Nel report Safety and Shipping Review 2026, Allianz Commercial segnala che nel 2025 gli incidenti che hanno coinvolto navi oltre le 100 tonnellate di stazza lorda sono diminuiti di circa il 16%, passando da 3.353 nel 2024 a 2.818.
Anche le perdite totali restano su livelli nettamente inferiori rispetto a quelli di inizio decennio: nel 2025 Allianz ha registrato 43 perdite totali (total loss). Nel complesso, nell’ultimo decennio le perdite totali sono state 905. La media annua era 111 tra 2016 e 2020, poi è scesa a 70 tra 2021 e 2025, con un calo del 37%.
Allianz attribuisce il miglioramento di lungo periodo a un mix di norme più stringenti, progettazione più sicura delle navi, tecnologie più efficaci e pratiche di gestione del rischio più mature. Avverte però che i progressi sulla sicurezza vengono messi alla prova da un contesto che cambia rapidamente.
Thomas Lillelund, CEO di Allianz Commercial, sostiene che lo shipping stia entrando in una fase di “maggiore volatilità e incertezza”, in cui la resilienza conterà più dell’ottimizzazione spinta dei soli costi.
Guasti e avarie: la causa numero uno resta la componente tecnica
Nel 2025 le criticità tecniche sono rimaste il principale innesco degli incidenti marittimi. I danni o guasti ai macchinari hanno pesato per 1.505 casi, cioè oltre la metà di tutti gli eventi registrati nel mondo.
Seguono le collisioni (260 episodi) e gli incendi o esplosioni (218).
Allianz richiama l’attenzione sui guasti ai macchinari perché i costi di riparazione continuano a crescere e l’inflazione dei risarcimenti legati a questa voce non è rientrata ai livelli pre-pandemia. Inoltre, eventuali interruzioni della supply chain dovute ai conflitti potrebbero far salire ulteriormente i costi e rallentare l’approvvigionamento dei ricambi.
Non si tratta di un fenomeno isolato: nell’arco di dieci anni, i danni o guasti ai macchinari sono stati all’origine di 12.991 incidenti, pari al 45% del totale.
Incendi: meno casi, ma l’impatto potenziale resta elevato
Gli episodi di incendio ed esplosione sono scesi da 255 nel 2024 a 218 nel 2025. Allianz, però, li considera ancora tra le minacce più gravi per severità: non a caso, il 2025 è stato comunque il secondo anno con il numero più alto di eventi legati al fuoco dell’ultimo decennio.
Il report indica come particolarmente esposti i grandi portacontainer e le navi portaveicoli (car carrier), dove le dimensioni rendono più complesse le operazioni di spegnimento e salvataggio. Tra i fattori di rischio ricorrenti vengono citati batterie agli ioni di litio, veicoli elettrici e merci pericolose dichiarate in modo errato.
Proprio le dichiarazioni non corrette del carico sono indicate come un elemento chiave negli incendi sui portacontainer: se merci pericolose come batterie o prodotti chimici non vengono dichiarate, documentate o imballate correttamente, i container possono essere stivati in posizioni non idonee e la risposta a bordo diventa più difficile.
Allianz aggiunge che la tecnologia sta iniziando a contribuire alla prevenzione: alcune iniziative di screening del carico utilizzano l’intelligenza artificiale per individuare prenotazioni di container potenzialmente dichiarate o etichettate in modo non corretto.
Le aree più critiche cambiano, ma le rotte strategiche restano sotto stress
Nel 2025 il maggior numero di incidenti segnalati si è concentrato tra Mediterraneo orientale e Mar Nero, con 622 casi. A breve distanza seguono Isole Britanniche, Mare del Nord, Canale della Manica e Golfo di Biscaglia, con 619 episodi.
Guardando all’intero decennio, però, la macro-area delle Isole Britanniche resta la principale area critica per numero di incidenti: 5.953 segnalazioni, oltre il 20% del totale mondiale.
Se si considerano invece le perdite totali negli ultimi dieci anni, la zona più colpita è quella tra Cina meridionale, Indocina, Indonesia e Filippine, con 255 perdite totali. Allianz collega questo dato agli elevati volumi di import-export e alla conseguente densità del traffico marittimo.
Nel periodo 2016-2025, le navi cargo sono state la tipologia più spesso coinvolta nelle perdite totali, con 328 casi.
Geopolitica: il rischio marittimo non si spiega più solo con le statistiche
Per Allianz, oggi la valutazione del rischio va oltre il conteggio degli incidenti: le frizioni geopolitiche sono diventate una delle sfide decisive per lo shipping.
Il report osserva che il settore ha lasciato alle spalle le condizioni relativamente stabili precedenti alla pandemia di Covid-19. Oggi le compagnie devono fare i conti con deviazioni di rotta legate ai conflitti, pressioni sui colli di bottiglia marittimi, prezzi dell’energia instabili, congestione portuale, eventi climatici che interrompono le operazioni e costi regolatori in aumento.
Tra gli esempi recenti vengono citati la chiusura dello Stretto di Hormuz e gli attacchi alle navi nel Mar Rosso, che mostrano quanto velocemente una crisi regionale possa propagarsi nelle reti globali. Cambi di rotta, tempi di transito più lunghi, maggiore consumo di carburante e programmazioni stravolte hanno aumentato la pressione operativa.
Secondo Allianz, questo sta accelerando il passaggio da catene “just in time” a supply chain più robuste e resilienti (“just in case”).
Flotta più anziana e furti di merce: due pressioni che aumentano
Allianz richiama l’attenzione anche sull’invecchiamento della flotta mondiale. Nel 2025 l’età media delle navi è salita a 23 anni. Le unità con almeno 20 anni rappresentano ormai quasi un quarto della flotta globale di portacontainer.
Navi più datate possono significare maggiore esposizione sul fronte sicurezza: usura strutturale, problemi ai macchinari e tecnologie superate. Allianz afferma che le navi oltre i 20 anni incidono per più della metà di tutti gli incidenti legati alla sicurezza.
Un’altra minaccia in crescita è il furto di carico. Allianz segnala che gruppi criminali organizzati stanno usando sempre più strumenti cyber, documenti falsificati e tattiche basate su informazioni mirate per sfruttare i punti deboli della supply chain e colpire merci di alto valore.
In un arco di due anni sono stati registrati quasi 160.000 crimini legati alle merci nel mondo, con perdite nell’ordine di miliardi di euro. Allianz rileva inoltre un aumento di cinque volte delle perdite da furto di carico dalla fine del 2022.
Carburanti alternativi: più sostenibilità, ma anche nuove responsabilità
La transizione verso uno shipping a minori emissioni aggiunge un ulteriore livello di complessità. Allianz indica che, ad agosto 2025, oltre metà dei portacontainer in ordine potrebbe essere predisposta per carburanti alternativi come l’LNG.
Il report avverte però che regole e responsabilità non sono ancora pienamente allineate ai rischi associati a questi combustibili. L’ammoniaca, per esempio, può essere un’opzione a zero emissioni, ma è tossica e corrosiva e richiede gestione specialistica e formazione specifica degli equipaggi.
La crescita delle navi dual-fuel alza anche l’asticella delle competenze a bordo. Secondo Allianz, queste unità possono essere più complesse da gestire rispetto alle navi tradizionali e, se gli equipaggi non hanno piena familiarità con le procedure, aumenta il rischio di guasti ai macchinari o di errore umano.









