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Controlli alle frontiere Schengen: Olanda e Italia prorogano, la Svizzera attiva misure per il G7

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I controlli temporanei alle frontiere interne dell’area Schengen restano una realtà in diversi Paesi europei. I Paesi Bassi e l’Italia hanno scelto di proseguire con le misure già in vigore fino al 2026, mentre la Svizzera introdurrà verifiche per un periodo limitato in occasione del vertice del G7. In tutti i casi, le autorità richiamano motivazioni legate alla sicurezza, alla pressione migratoria o alla gestione di grandi eventi internazionali.

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Va ricordato che, secondo le regole Schengen, i controlli alle frontiere interne sono uno strumento eccezionale: dovrebbero essere circoscritti nel tempo e adottati solo quando esiste un rischio concreto per l’ordine pubblico o la sicurezza interna.

Paesi Bassi: proroga dei controlli fino al 30 settembre 2026

Il governo olandese ha deciso di estendere i controlli temporanei alle frontiere fino al 30 settembre 2026. La scelta viene motivata con la persistente pressione migratoria: numerose domande di asilo, migrazione irregolare, traffico di migranti e i cosiddetti “movimenti secondari”.

Le verifiche riguardano:

  • i confini terrestri con Belgio e Germania,
  • i collegamenti aerei interni Schengen.

La base giuridica resta quella prevista dal Codice frontiere Schengen, che consente la reintroduzione temporanea dei controlli in circostanze eccezionali, purché le misure siano proporzionate e limitate nel tempo.

Le autorità olandesi precisano inoltre che l’attuale assetto dovrebbe concludersi il 30 settembre 2026 e non è previsto un ulteriore prolungamento nella forma attuale. L’obiettivo è passare a un modello più ampio di sorveglianza ordinaria delle frontiere, svolto nell’ambito del Mobile Security Monitoring (MTV).

Cambio operativo: controlli più mirati e adattabili

In parallelo, i Paesi Bassi stanno lavorando a un aggiornamento del modo in cui viene monitorata la frontiera. La Royal Netherlands Marechaussee continuerà a essere l’attore principale e, nel quadro MTV, dovrebbe disporre di maggiore margine operativo.

Le modifiche puntano soprattutto ad aumentare i limiti di ispezione, per rendere possibili:

  • impieghi più flessibili in base al livello di rischio,
  • controlli più intensivi guidati dalle analisi operative,
  • un raggio più ampio sui mezzi di trasporto, includendo aerei, treni, navi, autobus e auto.

I controlli MTV vengono effettuati entro una fascia fino a 20 chilometri dalle frontiere interne.

Nel periodo tra dicembre 2024 e marzo 2026, queste attività hanno portato a:

  • 600 cittadini stranieri respinti all’ingresso,
  • 270 persone fermate, anche per frodi documentali e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Svizzera: controlli a tempo in vista del G7

Anche la Svizzera ricorrerà a controlli temporanei alle frontiere. Le misure saranno in vigore dal 10 al 19 giugno 2026 e sono collegate al vertice del G7 a Évian, in Francia, previsto dal 15 al 17 giugno 2026.

Le verifiche interesseranno:

  • i confini terrestri con la Francia,
  • il tratto di frontiera sul Lago di Ginevra,
  • con particolare attenzione all’area del Lago di Ginevra.

Secondo la notifica, si tratta di misure preventive inserite nel dispositivo di sicurezza predisposto per un evento di rilievo internazionale.

Italia: controlli prolungati al confine con la Slovenia

Misure analoghe restano attive anche in altri Paesi Schengen. L’Italia ha esteso i controlli temporanei al confine terrestre con la Slovenia fino al 18 dicembre 2026. Nella comunicazione alla Commissione europea, Roma richiama il rischio che reti terroristiche possano sfruttare le rotte migratorie, la tensione in Medio Oriente e in Ucraina e livelli ancora elevati di migrazione irregolare. Viene inoltre segnalata l’operatività di gruppi organizzati coinvolti nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e nella tratta di esseri umani lungo la cosiddetta rotta balcanica.

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