I punti chiave del mercato dei veicoli commerciali (I semestre 2026):
- Le immatricolazioni di nuovi autocarri nell’UE aumentano del 9,8%, mentre l’Italia registra un incremento più contenuto del 4,0%, raggiungendo 15.002 unità registrate.
- Il mercato italiano è sostenuto esclusivamente dagli autocarri pesanti (+5,6%), mentre il segmento dei veicoli medi subisce un calo del 4,0%.
- In netta controtendenza rispetto al boom europeo (+47,7%), le vendite di autocarri elettrici in Italia crollano del 48,9%.
- Anche il settore dei veicoli commerciali leggeri arretra a livello nazionale (-4,7%), contrariamente alla leggera crescita dell’1,9% registrata in tutta l’Unione Europea.
Il mercato italiano: bene i pesanti, male i medi
Nel primo semestre 2026 in Italia sono stati immatricolati complessivamente 15.002 autocarri, contro i 14.427 dello stesso periodo del 2025: una crescita del 4,0%, in linea con la media generale ma nettamente più contenuta rispetto ai mercati più dinamici d’Europa.
Il dato interessante emerge scomponendo il totale nei due segmenti.
Autocarri pesanti (oltre 16 tonnellate): 12.651 unità contro 11.978, pari a un +5,6%. È questo segmento a trainare la crescita italiana. Autocarri medi (3,5-16 tonnellate): 2.351 unità contro 2.449, ovvero un calo del 4,0%. L’Italia è uno dei pochi grandi mercati UE dove questo segmento arretra invece di crescere.
In altre parole, la crescita del mercato italiano è interamente merito dei veicoli pesanti da trasporto a lunga distanza, mentre il segmento dei mezzi medi — spesso legato a distribuzione urbana e logistica di prossimità — perde terreno.
Come si posiziona l’Italia rispetto al resto d’Europa
Con 15.002 immatricolazioni, l’Italia si conferma il quinto mercato UE per autocarri, ma il suo tasso di crescita (+4,0%) è tra i più bassi tra i primi cinque:
| Paese | I sem. 2026 | I sem. 2025 | Variazione % |
| Germania | 40.681 | 37.994 | +7,1% |
| Francia | 23.214 | 23.166 | +0,2% |
| Polonia | 18.908 | 15.014 | +25,9% |
| Spagna | 15.909 | 14.049 | +13,2% |
| Italia | 15.002 | 14.427 | +4,0% |
| Paesi Bassi | 8.661 | 5.871 | +47,5% |
Fonte: ACEA
Il confronto è impietoso solo in apparenza: la Polonia cresce del 25,9%, quasi sette volte più velocemente dell’Italia, mentre i Paesi Bassi segnano il balzo più sorprendente dell’intera Unione, quasi raddoppiando le immatricolazioni (+47,5%). Anche la Spagna (+13,2%) cresce a un ritmo più che doppio rispetto all’Italia. Solo la Francia, sostanzialmente ferma (+0,2%), fa peggio del mercato italiano tra i grandi Paesi UE.
Va detto che l’Italia parte da una base già relativamente solida rispetto a mercati come Polonia e Paesi Bassi, che stanno recuperando terreno da livelli più bassi: la crescita percentuale più contenuta va quindi letta anche in quest’ottica.
Elettrico: l’Italia in controtendenza
Il dato forse più significativo per l’Italia riguarda l’elettrificazione. Mentre in tutta l’Unione Europea le immatricolazioni di autocarri elettrici (ECV) sono cresciute del 47,7%, raggiungendo 8.235 unità e una quota di mercato del 4,8% (dal 3,6% del 2025), l’Italia va in direzione opposta: gli autocarri elettrici immatricolati sono scesi da 376 a 192 unità, un crollo del 48,9% — il calo più marcato tra tutti i grandi mercati europei.
Per contro, i tre mercati che stanno trainando l’elettrificazione del trasporto pesante in Europa sono Germania (+88,5%, a 3.545 unità), Paesi Bassi (+44,5%, a 1.412 unità) e Francia (+43,7%, a 1.102 unità): insieme rappresentano il 74% di tutti gli autocarri elettrici immatricolati nell’UE. Il diesel, va ricordato, resta comunque dominante a livello europeo con una quota del 92,1% del mercato totale (+9,3% le immatricolazioni anno su anno).
Il dato italiano sull’elettrico va probabilmente letto insieme al calo del segmento medio: sono proprio i veicoli medi, spesso i primi a essere elettrificati per l’uso urbano, ad aver frenato di più.
E i furgoni?
Anche per i veicoli commerciali leggeri (furgoni fino a 3,5 tonnellate) l’Italia mostra un segno negativo, in controtendenza rispetto al mercato UE nel suo complesso, cresciuto dell’1,9% a 742.759 unità. In Italia le immatricolazioni di furgoni sono scese da 98.707 a 94.116 unità, un calo del 4,7% — tra i peggiori risultati fra i quattro maggiori mercati UE del segmento, insieme a Germania (-4,6%) e Francia (-2,1%).









