resta ampiamente al di sotto dei livelli osservati in passato. La serie storica del WSC indica un massimo di 5.578 container persi nel 2013 e un minimo di 221 nel 2023.

Il rimbalzo registrato nell’ultimo anno conferma quanto pochi incidenti di particolare gravità possano incidere sensibilmente sul dato annuale. Rapportate all’enorme volume del commercio marittimo internazionale, le perdite di container continuano comunque a rappresentare un evento statisticamente raro.

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